Calcolo della rata del mutuo? Ecco le sigle che devi conoscere

Il calcolo della rata del mutuo diventa più semplice e chiaro se si impara a conoscere il significato di alcune parole, tra cui Euribor, Taeg e spread.

Avete dei dubbi su quale sia il modo corretto per il calcolo della rata del mutuo? Avete sottoscritto una delle offerte dei vari istituti di credito particolarmente convenienti ma ancora l’importo mensile da pagare è un rompicapo? Forse non avete molta familiarità con alcune strane e ostiche parole che si ritrovano sempre nei contratti e sono determinanti per capire quanto vi costerà il finanziamento con cui avete comprato casa.

Come recentemente spiegato in un articolo del Sole 24 Ore, Euribor, Eurirs, Spread e Taeg sono i vocaboli da conoscere, anche prima di firmare il contratto del mutuo. I meccanismi che stanno dietro a questi termini, infatti, sono quelli che influiscono sulle rate, sia nel caso in cui si sia titolari di un finanziamento a tasso fisso che uno a tasso variabile. Vediamole in sintesi.

Euribor e Eurirs sono rispettivamente i tassi di riferimento per i mutui a tasso variabile e per quelli a tasso fisso. Indicano il costo al quale le banche europee si prestano il denaro e hanno diverse scadenze per il loro aggiornamento. L’Euribor infatti si “rinnova” quotidianamente, e può essere legato al tasso d’interesse del mutuo in modo diverso a seconda che le rate dello stesso siano mensili, trimestrali o semestrali, e che si decida di calcolarlo sulla base dell’anno commerciale (360 giorni) o solare (365). L’Eurirs invece si aggancia al mutuo a tasso fisso una volta per tutte, all’inizio del finanziamento, e dura per tutta la sua “vita” naturale.

L’Euribor è uno dei parametri ai quali sono agganciati i tassi dei mutui variabili. È il tasso al quale le banche dell’area dell’euro si fanno prestito l’un l’altra, calcolato ogni giorno dal 1999. Ha valori diversi a seconda che si riferisca a scadenze di uno, tre o sei mesi (che riguardano la durata delle rate) o che sia calcolato sull’anno commerciale di 360 giorni o quello solare di 365. L’Euribor a un mese di solito è inferiore a quello a tre mesi, quello a tre mesi inferiore a quello a sei mesi. Di solito l’Euribor a 360 giorni è più basso dell’Euribor a 365 giorni.

Il Taeg è, come accade nei prestiti, il numero che indica il costo globale effettivo del mutuo. Comprende infatti anche le voci accessorie di spesa: la polizza sulla casa o a protezione del mutuo stesso, la parcella della perizia immobiliare e di quella notarile, l’eventuale commissione per l’istruttoria. Verificate che ovunque nel contratto si faccia sempre riferimento a questo indice: è l’unico che restituisce in modo veritiero e completo quanto peserà il mutuo sulle vostre tasche.

Dulcis in fundo, se così si può dire, c’è lo spread. Stiamo parlando del costo che la banca applica ad ogni mutuo concesso, e va sommato all’Euribor nel caso del tasso variabile o all’Eurirs per il tasso fisso. Solitamente varia dal 2 al 7%, e ogni caso è da valutarsi singolarmente. Attenzione anche qui: i tassi spesso pubblicizzati non includono il calcolo dello spread se non nelle piccole scritte incomprensibili in fondo alla reclame. Meglio fare affidamento ai fogli informativi, dove troverete indicato lo spread in questa modalità: tasso Euribor/Eurirs+spread (ad esempio, come dice il 24ore, Euribor a 3 mesi (0,26%) più spread 3% = tasso finale 3,26 per cento).

 

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