Inquinamento: quando il nemico è in casa

Guida pratica per limitare i danni: occhio a saponi, muffa e gas nascosti. Dalgrasso bruciacchiato di una bistecca agli acari della moquette, i rischi sono tanti e quasi sempre sono anche inattesi.
Fumare in casa propria (e in quelle degli altri, ovviamente) non si dovrebbe, sia perché ogni anno solo in Italia di fumo passivo muoiono oltre duemila persone, sia perché poi riportare l’aria a livelli di piena respirabilità non è così semplice. Ma non è la sola cosa che non si dovrebbe fare fra le tante che, purtroppo, quasi sempre inconsapevolmente finiscono per rientrare nei comportamenti ritenuti innocui o, peggio ancora, utili.

L’inquinamento fatto in casa molto spesso viene provocato da azioni in buona fede, addirittura da prodotti che si ritiene possano essere validi per una maggiore pulizia delle cose o degli ambienti; a partire dagli stessi detersivi che utilizziamo convinti che siano il meglio. Abbiamo “fotografato” le situazioni maggiormente a rischio indicando anche i rimedi più efficaci. In mezzo a tante notizie non buone ce n’è una incoraggiante: correggere i comportamenti sbagliati non è poi così difficile.

Il pericolo si annida nel grasso bruciacchiato di una bistecca e si affronta con una finestra aperta, si nasconde tra i fili della moquette e si aggredisce a colpi di lavatrici ad alta temperatura. Non sempre ne siamo consapevoli ma le nostre case sono luoghi potenzialmente contaminati e qui si combatte la prima sfida all’inquinamento.

Case contaminate. «Non è la norma, ma in un’abitazione possono esserci concentrazioni di inquinanti maggiori rispetto all’esterno», spiega Loredana Musmeci, direttore del dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Istituto superiore di sanità a Roma. Secondo l’Ente statunitense di protezione ambientale (Epa), l’aria interna può essere da uno a cinque volte più inquinata.

Arieggiate le stanze. Cuciniamo, ci muoviamo tra mobili nuovi, usiamo detergenti, magari fumiamo. Parte delle sostanze nocive che invadano le case lo produciamo noi. Chiudere le finestre non serve a proteggerci. Anzi. «È importante arieggiare gli ambienti chiusi, almeno una volta al giorno per dieci minuti per camera – dice la dottoressa Musmeci –. Avendo comunque cura di scegliere orari di minor traffico, perché dalle automobili provengono benzene e idrocarburi policiclici aromatici».

Detergenti tossici. Odore di buono non sempre fa rima con aria pulita. Da alcuni prodotti per la pulizia e mobili nuovi provengono composti organici volatili (Cov). Si sprigionano da vernici, resine, diluenti, colle, ma a nche da candele profumate, incensi e deodoranti. La tossicità dipende dalla composizione, per le candele, ad esempio, dalla presenza di aromatizzanti sintetici. «Accendiamole con moderazione – dice la dottoressa Musmeci – Anche per i detergenti, meglio farne solo l’uso necessario». I composti organici volatili possono essere irritanti; i più pericolosi, benzene e formaldeide, sono cancerogeni.

Tra la polvere. Gli acari della polvere si annidano su tappeti e moquette, materassi, cuscini, coperte, peluche. Incontri ravvicinati possono generare reazioni allergiche. «Ci si difende adottando stili di vita improntati alla massima pulizia possibile, lavando ad alte temperature la biancheria, ventilando le stanze», raccomanda ancora la nostra esperta.

Via la muffa. In bagni e seminterrati: dove c’è umidità, può formarsi muffa. «Va eliminata e gli ambienti risanati. Se questo intervento non è possibile, per via di un clima locale poco asciutto, servono deumidificatori». Vivere in una casa dove circolano le spore della muffa significa andare incontro a possibili reazioni allergiche, ma anche a disturbi respiratori.

Sigarette addio. Il fumo passivo può innescare l’asma e altre malattie respiratorie soprattutto in soggetti deboli come i bambini. Il rimedio è drastico: non fumare e non permettere ad altri di farlo in spazi chiusi. Ogni anno in Italia di fumo passivo muoiono 2.000 persone.

Occhio alla moquette. Altri ospiti invisibili e poco graditi si trovano nelle pentole antiaderenti al comparire dei primi segni di usura o in vestiti e mobili che hanno subìto trattamenti anti-macchia o idrorepellenti. Si chiamano perfluorati e un’elevata esposizione può essere dannosa per fegato, tiroide e fertilità. «Trovano un ambiente ideale nella moquette anche se in questo caso l’Italia è un paese poco esposto dal momento che, a differenza di altri Paesi, non ne facciamo grande uso».

No ai cibi bruciati. Quando cuociamo cibi a temperature troppo alte, ma anche nel fumo di cottura, di sigarette o candele, si formano idrocarburi policiclici aromatici, sostanze che possono essere dannose, addirittura cancerogene. Meglio ventilare, usare cappe di aspirazione ed eliminare le parti bruciate dagli alimenti. Pizza compresa.

Gas dal sottosuolo. Il pericolo viene anche dalla terra: il radon è un gas naturale radioattivo, incolore e inodore, che risale da cantine e lungo i tubi di scarico. La presenza varia dalle aree geografiche. È cancerogeno. Se ne misura la concentrazione attraverso appositi rivelatori, se è superiore ai livelli di riferimento, occorre una bonifica.

Monossido di carbonio. A differenza di altri inquinanti, il monossido di carbonio è il risultato di anomalie di funzionamento. Può scaturire da caldaie, camini e stufe a gas, che vanno dunque installati, utilizzati e controllati sempre. Inodore e incolore, può essere mortale. Un’intossicazione lieve provoca mal di testa, vertigini, nausea, stanchezza.

Veleni dentro l’automobile. Anche lo spazio piccolo e chiuso di un’auto può essere popolato da composti poco salutari. Dai filtri dell’aria condizionata non rinnovati possono arrivare gli acari. Tessuti, vernici e fumo di sigaretta sono altre potenziali fonti inquinanti.

twitter: @cilucchelli

di Cinzia Lucchelli

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/italia-mondo/2015/04/09/news/l-inquinamento-fatto-in-casa-1.11203408

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