L’arte del ricevere: preparare la tavola

Avere ospiti impone determinate regole. La preparazione della tavola, in occasione di pranzi e cene formali, deve essere curata nei minimi dettagli seguendo dei canoni ben precisi. Vediamo quindi come deve essere una “tavola perfetta”.

La disposizione dei posti. Il galateo suggerisce che i padroni di casa siedano uno di fronte all’altro. Sia che ci si sieda ad un tavolo quadrato, rettangolare o rotondo, la regola vuole poi che alla destra della padrona di casa si metta l’ospite maschile di maggior riguardo e alla sua sinistra un altro ospite maschile di riguardo; così come alla destra del padrone di casa siede la signora di maggior riguardo e alla sua sinistra un’altra signora. Il resto dei commensali si siede alternando una presenza femminile a una maschile. I segnaposto possono essere un’ottima soluzione quando i commensali sono in molti (come 10, 14 o 16). Il segnaposto va collocato al centro sopra il piatto, tra questo e i bicchieri. Se gli invitati sono persone amiche o sono di famiglia si usa scrivere solo il nome di battesimo. Nel caso si tratti di un invito formale si scriverà invece il nome per esteso, aggiungendo anche eventuali titoli professionali o nobiliari.

La tovaglia. E’ un dettaglio importante. Quelle che meglio si adattano sono quelle di fiandra di cotone o rasatello di cotone liscio per il sottotovaglia e sopra vanno stese tovaglie di lino, di mussola, di organza o di altri tessuti lisci e operati.

Piatti. Il sottopiatto è un elemento di stile che non dovrebbe mancare. Ricordate però che non è elegante far trovare la tavola preparata solo con i sottopiatti. Quando arriva l’ospite ci deve già essere appoggiato sopra almeno il piatto piano. Il sottopiatto, che non verrà mai tolto, fino alla fine del pasto, neanche per il dolce o il caffè, può essere d’argento, di ceramica o di vetro. Per la scelta dei piatti optate sempre per il monocolore o al massimo due tonalità. Si dispongono in tavola come segue: sottopiatto – piatto piano – piatto da antipasto – piatto fondo – piattino da frutta.

Bicchieri. In una tavola elegante dovrebbero essere di cristallo e vanno scelti in base ai vini che porterete in tavola. Si allineano in alto alla destra del piatto, da sinistra a destra in questa sequenza: acqua, vino rosso, vino bianco, e dietro la flute. Le case produttrici propongono il bicchiere più grande per l’acqua e quello più piccolo per il vino. La flute, essendo un bicchiere per vini da aperitivo, non dovrebbe stare a tavola. Al suo posto dovrebbe comparire la coppa da champagne o il bicchierino per il vino dolce.

Posate. Si scelgono a seconda del menù prestabilito in modo che il commensale sedendosi abbia di fronte a sé tutte le posate che gli serviranno, dall’antipasto al dolce. A destra: coltelli (la lama deve essere sempre rivolta all’interno) e cucchiaio (con la parte concava verso l’alto). La forchettina d’argento per le ostriche è l’unica forchetta che sta a destra. A sinistra: forchette, in numero e nella sequenza consone alle portate previste dal menù e sempre con le punte verso l’alto. Davanti al piatto: sopra, la forchettina o il cucchiaino per il dessert, sotto le posatine da frutta (la forchetta con il manico a sinistra e il coltello con il manico a destra).

Qualche idea per il menu’

L’arte del ricevere” non può non tener conto di problematiche nutrizionali. Le buone maniere a tavola sono nate proprio per un’esigenza salutistica anche se i nostri antenati non ne erano pienamente consapevoli.
Le regole per presentare un corretto menu’ prevedono pasticci di pasta o pastasciutta consentiti solo a pranzo. Per la sera l’ideale è sempre cominciare con zuppe o similari.
Per una cena l’impostazione base del menù prevede l’esclusione tassativa dell’antipasto e un inizio con zuppa di verdura. Come secondo, o carne o pesce accompagnati sempre da due verdure cotte e infine un dolce al cucchiaio.
A cena si dovrebbe evitare di servire formaggi e uova (difficili da digerire) e antipasti che solitamente rischiano di far risultare piuttosto insipide le successive pietanze calde “leggere”.
Altre regole da ricordare sono:
– a pranzo niente antipasto se il primo è un farinaceo
– non si associano mai piatti con cotture uguali (ad esempio pesce bollito e zampone) o con lo stesso condimento (ad esempio spaghetti al pomodoro e scaloppine alla pizzaiola)
– se ci sono due secondi, alterniamoli in questo modo: carni bianche e rosse, pollame e selvaggina, salse brune e bianche, il pesce sempre prima della carne
– il dolce deve sempre essere servito prima della frutta.

 

Condividi questo articolo