"Bullo…chi sei?"

“Chi è il bullo?” Il bullo è solitamente un giovane che mette in atto dei comportamenti aggressivi al fine di intimidire e dominare un'altra persona. Diventa persecutore e si sceglie una vittima, che solitamente, almeno nell'ambito scolastico, è un ragazzo timido, spesso gracile, quasi sempre sensibile. Purtroppo secondo gli ultimi dati almeno un ragazzo su tre ha subito fenomeni di bullismo. Malessere sociale dunque, che non va sottovalutato, perché potrebbe sfociare in fenomeni di microcriminalità.

L'azione del bullo continuativa e persistente, rende la vittima sempre più fragile, insicuro e lo scaraventa in uno stato di frustrazione. Anche mettere in giro pettegolezzi e dicerie si può considerare un atto di bullismo, perché tende a svalutare ed isolare la persona colpita. Figlio dei nostri tempi è invece il cyberbullismo o bullismo elettronico, cioè il trasmettere via internet minacce, offese o prese in giro.

Prepotenze di ogni tipo vengono fatte, a volte in modo anonimo, tramite telefonate al cellulare, sms, foto o video clip. Difficilmente una vittima si confida con un adulto, perché spesso si vergogna ma nel sito www.Governo.it gli esperti invitano i genitori a saper cogliere i segnali che i figli possono mandargli. Attenzione quindi se vostro figlio fa frequenti richieste di denaro, se trova scuse per non andare a scuola, se è triste o piagnucoloso dopo la scuola.

E ancora, se presenta lividi , graffi o strappi negli indumenti, se dorme male o bagna il letto, se rifiuta di raccontare ciò che avviene a scuola e non ha amici. Il bullo è l'espressione di chi vuol farsi largo con la “legge del più forte”e trova, in quel piccolo stato che è la scuola, dei sudditi, i suoi compagni, che per paura o semplicemente per non venire emarginati dal gruppo, troppo spesso tacciono o peggio ancora, stanno a guardare, mentre il prepotente agisce. In presenza di casi di bullismo occorre spingere gli spettatori a parlare, rompere l'omertà ed isolare così il bullo. La vittima deve essere aiutata a trovare la forza di parlare con un genitore, un insegnante, o un adulto.

 Sappiate che il bullismo fa stare veramente male, può spingere anche al suicidio… uccide l'anima, come sostiene nel suo libro-verità Marco Cappelletti. Si consiglia una visita al sito:www.bullismo.com e polizia di stato.it. E' stato attivato anche il numero verde 800669696, dove chiunque può chiedere informazioni sul bullismo e su come comportarsi in situazioni difficili. A disposizione degli utenti ci saranno psicologi e professori esperti nel settore.

Rossella Di Maria, docente e psicopedagogista

rossella.anastasia@gmail.com

Tratto dal periodico La parola al cittadino

Pubblicato da:fiore

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