cari maschi

ho 38 anni lavoro come professore in una universita' americana e ho tre figli e un marito italiano. la discriminazione sessuale e' per me un'arma a doppio taglio che ha colpito negli anni uomini e donne in modo non forse uguale ma altrettando dannoso.


 I maschi sono stati privati per tanti secoli della possibilita' di stare con i propri bambini. per mio marito e' il tempo meglio speso nella sua giornata e piu' volte mi ha manifestato il desiderio di fare il casalingo. in generale le donne italiane pensano che il proprio uomo sia un'inetto e non lo lasciano libero di svolgere ovvie mansioni familiari quali il cucinare e fare il bucato. io vorrei esortare i maschi italiani e non, a riprendersi il possesso dei bambini e della casa, di non considerarle mansioni di poco conto. e poi noi tutti siamo prima di essere uomini e donne delle persone. ognuno di noi ha il diritto di cercare la felicita' nella cura dei bambini o della casa o fuori in una carriera che lo/la entusiasmi. se non si trova un compromesso si divideranno le
mansioni che entrambi troviamo antipatici in parti uguali. vi assicuro che nella mia famiglia queste non hanno mai coinciso con la cura della prole.< BR>
rita

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