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26/12/2004
RUBINO
Articolo di Ish Gisella Cannarsa per "COMUNICAZIONE CRISTALLINA"

Se ne usa la radice, in cristalloterapia, evitando di sperperare soldi in gemme costose.
Quelli che contano sono il raggio di luce e la struttura.
Il rubino permette al cuore di respirare attraverso il dolore delle emozioni, trasformandone le sensazioni, così come il sangue si rigenera dall’anidride carbonica, arricchendosi di ossigeno.

Se il colore del rubino è esattamente il colore del sangue vivo, perché non usarne il raggio per attivare in noi la forza che ci manca, quando siamo preda delle emozioni negative?
Ravvivante, riequilibrante, dunque, era ed è considerato ancora oggi, da molti popoli, una pietra di potere: la sua grande particolarità è di innalzare la vibrazione degli istinti, raffinando le passioni, e ricollegando agli ideali più elevati che conserva in sé l’Anima.Ecco perché, se la pietra dei vescovi è l’ametista, il rubino è indossato dai Cardinali.

Sapete certamente che presso i romani il rosso porpora era il colore dell'ordine senatorio ed equestre, ed arrivarono addirittura a comminare la pena di morte per chi acquistava ed indossava stoffe di porpora senza averne il titolo, essendo questo colore il simbolo del potere supremo.
Solamente un generale vincitore di importanti campagne poteva indossare una toga interamente purpurea nel giorno in cui veniva solennemente celebrato il trionfo. Ai senatori era concesso il "laticlavium", la larga balza purpurea per orlare la toga, ed una più stretta, detta "l'angusticlavium", r iservata all'ordine equestre.
Si racconta che Tolomeo, re della Mauritania, invitato da Caligola per uno spettacolo gladiatorio, indossò una tunica color porpora, e questo gli costò la vita.

Il colore della toga era un vero e proprio codice semiotico: la toga bianca, candida era indossata nel disbrigo degli affari politici (ecco perché oggi diciamo "candidato" politico); la tunica nera indicava il lutto e quella purpurea era, appunto, riservata ai generali trionfatori, simbolo del potere supremo.
Per questi motivi le vesti di colore rosso furono sempre appannaggio di re, imperatori e principi della Chiesa ai quali ultimi la porpora cardinalizia fu imposta da Bonifacio VIII - il papa dello schiaffo di Anagni - nel 1295 a simboleggiare l'intrepido coraggio che doveva animare i cardinali nella lotta contro i nemici della Chiesa.

Il colore cosmico irradiato dal rubino, è il rosso, una energia calda, dalla forza "disintegrativa", secondo l’Ayurveda, che definisce la gemma "piccante". E se pensiamo al potere del peperoncino rosso, amato dai paesi baciati dal sole, che disinfetta, aiuta il cuore, facilita l’appetito, contrasta l’alopecia e certamente sollecita la circolazione del sangue (si diventa rossi se si esagera nel mangiarlo), ricordiamo meglio le caratteristiche terapeutiche di questo corindone, associato all’elemento Fuoco.
Il raggio rosso è quello che, in natura, asciuga l’umidità, brucia le foglie morte e il legno.

Sul mercato cristalloterapeutico, troviamo fette di radice e radici dalla forma a "barilotto": la sezione è sempre esagonale (come i berilli): secondo la geometria sacra, la simbologia dell’esagono, derivante dall’intreccio di due triangoli equilateri, è l’incontro tra il Fuoco e l’Acqua, da cui si genera la Vita, grazie al nutrimento della Terra.
L’esagramma, secondo l’armonia archetipica utilizzata dagli antichi, era legato al Re (Acqua) e al Sol (Fuoco).
Invece Naisha vede nella gemma un ponte di collegamento tra Terra e Fuoco.
E allora? Certamente il Fuoco purifica e nutre la Terra attraverso le ceneri di quanto bruciato.
Infatti posizionare un esagono di rubino sul cuore, o un po’ più su, è un ottimo modo per portare il raggio vivificante proprio dove il sentimento d’Amore (senza emozioni) ha la sua sede, per nutrirne la forza, gli ideali.
L’Amore, libero da convenzioni ed aspettative, prende energia dall’assenza di condizioni, sacrificate al fuoco della trasformazione, che eleva le passioni, abbatte gli istinti, sublima la creatività.
Il rubino collega l’Identità incarnata al Cuore, permettendo l’accesso agli spazi infiniti del Sé e della Mente Superiore, favorendo progetti e situazioni che non avreste osato, finchè limitati dalla paura di un potere privo di Guida.Il rubino stellato, infine, condensa ulteriormente in sé il messaggio, proponendo la sua luce come fulgida stella.
Una precisazione: il rubino stellato NON è un raro rubino che nasca con sei punte, come scritto da Scott Cunningham ne "Enciclopedia delle Pietre Magiche" (pag.128).
E’ la gemma che presenta il fenomeno dell’asterismo (inclusioni orientate), abbastanza diffuso, e che viene in genere intagliata a cabochon, proprio per esaltarne l’effetto.

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