10 alimenti che sarebbe meglio scegliere biologici

Dare la propria preferenza a prodotti biologici significa salvaguardare il proprio organismo dall'accumulo di tracce di pesticidi e tossine nel corso del tempo, attraverso scelte alimentari che prevedano cibo per la produzione del quale non siano state impiegate sostanza chimiche dannose per l'uomo. Scegliere frutta, verdura, legumi, cereali e loro derivati provenienti da agricoltura biologica significa avere la certezza che per la loro produzione non siano stati utilizzati fertilizzanti, diserbanti o altre sostanze chimiche potenzialmente tossiche. Un discorso analogo vale per carne, uova, latte e derivati.

La loro provenienza biologica garantisce che agli animali da allevamento non siano stati somministrati antibiotici o ormoni promotori della crescita. Ciò non significa purtroppo che tali animali non siano destinati ad una morte precoce o al macello, ma la scelta di carne e derivati animali di provenienza biologica da parte di chi non è vegetariano o vegano potrebbe in ogni caso rappresentare un primo passo verso scelte alimentari più consapevoli.

Ci sono alcuni alimenti, come, ad esempio banane, cavoli, avocado, cipolle, kiwi o asparagi che non è necessario acquistarli bio in quanto non assorbono molto i pesticidi o, comunque vengono sbucciati prima di essere consumati. Altri cibi, invece, poiché maggiormente soggetti all& apos;impiego di pesticidi o medicinali per la loro produzione, andrebbero acquistati soltanto se di provenienza biologica certificata o comunque sicura. Eccone alcuni.

1) Prodotti da forno e snack

Ci riferiamo a crackers, biscotti, merendine, gallette, fette biscottate ed altri prodotti da forno consumati abitualmente a merenda o a colazione, che non si ha il tempo di preparare in casa scegliendo ingredienti biologici. La regola vale anche per altri alimenti consumati quotidianamente, come pasta o riso. In qualsiasi prodotto confezionato che non sia certificato come biologico è possibile che siano presenti tracce, seppur minime, di pesticidi, che potrebbero però accumularsi a poco a poco nell'organismo, rappresentando non di certo un toccasana per la salute. Se possibile, cercate sempre di optare per snack salutari e per prodotti di qualità.

2) Alimenti per bambini

Omogeneizzati, yogurt, formaggini, succhi di frutta ed ogni altro alimento da destinare all'alimentazione dei più piccoli andrebbe scelto preferibilmente di provenienza biologica, in modo da preservare il delicato apparato digerente dei bambini da un precoce accumulo di tossine e di sostanze dannose, come le tracce di pesticidi che purtroppo permangono su frutta e verdura, ma anche in cereali, farine e prodotti caseari non biologici. Gli omogeneizzati possono essere sostituiti da pappe naturali preparate in casa che il pediatra saprà di certo consigliarvi.

3) Verdure a foglia verde

Pensando ad un alimento salutare potrebbe capitarvi di richiamare alla mente un bel piatto di fresca insalata. Attenzione alla sua provenienza però. Insalate, come la lattuga, ed altre verdure a foglia verde, come gli spinaci o la bieta sono tra le colture a cui l'agricoltura intensiva dedica il maggior impiego di pesticidi, al fine di sconfiggere gli attacchi da parte di insetti e parassiti. La soluzione è fare in modo di scegliere insalate e verdure a foglia verde biologiche, oppure coltivarle nel proprio orto senza l'ausilio di prodotti chimici.

4) Peperoni e pomodori

I peperoni sono tra gli ortaggi maggiormente a rischio di subire attacchi da parte di insetti e parassiti. I pesticidi impiegati nella loro coltivazione vengono facilmente assorbiti dalla loro buccia, che noi purtroppo consumiamo abitualmente nella preparazione di diversi piatti a base di tali ingredienti. Per lo stesso motivo sarebbe bene fare attenzione anche alla scelta dei pomodori che non consumeremo pelati. I pesticidi purtroppo possono facilmente oltrepassare le sottili bucce di peperoni e pomodori, dando dunque adito alla necessità di preferirli se provenienti da agricoltura biologica, dato che compiere un loro lavaggio accurato potrebbe non essere sufficiente a proteggerci da eventuali tossine.

5) Patate

Le patate sono probabilmente il tubero che, secondo i dettami dell' agricoltura convenzionale ed intensiva, richiede una maggiore lotta nei confronti di tutti quei microrganismi che potrebbero metterne a repentaglio la possibilità di raccolta. Tra di essi, a spaventare maggiormente gli agricoltori, vi sono i funghi. Ecco dunque spiegato l' ampio ricorso dei coltivatori ai fungicidi, memori dell'epidemia che nell'Ottocento in Irlanda causò una vera e propria carestia a causa della completa rovina delle coltivazioni di patate nazionali. Meglio spendere un po'di più e scegliere patate biologiche, sicure e prive di residui chimici di qualsiasi tipo.

6) Pesche

Secondo l'Environment Working Group statunitense, le pesche sono tra i frutti che riescono a trattenere la maggiore concentrazione di pesticidi. Non basterebbe dunque lavarle accuratamente e pelarle per mettersi al riparo da essi. Eliminare la buccia significa inoltre privarsi della parte del frutto che contiene la più elevata concentrazione di nutrienti benefici. Anche in questo caso, si consiglia dunque di preferire frutti di provenienza biologica o dichiaratamente non trattati tramite pesticidi, nel caso si conoscano personalmente i produttori. Tale preferenza dovrebbe essere estesa in particolare anche a mele, fragole, ciliegie ed uva.

7) Caffè

I chicchi di caffè utilizzati per dare origine ad una delle bevande più consumate nel nostro Paese in ogni parte della giornata provengono probabilmente da piantagioni situate in Paesi esteri nei quali non sempre si tiene conto delle regolamentazioni relative all'impiego di pesticidi, qualora esse siano presenti. Le piante di caffè ed i chicchi che vengono raccolti da esse si ritrovano ad assorbire quantità spropositate di sostanze chimiche, a meno che non provengano da coltivazioni che hanno aderito ai metodi dell'agricoltura biologica. La scelta ideale dovrebbe ricadere su caffè biologico e fair-trade, che possa garantire la salubrità della bevanda e il corretto trattamento dei lavoratori adibiti alla raccolta dei chicchi ed alle successive fasi di produzione.

8) Uova

Il nostro consiglio per chi consuma uova è di sceglierle esclusivamente se dotate di certificazione biologica& lt;/B> (codice 0) o se provenienti da allevamenti riguardo ai quali si abbia la certezza che le galline possano razzolare libere e siano nutrite con mangimi naturali e di cui si conoscono personalmente i proprietari. I pesticidi contenuti nei mangimi industriali destinati alle galline possono passare in minima parte alle uova, così come i medicinali somministrati loro all'interno degli allevamenti intensivi, al fine di evitare la propagazione di malattie; per non parlare dellepessime condizioni in cui esse sono costrette a vivere all'unico scopo di produrre il maggior numero di uova possibili

9) Latte e latticini

Consigli analoghi valgono per coloro che consumano latte e latticini, compresi yogurt e formaggi. Dato il trattamento riservato agli animali all'interno degli allevamenti intensivi, con somministrazione di antibiotici e medicinali e di mangimi industriali, è lecito dubitare della qualità dei prodotti caseari ottenuti dalla lavorazione di latte che potrebbe contenere tracce di pesticidi, ormoni ed altre sostanze chimiche non propriamente benefiche. Per quanto riguarda le tracce di pesticidi e sostanze tossiche, esse dovrebbero essere minori in latte e latticini ottenuti a partire da animali allevati a foraggio ed ai quali non siano state somministrate sostanze medicinali di alcun tipo.

10) Carne

Coloro che non hanno ancora detto addio alla carne, sono davvero certi della salubrità degli alimenti che scelgono di consumare? Al di là delle considerazioni riguardanti il fatto che il regno vegetale sia perfettamente in grado di offrire al nostro organismo tutte le proteine di cui esso ha bisogno grazie ad alimenti come legumi, cereali e frutta secca (che, tra l'altro, rappresentano una spesa economica minore rispetto all' acquisto di carne), chi desidera consumare carne, che almeno faccia riferimento a prodotti di provenienza biologica certificata, ottenuta da animali a cui non siano stati somministrati ormoni o medicinali e che abbiano seguito la loro alimentazione naturale.

Marta Albè

Fonte: www.greenme.it

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