ACHILLEA: odore di canfora

Una pianta che deve il nome al mitico eroe Achille. Anche se le proprietà cicatrizzanti su di lui non funzionarono

L' Achillea è una pianta erbacea perenne con radice sottile, alta 10-20 cm, se stropicciata emana un forte odore di canfora, le foglie carnosette e ricche di ghiandole contenenti un olio essenziale, sono pennatofide, il contorno è ovale allungato, le superiori sono prive di picciolo.

I fiori biancastri internamente e rosa esternamente sono riuniti in infiorescenze a corimbo composto, i singoli corimbi sono costituiti da 5-10 fiorellini. Il frutto è un achenio. Questa pianta può definirsi cosmopolita, vegeta ai bordi delle strade in tutta la penisola dal mare alla zona alpina, a causa delle ibridazioni ne esistono diversi fenotipi che è difficile distinguere.Il suo uso ha origini molto antiche, il nome secondo la mitologia deriva da Achille, famoso eroe greco che con questa pianta curò e guarì Telophos ma, durante la guerradi Troia, quando fu ferito al tallone da Paride, nonostante la Dea Afrodite gli avesse lavato la profonda ferita con la stessa pianta Achille morì e in suo onore fu chiamata Achillea e da quei tempi diventò il medicamento preferito dei guerrieri. Tuttavia Dioscoride ne aveva segnalato l'efficacia contro le piaghe e le ulcere, Ippocrate la raccomandava in bagni contro le emorroidi. Infatti le sue proprietà astringenti favoriscono la cicatrizzazione delle piaghe di varia natura e la riduzione delle mestruazioni troppo abbondanti.

PRINCIPI ATTIVI:

un olio essenziale di colore blu ricco di azuleni,canfora, cinedo e lomonene, inoltre flavonoidi, il glucoside achilleina, l' acido achilleico e tannico,asparagina, fitosterina, mucillagine e resine.

AZIONI FARMACOLOGICHE:

antinfiammatorie e spasmolitiche per presenza di azuleni e flavonoidi, inoltre è utile nella flatulenza e nei disturbi digestivi in genere. La medicina popolare attribuisce all'Achillea proprietà vaso costrittrici, decongestionanti, astringenti e cicatrizzanti, per tanto utile anche nel trattamento delle emorroidi. Ricerche sulla tossicità rilevano che non provoca manifestazioni tossiche. In fitoterapia si usano le sommità fiorite che si raccolgono da giugno ad agosto. Le parti raccolte legate in mazzetti si essiccano all'ombra in zona ventilata, poi si conservano in vasi di vetro scuro. I principi attivi amari contenuti nella pianta esercitano azione tonica amara.Pertanto entra come componente aromatico in gran parte degli aperitivi e digestivi, nei liquori alle erbe alpine e negli elisir, si usa anche come correttivo del sapore nell'industria farmacologica e alimentare.

PREPARAZIONI:

dalla pianta fresca, spezzettata e centrifugata si ottiene un succo che può essere utilizzato come cicatrizzante per ulcere varicose, ragadi, pustole, emorroidi ed impetigini. Infuso: 3 g di sommità fiorite in 100 mi di acqua, 2 tazzine al giorno dopo i pasti come digestivo. Tintura: 20 g in 100 mi di alcool a 50° a macero per 10 giorni, un cucchiaino prima dei pasti come aperitivo, dopo i pasti come digestivo. Tintura vinosa 50 gin 1000 mi di ottimo vino bianco a macero per 10 giorni poi si filtra e se ne prende un bicchierino dopo i pasti principali come digestivo. Elisir 50 g in 800 mi di alcool a 50° a macero per 15 giorni, filtrare e aggiungere uno sciroppo preparato con 200 mi di acqua e 200 g di zucchero, un bicchierino dopo i pasti principali come tonico digestivo. In oltre vanno ricordate, l'Achillea Ageratum che ha le foglie intere, lanceolate, seghettate e fiori a capolino gialli; la specie di alta montagna l'Achillea nana con foglie bianco tormentose e l'Achillea Clavenae con foglie bianco sericee pennatosette; tutte vengono raccolte in gran quantitàb per l'industria dei liquori, purtroppo spesso in maniera irrazionale e vandalica con conseguente impoverimento della specie.

Di Carolina Bosco Mastromarino

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