AGLIO Un antico farmaco

Le origini geografiche

 

La determinazione del luogo d'origine dell'aglio è controversa.

Linneo (famoso naturalista svedese vissuto nel secolo XVIII, che per primo

descrisse le caratteristiche di questa pianta) suggerì che fosse la Sicilia; per altri

botanici, il luogo d'origine è invece il deserto dei Kirghisi; secondo altri studi la

specie Allium sativum crescerebbe spontanea solo in India e in Asia centrale.

Nelle antiche civiltà orientali

Nell'India antica I' aglio veniva usato per attenuare i dolori alle giunture e per

trattare la febbre, anche se era considerato un cibo rajasico, vale a dire che inibisce la crescita spirituale.

Un antico rimedio tibetano per numerose malattie, veniva preparato con aglio tritato e fatto fermentare

con burro e grano.

In Egitto

Faraoni e sacerdoti preferivano astenersi dall'aglio, cibo sgradito alle divinità; ciò nonostante in Egitto vi

fu un largo consumo di questa pianta. Nel codice di Ebers, papiro medico egizio che risale al

1550 b.c., sono elencati ben ventidue impieghi terapeutici dell'aglio. Lo storico greco        Erodoto

(490-424 a.C.) riferisce che le piramidi egizie furono costruite da «schiavi nutriti con pane, aglio e cipolla».

Presso gli Ebrei

Bibbia fra i cibi rimpianti dagli Ebrei al momento dell'Esodo: «Ci ricordiamo

del pesce che in Egitto mangiavamo gratuitamente, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell'aglio»

(Numeri, XI, 5). Giunti dunque nella Terra Promessa, gli Ebrei introdussero nel Medio Oriente

l'abitudine di condire i cibi con l'aglio.

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Nell'antica Grecia

Anche i Greci furono grandi consumatori di aglio e, benché lo denominassero

con l'aggettivo poco lusinghiero di 'fetido', lo usarono ampiamente sia come condimento sia per le sue

proprietà curative. Ai tempi aurei dell'antica

Grecia, il pane era correntemente aromatizzato con l'aglio.

Durante le Olimpiadi, molti atleti ne mangiavano uno spicchio prima di affrontare le prove.

Ippocratee le virtù dell'aglio

Ippocrate, medico greco vissuto nel V secolo a.C., fondatore della medicina moderna come scienza razionale basata su diagnosi e terapia, studiò a fondo le virtù dell'aglio e ne sperimentò le proprietà. Egli ne dichiarò, accanto alle molte

virtù, anche le 'controindicazioni', come quella, da noi misconosciuta, ma confermata più tardi anche dalla Scuola Salernitana, di essere dannoso per la vista.

Galene e il 'rimedio semplice'

Galene, medico e filosofo greco (129-200 d.C.), descrisse l'aglio come straordinario rimedio 'semplice',

e cioè somministrabile così come si trova in natura.

Presso i Romani

A Roma facevano grande uso di aglio contadini e soldati, mentre i patrizi lo disdegnavano, perché lo ritenevano un alimento plebeo. Ciò nonostante, consapevoli delle sue innumerevoli proprietà curative, i Romani dedicarono questa pianta a Marte, dio della guerra, combattivo, potente e virile.

Plinio il Vecchio, scrittore

e naturalista autore di una Naturalis H istoria (23-79 d.C.), ne approfondì la conoscenza e ne esaltò le

virtù terapeutiche.

Nel Medioevo

Nel Medioevo l'aglio fu correntemente usato per combattere la febbre e la sordità, per eliminare i calli, contro l'insonnia e come antisettico. La pianta fu definita 'antidiabolica', in quanto si riteneva atta a curare i flagelli derivati da

sortilegi e malefici.

Durante le epidemie

Durante le epidemie, i medici medievali usavano recarsi nelle case contagiate portando sul volto una maschera di cuoio, il cui gran naso conteneva un tampo-

ne intriso di aglio.

L'aglio era considerato anche uno dei principali antidoti nella lotta contro la

peste.

Nel Rinascimento

Nel Rinascimento il consumo di aglio diminuì sensibilmente; gli si continuarono a riconoscere virtù terapeutiche, ma venne aborrito come condimento dalle classi nobili a causa del cattivo odore che procura

all'alito.

Nel Seicentoe nel Settecento

Nel Seicento il medico e farmacista inglese N. Culpeper raccomandava l'aglio per schiarire la voce e

curare raffreddore, bronchite e asma. Nel Settecento, i testi che ne parlano non fanno altro

che riprendere vecchie conoscenze e riportare ricette già sperimentate.

Dall'Ottocentofino a oggi

La prima vera prova scientifica delle proprietà dell'aglio risale al 1858, quando

il famoso chimico e biologo francese Louis Pasteur scoprì la sua efficacia nel& lt;/P>

bloccare la riproduzione di numerosi batteri nocivi.

Durante la prima guerra mondiale, quando mancavano gli antisettici oggi comunemente usati, l'aglio

venne impiegato per uso esterno per cercare di curare piaghe e ferite.

Durante la 'Spagnola', la terribile influenza che colpì l'Europa nel 1918, in molti paesi si ricorse all'uso dell'aglio per cercare di arginare l'epidemia.

L'attuale riscoperta

Negli ultimi decenni del Novecento l'aglio ha riconquistato l'attenzione del pubblico specializzato grazie alle sue innumerevoli proprietà curative Questa pianta è quindi diventata oggetto di numerose ricerche scientifiche, finalizzate soprattutto a prevenire le malattie cardiovascolari e tumorali.

Si pensi che la sola Libreria Nazionale di Medicina di Bethesda, nel Maryland, Stati Uniti, ha più di cento relazioni scientifiche sull'aglio pubblicate a partire dagli anni Ottanta fino a oggi. I capitoli seguenti sono dedicati all'approfondimento delle virtù di questa pianta  prodigiosa e dei suoi effetti benefici sull'organismo.

 

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