Allarme obesità il grasso addominale è nemico del cuore

Gli esperti evidenziano i pericoli a cui si va incontro con i chili di troppo, sfatando l'ultimo risultato di un recente studio americano In Italia un individuo su dieci è obeso, e il fenomeno cresce con un ritmo dell'8% l'anno.

Nel rimarcare i dati in un incontro a Milano, che ha visto la partecipazione dei maggiori esperti, il presidente della Società italiana dell'obesità (Sio), Michele Carruba, sfata il risulato di un recente studio americano, il quale ammetteva che la “pancetta” allunga la vita. In realtà, secondo i ricercatori italiani, “il grasso addominale in eccesso rappresenta una seria minaccia per la salute del cuore: l'obesità addominale, da sola, è responsabile di quasi un infarto su cinque''. Centimetro alla mano, Carruba spiega che se si superano i 102 cm di girovita nell'uomo e gli 88 nella donna si corre anche il pericolo di sviluppare una resistenza all'insulina, anticamera del diabete di tipo 2. “Non creiamoci illusioni sui supposti effetti benefici della pancetta – continua Carruba – sovrappeso e obesità sono fattori di rischio da affrontare con cura e attenzione: se non facciamo niente, nel giro di due secoli saremo una popolazione extralarge”. A rischio sopratutto il gentil sesso. Infatti, dopo i 50 anni tre donne su dieci hanno problemi di peso e l'80% anche di ipertensione. “L'obesità sottocutanea, tipica della donna, si accumula su glutei e cosce, mentre quella viscerale è localizzata sull'addome ed è la più pericolosa. Dunque, pensando alla salute – prosegue Carruba – non serve accanirsi contro qualche chilo di troppo sulle gambe, ma è bene preoccuparsi della cosidetta pancetta”. Mentre per quella che i medici chiamano “grande obesità” (indice di massa corporea Bmi maggiore di 35 e un peso dell'80-90% superiore all'ideale) che colpisce in Italia circa un milione di persone, i camici bianchi presentano un diario alimentare abbinato ad un opuscolo informativo sui tipi di trattamento offerti dalla medicina: ” Sul diario – ha spiegato Nicola Scopinaro, presidente della Sicob – si dovrà annotare per una settimana cosa e quanto si mangia, quando, dove, con chi lo si fa e le sensazioni che si avvertono. Il paziente si rivolgerà poi al centro più vicino tra i 23 pubblici e privati convenzionati con il Ssn che partecipano al progetto, e lì troverà la risposta più adatta, oltre a un'équipe che lo terrà per mano con check-up regolari''. Nei casi più disperati si potrebbe ricorrere alla chirurgia, che viene definita da Umberto Parini, direttore della Scuola speciale Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani) “l'ultima spiaggia”. In realtà, per accedere al bisturi, i requisiti sono molto precisi: ''Sovrappeso dell'80-90% sul peso ideale – ha elencato l'esperto – indice di massa corporea Bmi maggiore di 40, almeno 5 anni di obesità e almeno un anno di terapie serie fallite''. L'età ideale? ''Dopo la pubertà ed entro i 65 anni”. Ma nel frattempo viene annunciata l'iniziativa che nei giorni 25 e 26 maggio porterà 600 medici di famiglia a misurare sulle maggiori piazze italiane la pancetta di 6mila adulti di entrambi i sessi per capire quanto è diffuso nel nostro Paese l'accumulo di grasso intra-addominale, nemico della salute cardiovascolare.

Fonte.Tuoquotidiano

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