Antichi Rimedi della Versilia

Come dimenticare i vecchi rimedi, a mezza strada tra superstizione ed inconscia percezione delle proprietà medicamentose di alcune piante, che vedono ancora protagonista indiscussa la massaia indaffarata in cucina.

Andando ad aprire i cassetti dei ricordi, ecco che saltano fuori soluzioni – oggi possono anche far sorridere – per alleviare o risolvere piccoli disturbi.

Scopriamo così che una castagna d'India tenuta in tasca aiutava a curare le emorroidi, le cefalee e i dolori reumatici; le foglie d'ontano messe sui “porri” servivano invece a farli cadere ma per non farli ricrescere i “porri” caduti andavano nascosti in un posto lontano dove si fosse sicuri di non ripassare. Portare in casa l'erba dell'ascensione (sedum reflexum) nel giorno dell'Ascensione era invece considerato un ottimo termometro per il futuro: se fosse fiorita, pace

e salute in famiglia erano assicurate.

E' sempre in cucina che questa saggezza popolare si sviluppava e prosperava e qui venivano preparati infusi e decotti utilizzando le piante più disparate. La pianta ai sambuco aveva un diffuso uso medicamentoso e si utilizzava tutta, dai fiori alle foglie, dalle bacche alla corteccia.

Fiori e foglie in decotto o foglie fresche contuse erano considerate un ottimo sfiammante dell'apparato gastro'intestinale e oro'faringeo e nelle foruncolosi; le bacche in decotto erano utilizzate come lassativo e la corteccia, nella sua parte più verde, sempre in decotto, era consigliata per risolvere piccole bruciature.

Con l'aglio si combattevano invece gli ossiuri dei bambini, ma in ogni paese o quasi dell'Alta Versilia, il metodo cambiava: si strusciava così sui polsi e sulla fronte, si poneva sotto il cuscino, se ne facevano collane da indossare oppure, schiacciato, si applicava sulla gola.Con i semi di lino si facevano empiastri che dovevano risolvere le malattie da raffreddamento, mentre con la farina ottenuta dai semi tritati e impastati sul fuoco e messi in una garza sulla parte

dolorante, si curavano le odontalgie.

I DECOTTI

Dal nome stesso, i decotti prevedono la cottura di

foglie o radici. Mettere due cucchiai di materia

prima in due bicchieri d'acqua, far bollire per 15

minuti e filtrare prima dell'utilizzo.

GLI INFUSI

Versare acqua bollente in una tazza e aggiungere due

cucchiaini di erbe (secche) e lasciarle in fusione per

10 minuti. Filtrare prima dell'utilizzo.

Ottimo sfiammante, ad esempio del cavo orale, è

l'infuso di malva, ottenuto anche con l'utilizzo di 4/5

foglie fresche di piccole dimensioni.

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