ARRIVARE PREPARATI/E AI CENONI…

Consigli per mangiare secondo l'appetito…e non strafare. In pieno clima festivo e pre-festivo, siamo assalite da inviti a cena per scambiarsi auguri e regali di Natale. Impossibile rinunciare, pena impoverimento della nostra vita sociale.

Così sull'onda della convivialità ci lasciamo andare a esagerazioni a tavola. Come evitarle? Per glissare il temuto pentimento…? Certo, ripromettersi ogni volta comportamenti più virtuosi per il futuro in teoria e' possibile, ma nella pratica non e' sempre fruttuoso.
Non c'è dieta, leggi “digiuno salvifico”, del giorno dopo che tenga. Per mangiare in modo corretto, l'unica vera regola è la moderazione. Ma come praticarla senza troppi sacrifici?
I veri nemici della linea sono la fame e il significato emotivo che attribuiamo al cibo. I regimi dietetici tradizionali solitamente non ne tengono conto: tagliano le calorie e gli alimenti, senza considerare i sacrifici che impongono. Così al mantenimento del peso-forma si associa un'idea di limitazione, frustrazione, che rende difficile ottenerlo. Nonostante l'impegno richiesto, la dieta non modifica gli schemi comportamentali che portano a mangiare troppo o male.
L'ideale è adottare una “tecnica di comportamento alimentare”, che permette di riprogrammare le abitudini puntando sulla gestione dell'appetito e del rapporto emotivo con il cibo. L'obiettivo è imparare a percepire la differenza tra due tipi di fame: quella fisiologica e quella psicologica.
La prima risponde al bisogno di nutrire il corpo, e va assecondata; la seconda ha solo la funzione di calmare compensare emozioni altrimenti non controllabili, negative o positive che siano, e va controllata. Solo dopo aver “capito” questa differenza si può trovare un nuovo equilibrio tra piacere del cibo e soddisfazione dei bisogni fisiologici.

1. Percepite il vostro tipo di appetito
Mangiare senza un reale bisogno fisiologico può portare ad un soprappeso anche sostanzioso: per accumulare un chilo e mezzo all'anno basta superare dell'1% il fabbisogno energetico quotidiano.
La prima cosa da fare è quindi prendere coscienza del proprio appetito. A tal fine provate a non mangiare per 4 ore. Se l'idea vi spaventa può darsi che il vostro sgranocchiare continuo nasconda la paura di avere un malore. Rinunciando al cibo, avrete la prova che non vi succede nulla. Se, invece, non mangiando sparisce anche la fame, forse il vostro appetito nasconde la paura di restare senza cibo. Infine, se restate affamati per tutto il tempo, forse confondete la fame psicologica con quella fisiologica. L'importante è prendere coscienza della vostra fame: vi servirà per interrompere gli automatismi che nascondono le vostre reali esigenze fisiologiche.
Se la fame vi assale tra i pasti (per esempio alle 11 o alle 18), bevete lentamente un bicchiere d'acqua.

2. Mangiate a orari fissi.
Per avere “esperienza fisica” della fame e della sazietà dovete sperimentarla regolarmente. Fate sempre 3 pasti al giorno, più uno-due spuntini: manterrete il metabolismo più vivo e la fame psicologica (quella scatenata dalle tensioni) meno pressante. Dopo 10 giorni, vi accorgerete di avere appetito solo poco prima dei pasti. E di percepirne meglio la sazietà.

3. Assaporate il gusto dei cibi
Concentratevi sui sapori, semplicemente sentendo se sono amari o dolci, salati o insipidi, delicati o piccanti. In questo modo eviterete di “ingrassare per illusione”. Non vi è mai capitato di mangiare delle “schifezze” per eccellenza pensando che fossero deliziose? L'immaginario inganna la gola, soprattutto quando si tratta di cibi trasgressivi. Se però vi soffermate sul sapore del cibo, ne percepirete il reale gusto, traendone maggiore soddisfazione con minori quantità.

… OVVERO COME SALVARE LA LINEA IN VISTA DELLE FESTE!

4. Mangiate piu' lentamente
Al nostro cervello servono 20 minuti per lanciare il segnale di sazietà. Quindi, chi mastica in fretta, tende a mangiare di più. Masticate piano e dedicate al pasto almeno mezz'ora di tempo. Ma non siate schematici: se siete abituati a mangiare velocemente, troverete stressante masticare 30 volte ogni boccone (come recitano alcune vecchie regole). Quindi procedete a piccoli passi: col tempo la masticazione diverrà spontaneamente più lenta.

5. Fate delle pause
Se vi sentite sazi, fermatevi. Lo stesso se pensate di conservare dello spazio per il dessert. Ogni tanto fate delle pause: ogni 5-6 bocconi, appoggiate le posate sul piatto e riprendetele solo dopo aver masticato, deglutito e bevuto un sorso d'acqua.
Ricorrete a questi trucchi soprattutto al ristorante. E ricordate che il miglior criterio per sapere se siete sazi è il piacere del cibo: quando comincia a scemare, vuol dire che avete mangiato abbastanza.

6. Godetevi il piacere del momento
Secondo la filosofia zen, quando si mangia, si deve mangiare; quando si deve smettere, si smette. Si tratta dell'importanza di vivere il presente, in pratica. Siete a tavola, davanti al vostro piatto, e allora concentratevi sul piacere del momento! Non leggete il giornale, non guardate la tv, non lanciatevi in dibattiti accesei. Ma siate totalmente presenti a quello che fate: semplicemente, mangiate.
Cercate di avere un tempo per parlare, uno per ascoltare, un altro per nutrirvi. A poco a poco, questa alternanza diventerà perfettamente naturale.

7. Osservate la moderazione
In altri termini, riducete le porzioni e interrogatevi sui vostri bisogni alimentari. Diminuite il numero di portate, oppure prendere solo una piccola porzione di ognuna.
< BR>8. Date un nome alle vostre voglie alimentari
State per lanciarvi su una scatola di biscotti… Perché? Avete voglia o fame? Se avete fame, mangiate. Altrimenti domandatevi cosa c'è sotto quella voglia. Come vi sentite? Tristi, stressati, in collera, euforici, avete bisogno di conforto? I desideri di gola, infatti, sono spesso frutto di una tensione emotiva: mangiamo per evitare di essere invasi da un'emozione. Positiva o negativa, poco importa: lasciate che emerga naturalmente senza opporre resistenze. Poi bevete un bicchiere d'acqua, fate una passeggiata: questi accorgimenti servono a mettere alla prova il desiderio. Se permane mangiate pure un biscotto, ma fatelo con piacere, senza sensi di colpa. E' possibile che questo “fluidificarsi” delle emozioni vi conduca spontaneamente alla moderazione.

9. Non anticipate la fame
Se avete paura di non sfamarvi siete portati a mangiare in anticipo. Questo timore, caratteristico dei temperamenti ansiosi, viene spesso indotto dalle diete che costringono a stare a stecchetto. Per difendersi dalla violenza della privazione, infatti, il nostro organismo chiede di avere più cibo.

10. Mangiate esclusivamente in base a quanta fame avete
Seguite solo i vostri veri bisogni. Se vi capita di mangiare per far piacere a qualcuno, è facile che emergano comportamenti controproducenti, come inghiottire tutto ciò che passa il convento. Allora ponete l& apos;attenzione su voi stessi e rispondete solo ai vostri reali bisogni. Se avete voglia, una volta ogni tanto, di mangiare abbondantemente, fatelo pure. Uno strappo alla regola, se fatto senza sensi di colpa, aiuta a mantenere in equilibrio il rapporto col cibo.
Fonte: Focus on Beauty

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