Artrite reumatoide: 300mila colpiti "Prevenzione" è la parola d'ordine

Giornata mondiale della malattia, l'Ote si associa all'appello degli esperti: “Impiegare meglio le risorse” Una malattia che trasforma in un ostacolo insormontabile anche il più banale dei gesti quotidiani. E' l'artrite reumatoide, un dramma definito “in rosa”, perché, secondo le statistiche, per ogni uomo colpito ne soffrono ben quattro donne.


In Italia i malati sono ben 300mila, persone che dopo pochi anni dall'insorgere della malattia vedono la loro capacità lavorativa diminuita del 50%.
La parola d'ordine per fronteggiare l'avanzare della malattia è prevenzione. Questo il tema fondamentale affrontato e sottolineato in occasione della Giornata mondiale dedicata alle malattie reumatiche, giornata in cui è stato presentato il “Dossier Artrite Reumatoide 2005″. E solo con la prevenzione, ha spiegato Gianfranco Ferraccioli, ordinario di reumatologia all'università Cattolica di Roma, “è possibile fermare la malattia per il 65-85% dei malati. E con i nuovi farmaci allo studio sarà possibile recuperare anche gli altri malati, ovvero quelli che non rispondono alle terapie, lo zoccolo duro dei pazienti. Una diagnosi tardiva, invece, equivale a una vera e propria condanna alla cronicità”.
Diagnosi precoci, quindi. Non a tutti però, possono essere garantite. Come non a tutti è garantito l'accesso ai farmaci di ultima generazione. ''Colpa delle liste d'attesa – sottolinea Giuliana Farinelli, vicepresidente dell'Associazione nazionale malati reumatici (Anmar) – con ripercussioni devastanti sulla vita dei pazienti, vista l'importanza di una diagnosi e una terapia tempestiva''. ''I malati di artrite reumatoide – incalza Alessandro Ciocci, presidente dell'Anmar – sono considerati di serie B, ecco perché in occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatiche chiedono l'attenzione delle Istituzioni”. Da un lato ci sono, infatti, i progressi delle terapie, soprattutto farmacologiche, dall'altra le carenze del sistema, che fanno sì, ad esempio, che ''l'accesso ai farmaci biologici – spiega Ferraccioli – con cui in Italia vengono trattati il 3,5% dei pazienti, offra un panorama nazionale estremamente frammentario nell'accesso a questi medicinali, altamente costosi. In Lombardia, ad esempio, si toccano punte del 20%, in altre Regioni superiamo di poco lo 0%''.
E' per questo che anche l'Osservatorio per la Terza Età – Ageing Society si associa all'appello, lanciato in occasione della giornata sulle Malattie Reumatiche, affinché la prevenzione si trasformi in chiave di volta. “Le risorse da destinare alla prevenzione ci sono – ha affermato Emilio Mortella, presidente di Ageing Society – e corrispondono al 5% delle risorse destinate alla Sanità. E' giunto il momento di fare investimenti e politiche mirate, puntando su una prevenzione fatta per tutti. Indistintamente”.

Fonte. Tuoquotidianio

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