Aspartame cancerogeno? L' Efsa pronta valutare nuovamente rischi per la salute

Torna a infiammarsi la polemica sulle presunte proprietà cancerogene dell'aspartame, che oggi contrappone nuovamente estimatori e detrattori, sono stati resi noti i risultati di due studi che confermerebbero come questo dolcificante possa rappresentare un fattore di rischio per l'insorgenza di alcuni tipi di cancro.

Ma i produttori di sostanze contenenti aspartame non ci stanno e ribadiscono che questo dolcificante è uno dei prodotti più studiati e analizzati al mondo e che in più di una occasione organi ufficiali ne hanno ribadito la sicurezza.


Ma facciamo ordine:

l'aspartame è un edulcorante il cui potere dolcificante è di 200 volte superiore a quello dello zucchero. Ne basta infatti una compressa dall'apporto calorico irrilevante (0,2 Kcal), per sostituire un cucchiaino di zucchero. E' utilizzato come edulcorante da tavola in tutto il mondo, ma soprattutto a livello industriale in migliaia di prodotti a ridotto contenuto calorico: dalle bibite light ai chewing-gum, dai dolciumi dietetici alle barrette sostitutive dei pasti, dai succhi di frutta agli yogurt.I dubbi sulla presunta cancerogenità dell'aspartame si sono posti all'attenzione dell'opinione pubblica da quando questa sostanza ha conquistato l'industria alimentare, diventando un ideale sostituto ipo-calorico dello zucchero, e venendo incontro alla domanda di milioni di consumatori sovrappeso che hanno bisogno di controllare l'apporto calorico giornaliero.


Tra gli anni 70 e 80 negli Stati Uniti si infiammò la polemica: alcuni studi avevano dimostrato la cancerogenità dell'aspartame nei topi da laboratorio, in particolare legata all'insorgenza di tumori al cervello, ma, dopo approfondimenti ed esitazioni, la Food and Drug Administration concesse l'autorizzazione all'uso della sostanza in tutti gli alimenti dichiarandone la non pericolosità.

& amp;nbsp;La vicenda però fu al centro di un complicato intrigo scientifico-politico-industriale che ebbe per protagonista la casa farmaceutica Searle: secondo i detrattori proprio le aderenze politiche della Searle avrebbero condizionato il parere finale della Fda, anche se in realtà le notizie sulla presunta cancerogenità dell'aspartame furono all'origine i speculazioni in borsa che danneggiarono le azioni della Searle, al punto che venne condotta una inchiesta per aggiotaggio.
Da allora tuttavia la FDA non ha fatto marcia indietro, esprimendosi più volte a favore dell'aspartame, e anche l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha confermato la assoluta sicurezza dell'aspartame per i consumatori, compresi i bambini, le donne incinte e o in fase di allattamento. L'EFSA ha fissato la dose giornaliera ammissibile in 40 mg per kg peso corporeo, un limite alto: in pratica una persona di 70 kg di peso corporeo potrebbe arrivare ad assumere addirittura fino a 155 compresse di aspartame ogni giorno.


L'Efsa si è espressa a favore dell'aspartame l'ltima volta nel 2009, nonostante studi autorevoli abbiano confermato i rischi legati alla sostanza nei topi da laboratorio: in Italia l'Istituto Fondazione Ramazzini di Bologna nel 2005 pubblicò uno studio che dimostrava il legame tra aspartame e l'insorgenza di linfomi e leucemie. Lo studio era stato condotto su 1800 ratti da laboratorio. Nel 2007 un altro studio del medesimo istituto giunse alle stesse conclusioni. Fino all'ultimo di cui abbiamo riferito ieri, in cui è stato rilevato un legame tra la sostanza e l'insorgenza di tumori al fegato e ai polmoni.
Alla luce di questa ricerca, l'Efsa ha deciso ora di rivalutare la questione.

Una nota dell'Agenzia comunica infatti che il gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (gruppo Ans) nella sua prossima riunione, in calendario dall'1 al 3 febbraio discuterà, infatti, dello studio dell'Istituto Ramazzini di Bologna, pubblicato nell'edizione di dicembre dell'American Journal of Industrial Medicine, in cui si evidenzia, nei topi che consumano il dolcificante tutta la vita ad alte dosi, un aumentato rischio di cancro al fegato e al polmone.


Gli esperti valuteranno la necessità o meno di lavori scientifici supplementari. “Da più di vent'anni  sottolinea per l'Efsa questo edulcorante e i suoi derivati sono oggetto di approfondite ricerche, che comprendono studi sperimentali sugli animali, ricerche cliniche, studi sulle quantità assunte e studi epidemiologici. L'aspartame è anche oggetto di sorveglianza dopo l'immissione in commercio. E' stato giudicato sicuro per il consumo umano, conclusione ribadita nel riesame condotto dal comitato scientifico dell'alimentazione umana (Scf) nel 2002. L' Efsa ricorda il proprio parere del 2009 “sulla base di tutte le evidenze disponibili in quel momento, compreso lo studio Erf pubblicato nel 2007, non si riscontrava alcuna indicazione di potenziale genotossicità o carcinogenicità dell' aspartame e non si ravvisava alcun motivo per rivedere la dose giornaliera ammissibile per l'aspartame di 40 mg/Kg peso corporeo, già stabilita”.

Staremo a vedere. Intanto, evitando il panico, il consiglio migliore resta quello di una scelta equilibrata. Una alimentazione il più naturale e il meno “industrializzata” possibile è sempre una scelta di buon senso. E' eccessivo demonizzare l'aspartame, specie se se ne fa un uso occasionale, insensato però anche demonizzare un cucchiaino di zucchero messo nel caffè, nella consapevolezza che la riuscita di una dieta non dipende certo da questo.

Fonte: www. sanitaincifre.it

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