Benessere, studio del Cnr Fanghi termali efficaci ma con cautela

Il Consiglio nazionele delle ricerche loda le terme, ma mette in guardia dai rischi da 'abuso' In buona parte della nazioni africane è strumento indispensabile per costruire abitazioni. In Italia è considerato amico della salute.

E' il fango utilizzato già dagli Etruschi e Romani, come toccasana per il fisico. A confermarlo e al tempo stesso a mettere in guardia quanti ne potrebbero abusare il Cnr. Il Consiglio nazionale delle ricerche ricorda come la morbida argilla a contatto con la pelle “allevia i reumatismi o combatte la cellulite, elimina la forfora e cancella i brufoli”. Ma in una nota l'ente mette in guardia contro gli eccessi. “Non sono noti i meccanismi che portano a un beneficio del fango per la salute umana”, spiega Saverio Fiore, dell'Istituto di metodologie per l'analisi ambientale (Imaa) del Cnr di Potenza. “Si può intuire che, nel caso dei reumatismi, un ruolo importante sia svolto dal calore che le argille sono capaci di trattenere a lungo e di cedere gradualmente”. Ma a fronte di tanti vantaggi, gli esperti avvertono anche dei rischi da 'abuso' da fango. “Le informazioni chimiche e mineralogiche di questi geomateriali – sottolinea Fiore – sono abbastanza limitate. Questo, però, non impedisce un uso talvolta indiscriminato da parte di alcuni settori commerciali”. “E a peggiorare la situazione concorre anche la legislazione vigente, piuttosto carente in materia. Negli ultimi anni – continua il ricercatore del Cnr – analisi da noi condotte hanno dimostrato che l'assenza di un protocollo di qualificazione dei fanghi ha portato alla commercializzazione di materiali argillosi contenenti fasi mineralogiche poco adatte all'uso. In alcuni casi sono stati individuati ad esempio minerali appartenenti al gruppo degli asbesti (amianto). Si tenga anche conto che alcuni materiali argillosi, a contatto con l'organismo, possono rilasciare elementi chimici con un ruolo di micro o macronutrienti, ma anche sostanze tossiche per l'organismo''. L' Imaa-Cnr, in collaborazione con l'Istituto Cnr di Geoscienze e georisorse e con l' Associazione italiana per lo studio delle argille, si sta quindi adoperando “per costituire una rete europea che operi nell'ambito del VII Programma Quadro della Ue. L'obiettivo principale – conclude Fiore – è stabilire un protocollo di qualificazione dei fanghi e delle argille destinate alla fangoterapia e alla cosmesi, che aiuterà gli operatori del settore non solo a evitare pericoli per la salute, ma anche a migliorare le prestazioni di questi materiali per la cura delle varie patologie”.

Fonte: Tuoquotidiani.it

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