BORRAGINE TUTTE LE SUE PROPIETA'

Proveniente dalla calda Siria, era usata come rinfrescante perché calma la sete e abbassa la temperatura del corpo. I Romani la diffusero in Inghilterra, mentre gli Arabi la trasportarono e coltivarono prima in Spagna, per poi raggiungere il resto dell'Europa

                                   Gioiosa amica dell'amore

Un nome che vale un& apos;Odissea: II suo nome botanico, Borago officinalis, nel linguaggio comune, simantiene con piccole variazioni a seconda dellelocalità.è Burros oBoragia in Piemonte, Burazna in Emilia, dove viene anche chiamata Erba della torta, Vorragine in Campania, Vurraina in Sicilia. Cambia totalmente in Umbria e diventa Napatara avvicinandosi all'idea in voga molti anni fa, quando si pensava fosse la famosa “nepente” dell'Odissea, la pianta usata dalla maga Circe per togliere la memoria a Ulisse e costringerlo a restare con lei. E “Limba 'e boe” in Sardegna, cioè lingua di bue, per le sue foglie targhe.

Sotto quei petali torna il sereno: In floriterapia, oggi la ritroviamo tra i rimedi californiani sotto il nome di Borage, ma da sempre è consigliata nei casi in cui occorre decisione per affrontare un periodo di importanti cambiamenti che si presentano oscuri e procurano ansia, oltre che depressione. è un rimedio capace di ridare fiducia in se stessi, rende coscienti delle responsabilità, coordinando ed equilibrando fisico e psiche. Agisce infatti sui chakra di cuore, gola e plesso solare: dilata lo spazio dove hanno sede i sentimenti, proprio come il colore azzurro dei suoi fiori, che ricorda il cielo sereno e sgombro di nuvole. permette di realizzarlo con calma e serenità intcriore; infatti aiuta a manifestare la magnanimità, owero a dare agli altri più di quello che riteniamo si meritino. Pur non essendo un vero e proprio afrodisiaco, facilita il contatto emotivo e sessuale: in astrologia, infatti, viene considerata la pianta di Giove, la socializzazione, e poi di Venere e Marte, connubio di amore e conquista attiva. Non stupisce quindi di trovarla tra gli antichi ingredienti di bevande che si consumavano durante le feste. Il colore dei petali ricorda sentimenti di purezza, innocenza e saggezza derivati da esperienze difficili, ma necessario per potersi evolvere; tanto che veniva prescritta anche a studenti alle prese con esami dall'esito incerto, oltre che a persone affette da ipocondria. Ma attenzione: le sue foglie sollecitano le ghiandole surrenali a liberare adrenalina in caso di pericolo, quindi è sconsigliato un uso eccessivo e prolungato nel tempo.

La stella che prospera al sole: Pianta annuale, cresce spontaneamente nei luoghi montani o collinosi, in terreni quasi aridi e sabbiosi, in zone incolte vicino a ruderi e siepi, a temperatura prevalentemente calda. Appartiene alla famiglia delle Boraginacee insieme al più conosciuto Non-ti-scordar-di-me. I suoi fiori appena sbocciati sono purpurei e diventano azzurri dopo l'impollinazione. La corolla ha forma di calice con cinque petali, e assomiglia a una stella. Al centro vi sono grandi stami con antere nere. Il fusto può raggiungere i 60 centimetri, vuoto, ricoperto da una leggera peluria bianca e pungente. Alla base ha grandi foglie verdi, anch'esse ricoperte da leggera peluria, che rimpiccioliscono verso l'alto man mano che si awicinano alle numerose infiorescenze. I frutti sono acheni sistemati all'interno del calice, che si apre solo per lasciarli cadere al suolo, per rinchiudersi subito dopo. Se volete coltivarla, seminatela alla profondità di circa un centimetro: il periodo giusto è da marzo a giugno. Mantenete una distanza tra i semi di circa 40 centimetri. Quando nascono le prime foglie, diradate le piantine perché crescano bene. I fiori si sviluppano in pochi giorni e la pianta continua a produrne fino a estate inoltrata.

Apre lo stomaco e…la frittata è fatta!: Le foglie sono gradevoli fritte, o in frittate e torte salate. Per cambiare il sapore e colore dei ravioli, tritatele e aggiungetele all'impasto. Sono indigeste se mangiate crude, ma basta una breve scottatura in poca acqua per renderle appetitose e rinfrescanti. Per non annullarne l'aroma, aggiungetele nelle minestre alla fine della cottura. Cuocetela in poca acqua se volete mangiarla da sola, come bietole e spinaci. Conservate i fiori blu dentro le formine per il ghiaccio a, e usateli per decorare le bevande. Non solo: con i fiori, potete preparare le Stelle candite. Mescolate un albume d'uovo con un cucchiaio di succo d'aranciae montate a neve per  qualche minuto. Immergetevi i fiori lavati e ben aperti finché non restano ben imbevuti. Cospargeteli con zucchero e lasciateli asciugare; poneteli poi a strati, divisi da carta in alluminio o da forno, in un contenitore di vetro. Se non li mangiate subito, conservateli in frigo o surgelateli. Sono buoni anche al naturale, nello yogurt o come aromatizzanti dell'aceto. Come le altre piante aromatiche, ha un piacevole effetto aperitivo perché stimola i nervi olfattivi e le papille gustative. Se volete allontanare i pensieri tristi, ecco un cordiale depurativo e tonico: versate una manciata di fiori in un litro di buon vino e lasciate macerare per una settimana. Filtrate e bevetene un bicchierino prima dei pasti. Per conservarla, pulite la pianta da radici e terra. Mettetela in sacchetti nel freezer e sciacquatela prima di cucinarla.

 

Il suo forte? Sali e mucillagini: La Borragine contiene principi attivi quali mucillagini, tannino, sali minerali (magnesio e sodio), saponina, nitro, fosfati e solfati, vitamina B, nitrato e azotato di potassio che provoca aumento della pressione arteriosa, malato di calcio, resine, traccia di oli essenziali, acido linolenico. Le mucillagmi sono emollienti cioè ammorbidiscono i tessuti e abbassano le infiammazioni. I sali di potassio favoriscono la depurazione dell'organismo nelle malattie cutanee, specie se alla borragìne vengono associati crescione e tarassaco. Tra i componenti della clorofilla vi sono tonificanti dei cuore, stimolanti di muscoli e nervi.

Infusi e impacchi lecure casalinghe:

Per uso interno. Come espettorante e per facilitare la respirazione fate un infuso con circa 30 grammi di fiori in un litro d'acqua. Bevetene quattro tazze al giorno per almeno tré giorni. Oppure fate un decotto con 40 grammi di foglie e steli in un litro di acqua. Per favorire la diuresi,scegliete una tisana di soli fiori, con 10 grammi di lavanda e 5 di ognuno di questi fiori: borragine, ginestra, viola del pensiero, calendula. Mettetene un cucchiaio in una tazza di acqua bollente, lasciate riposare circa 15 minuti, filtrate e bevete. Se allattate al seno e il piccolo ha la crosta lattea, eliminate i latticini dalla vostra dieta e bevete questa tisana,che “passerà” nel latte al vostro bimbo: un cucchiaio di miscela composta da 30 grammi di foglie d'ortica, 10 di fiori di borragine, 30 di radice di altea, 20 di foglie di noce, 20 di semi di finocchio, in una tazza di acqua bollente.

Per uso esterno: I vostri occhi sono stanchi perché avete pianto a lungo, o irritati per la concentrazione prolungata su libri, video o guida? Mettete un cucchiaio di borragine secca o fresca in una tazza di acqua bollente. Lasciate intiepidire e immergetevi una compressa di garza che porrete sugli occhi per alcuni minuti. Se avete labbra o mani arrossate i per il freddo o caldo intenso, ma anche in caso di allergie ai rossetti, applicatevi direttamente le foglie intiepidite in acqua, o una garza imbevuta nel tè di foglie di borragine. Calma anche i dolori artritici.

 

Meno Calcoli e più bile: la digestione ringrazia: La Borragine è utile per i problemi digestivi che interessano anche l'intestino, tipo stipsi ed enterocoliti dovute a cattivo funzionamento di fegato e cistifellea. Contrasta l'insufficienza biliare, previene la formazione di calcoli e – nei casi meno gravi – può anche scioglierli. Antinfiammatoria e sudorifera, abbassa la febbre, combatte cistiti, coliche nefritiche e nefriti, reumatismi acuti e artrosi. Aiuta a risolvere problemi all'apparato respiratorio, tipo raffreddori, bronchiti, pleuriti. Giova alle eruzioni cutanee grazie alla sua capacità di depurare le vie urinarie. Agisce in generale sul metabolismo, sul sistema neurovegetativo, simpatico e parasimpatico, lenendo l'angoscia e tonificando il sistema nervoso. Agisce sulla ghiandola ipofisaria potenziando la produzione di ossitocina, ormone responsabile delle contrazioni uterine che favoriscono il parto e della lattazione, perciò è controindicata in gravidanza.

di Onorina Pitti

Tratto da: Essere e Benessere

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