Bucato a 360 grati

Ecco come si è rivolto a un nostro socio il commesso di un grande magazzino: “Eh Sì, caro signore, questo modello di lavatrice costa tanto, ma soddisfa tutte le sue esigenze: ben 21 programmi, tra cui quello intensivo, 1.000 giri di centrifuga. E fa risparmiare, è di classe A”. Ma il nostro socio, accorto consumatore, non ha abboccato. Non è il numero di programmi a rendere una lavatrice migliore di un'altra. E neppure la classe energetica A è automaticamente sinonimo di risparmio. Per quanto riguarda i giri di centrifuga, se ce ne sono meno va bene lo stesso: il bucato uscirà un po' più umido, ma anche meno stazzonato. L'unico punto importante è: quali modelli lavano bene? Per rispondere, abbiamo messo alla prova 10 apparecchi, scelti tra quelli a 1.000 giri, oggi molto in voga anche grazie alla pubblicità.

Abbiamo aggiunto un test sui detersivi, alleati della macchina per lavare nella guerra contro lo sporco. Per darvi un panorama davvero completo, abbiamo voluto indagare anche su un altro aspetto: il comportamento delle aziende< FONT color=#000000>, produttrici di lavatrici dal punto di vista etico.

Via i luoghi comuni

Sfatiamo qualche luogo comune, smascherando la debolezza degli argomenti di vendita più usati.

• Più giri di centrifuga, meglio è.

è opinione comune che ilnumero di giri di una lavatrice ne determini il prestigio (e, di fatto, incide molto sul prezzo). Ma dalla nostra esperienza emerge che non c'è relazione tra numero di giri e qualità di lavaggio. Il vantaggio di una centrifuga a 1.000 giri è che i capi escono meno umidi e, una volta stesi, si asciugano più rapidamente. L'altro lato della medaglia è che aumenta l'usura dei tessuti e si farà più fatica a stirare. Le lavatrici del test hanno una centrifuga a 1.000 giri, ma offrono la possibilità di abbassarne il numero. Se si sceglie il programma per la lana, le lavatrici elettroniche abbassano automaticamente il numero di giri, per evitare l'infeltrimento.

• Più il cestello è capiente, più si risparmia.

Dipende. A seconda del modello del test, il cestello può contenere in teoria 6,7 o 7,5 chili di cotone e 2,5, 3, o 3,5 chili di sintetico. Se tenete presente che una famiglia di 4 persone carica ad ogni lavaggio non più di 3,5 – 4 chili di biancheria o capi di abbigliamento, capirete da voi che un cestello più capiente non è un criterio di scelta importante. I produttori lo usano come slogan pubblicitario per attirare i consumatori. Molto spesso una grande capacità del cestello è lodata perché ciò significherebbe risparmiare sui consumi. Ovviamente, se si fa il calcolo per chilo di biancheria, più ne mettete nel cestello e meno vi costerà al chilo lavare.

Ma dato che è diffìcile aspettare a fare il bucato fino a che si può riempire completamente un cestello troppo grande, questo calcolo non ha molto senso.

• Etichetta energetica aiuta a risparmiare.

Sì, ma con un riserva.

Le lavatrici del test sono tutte di classe A. Questa indica che la lavatrice per lavare il bucato di cotone a 60 °C consuma una certa quantità di energia elettrica, che rientra nei parametri di risparmio stabiliti da alcune norme europee.

Attenzione, però: la lettera A si riferisce a un solo programma, ma in una lavatrice ce ne sono tanti altri, che consumano in modo differente. Quindi le informazioni che potete ricavare guardando l'etichetta energetica sono relative a un solo programma e non al consumo della lavatrice in generale.

• Più ci sono programmi, meglio è.

Non lasciatevi abbagliare. Pensate alla vostra esperienza: avete mai usato più di 4 o 5 programmi per lavare i vostri capi di abbigliamento o la biancheria? A che serve un modello con 15 o in alcuni casi addirittura 21 programmi?

• Scegliere la temperatura.

Questo è un vantaggio. Alcune lavatrici elettroniche consentono di scegliere la temperatura per lavare i capi. Ricordate che il programma a 60 °C va usato davvero in poche occasioni. Nella maggior parte dei casi per togliere lo sporco è sufficiente il programma a 40 °C.

• Fermare il programma prima della centrifuga?

Poco utile. Serve solo se sapete che stenderete il bucato moire ore dopo la fine del programma di lavaggio, per evitare che il bucato rimanga già centrifugato nel cestello e si raggrinzi di più. Ma è sempre bene essere in casa quando la lavatrice è in funzione. Può essere utile solo se la lavatrice non ha la possibilità di programmare la partenza.

•Mezzo carico? Meglio di no.

Usatelo con molta moderazione, ricordando che caricare a metà o meno ancora il cestello della lavatrice non vuoi dire consumare metà energia e acqua, ma di più. Meglio aspettare che il cestello sia pieno.

 

La classe A non è sinonimo di risparmio

Risciacquo intensivo? Usate meno detersivo.

Alcuni modelli offrono la possibilità di un risciacquo extra. L'esigenza nasce dal fatto che i produttori, per rientrare nella classe energetica A, devono risparmiare non solo sull'energia elettrica, ma anche sulla quantità di acqua, e questo può penalizzare il risciacquo. Per essere sicuri che i vostri capi di abbigliamento escano senza residui di detersivo dal cestello, ci propongono così un risciacquo intensivo, che altro non è che un risciacquo in più. Può essere utile con la biancheria dei bambini. Ma c'è una soluzione più semplice: ridurre la quantità di detersivo.

I programmi corti sono poco efficaci contro lo sporco.

Lo abbiamo testato più volte e i risultati sono sempre gli stessi: selezionare questo tipo di programma breve riduce l'efficacia di lavaggio.

• Partenza differita: può tornare utile. Si tratta di una funzione utile se si usa bene, ossia se fate partire la lavatrice quando state per tornare dal lavoro o per quando sapete che potete stendere il bucato. E meglio essere a casa mentre la lavatrice è in funzione.

Lavatrici in laboratorio.

Guardate il cestello che gira e rigira continuamente, più spesso della lavatrice che avevate in precedenza, e per giunta con poca acqua dentro. Ma con tutti questi giri, quanto consuma? Ve lo possiamo dire grazie alle prove.

• Durata, consumo di acqua e di elettricità e temperatura dell'acqua.

Sono elementi collegati tra loro, che ci permettono di capire cosa accade in termini di consumo quando scegliamo un programma. I produttori hanno aumentato i tempi di lavaggio, per riuscire ad abbassare i consumi di acqua ed elettricità e conquistare la classe A. E per questo che quando scegliamo un programma di lavaggio sembra non finire mai.

Ricordate di scegliere il programma a 60 °C solo in casi di sporco davvero profondo, altrimenti meglio selezionare temperature più basse. Questo vi farà risparmiare molto sulla bolletta dell'energia elettrica;

• Risciacquo.

Il risciacquo è uno dei punti deboli dei modelli del test, come si vede dai giudizi dati nella tabella qui sotto.Dalle prove emerge che rimane una certa quantità di detersivo alla fine del ciclo di lavaggio, probabilmente perché i produttori utilizzano meno acqua per il risciacquo pur di conquistarsi l'etichetta energetica.

• & lt;I>Facilità d'uso.

Non tutti i modelli sono facili da usare: con alcuni è difficile decifrare i simboli posti sul pannello davanti o usare la manopola per selezionare i programmi, in altri modelli il cestello è difficile da caricare. Solo due modelli sono risultati davvero facili da usare.

• Protezione contro gli allagamenti.

La soluzione ideale per essere sicuri di non incorrere in allagamenti è quella di avere una lavatrice con aquastop. Abbiamo valutato comunque sufficienti anche quelle prive di un sistema di protezione, perché durante le nostre prove non ci sono stati allagamenti. Ma non siamo andati oltre perché, anche se le nostre prove sono state molto severe, una perdita non si può escludere con certezza matematica. Bosch ha un sistema di protezione allagamenti.

Spendere il doppio?

Attenzione alla differenza di prezzi: si possono risparmiare ben 285 euro tra il modello più caro (Rex-Electrolux, 574 euro) e quello meno caro (Ignis, 289 euro), a qualità uguale. Importante anche il risparmio che si può ottenere scegliendo bene il punto vendita: più di 100 euro per il nostro Miglior Acquisto, soltanto andando a comprare lo stesso modello dove costa meno.Il costo a bucato è calcolato ipotizzando un uso intensivo della lavatrice (7 lavaggi a settimana per 10 anni e 4 per 15 anni) e includendo l'ammortamento del prezzo.

Test sui detersivi: alla prova 17 marche

Scelta la lavatrice, è ora di fare i conti con il detersivo. Di solito è il grasso che fa più paura, insomma olio, burro e rossetto sono considerati i veri nemici dei tessuti.Altre macchie tenaci sono notoriamente quelle di origine vegetale, come vino, frutta, caffè, tè ed erba. Ce lo ricordano con insistenza martellante slogan e pubblicità di settore. Le polveri lavano meglio dei detersivi liquidi. Eppure, come evidenzia il test, per certi detersivi il nemico del bucato sembrano essere gli amidi. Le polveri universali del test hanno faticato contro patate e riso, che vanno tenuti alla larga dagli abiti più di quanto si pensi. Attenzione anche allo sbiadimento dei colori, inevitabile se si utilizzano per gli indumenti colorati detersivi adatti ai capi bianchi.

Inutile eccedere

Un primo risultato è importante: non è abbondando con il detersivo che si ottengono risultati all'altezza. delle aspettative.

• Le dosi.

I produttori consigliano di utilizzare dosi di detersivo molto variabili: si passa da meno di 70 fino a 100 grammi per ogni lavaggio. Proprio Scala, che consiglia le dosi più alte, stenta a raggiungere la sufficienza nelle prove sulle macchie.

• Le macchie.

Quello corporeo, gli aloni su collo e polsini, è duro a morire. Se l'obiettivo è scongiurare il nero sulle camicie del consorte è meglio non orientarsi su: Generai, Scala e Spuma di sciampagna, che non ottengono la sufficienza in questa prova. Le macchie di grasso, quelle proteiche (come latte, sangue, uova e salse) e vegetali (vino, frutta, caffè…) vengono rimosse quasi sempre in modo almeno soddisfacente. Un po' a sorpresa, è nella prova di rimozione degli amidi, come riso e patate, che i detersivi falliscono di più. Nel complesso, sono Esselunga, Coop e Auchan a smacchiare meglio degli altri detersivi.

< FONT color=#000000>• Scolorimento.

I capi del test, in puro cotone e di otto colori, perdono in brillantezza durante le prove. In fondo è prevedibile, perché le polveri testate in realtà sarebbero indicate per il bucato bianco e infatti contengono sbiancanti ad hoc. Nel menage casalingo, però, è molto comune utilizzarli anche per i capi colorati: ma come potete vedere in tabella, lavaggio dopo lavaggio gli indumenti si scoloriscono.

• Ambiente.

Le confezioni dei detersivi sono sempre meno ingombranti, anche perché i prodotti sono spesso compatti. Quello che preoccupa è il ricorso agli sbiancanti ottici, sostanze industriali molto inquinanti, apprezzate dai produttori per il loro effetto “lucentezza” sui vestiti. Secondo i sondaggi, i consumatori non potrebbero proprio fare a meno del bianco “che più bianco non si può”. Ma l'ambiente ne soffre. A parte questo, per la salute del pianeta contano molto i nostri comportamenti.

Miglior Acquisto

LAVATRICI

Non hanno importanza il numero di programmi nè la capienza del cestello: la lavatrice va scelta in base all'efficacia di lavaggio e ai consumi. E la centrifuga? Una lavatrice a 1.000 giri vi permette di avere il bucato asciutto nel giro di circa 24 ore da quando lo stendete.Ma cambia qualcosa se ci mettete un po' di più, ma, acquistando una lavatrice con meno giri, risparmiate sul prezzo d' acquisto? Il Migliore del Test è anche il Miglior Acquisto: CandyGO 107/1 (379-500 euro),

DETERSIVI

Contro lo sporco più comune i detersivi in polvere si rivelano in generale più efficaci di quelli liquidi, consigliabili per i capi delicati. Il Migliore del Test, quindi un prodotto efficace, ma non tra i più a buon mercato, è Coop (4,39-5,36euro), seguito da Auchan ed Esselunga.ll Miglior Acquisto, premiato da un rapporto tra qualità e prezzonettamente superiore agli altri, è Dexallavatrice (2,99 euro), di Eurospin.

Fonte: Altroconsumo. Febbraio 2009

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