Buonumore come regalo di Natale

Se c'è un regalo che tutti o quasi vorremmo per Natale, e che purtroppo – o per fortuna – non si compra, è il buonumore. Per noi stessi e per chi ci circonda.



Incapaci di raggiungerlo, spesso attribuiamo il fallimento dello scopo agli altri o alle circostanze del mondo esterno, quali l'amore, la salute, il denaro, l'aspetto fisico, le condizioni di lavoro, l'età, cioè una serie di fattori su cui non esercitiamo praticamente alcun controllo. Secondo gli psicologi questi sono tutti alibi dietro i quali ci nascondiamo per liberarci dal compito di trovare il benessere (lasciamo perdere la parola “felicità” che per i più è troppo grossa. “Se non posso fare niente contro le circostanze avverse, non vedo come posso stare bene” – ci ripetiamo per coonsolarci.
dipende dal piacere, dalla sofferenza fisica, dall'amore, dalla considerazione o dall'ammirazione altrui, ma unicamente dalla piena accettazione di sé, che Nietzsche ha sintetizzato nell'aforisma: “Diventa ciò che sei”.

Nella società della fretta e dell'immagine è facile misurare la propria felicità sulla realizzazione di desideri imposti dall'esterno, e non realmente corrispondenti alle nostre esigenze e potenzialità più vere. Non accettiamo il nostro corpo, il nostro stato di salute, la nostra età, la nostra occupazione, la qualità dei nostri amori, perché ci regoliamo sugli altri, quando non sugli stereotipi che la pubblicità ci offre ogni giorno.

Ignorando i nostri veri bisogni, diventiamo perfetti sconosciuti a noi stessi, per raggiungere modelli di felicità che abbiamo assunto dall'esterno che ogni giorno rivelano la loro incompatibilità con la nostra personalità. Così diventiamo scontenti e di malumore, distribuendo energia negativa in chi ci circonda (siano essi amici, colleghi, familiari, partner), enercia capace di disgregare qualsiasi nucleo in cui ciascuno di noi è inserito, perché spezza la coesione e l'armonia, e costringe gli altri a spendere parole di comprensione e compassione per una sorte che noi e non altri hanno reso infelice.

Fonte: Focus on Woman

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