Camellia japonica

Intramontabile e sempre diversa Fiorita da febbraio a maggio, è la specie più diffusa per la bellezza e la facilità di coltivazione. Conosciuta da oltre mille anni, è originaria dell'Estremo Oriente e per questo viene chiamata anche “rosa del Giappone”.

Varietà simili, mai ugnali

Le varietà di camelia catalogate sono un numero stimabile solo per approssimazione esistendo tipologie di piante molto simili, spesso distinte solo per categoria di colore: bianco, rosa, rosso o screziate.

• Dopo averle conosciute meglio, si cominceranno ad apprezzare per le caratteristiche che distinguono una specie dall'altra, come la forma del fiore, la sua ricchezza, i toni del colore dominante, le sfumature, la precocità di fioritura, il portamento della pianta.

•Tra le antiche camelie di colore bianco Carlo Loriano è una varietà a fiore semplice con stami gialli al centro.

•Incarnata è prossima al bianco, ma classificata con un “rosa chiarissimo”. Ha fiore doppio, di forma perfetta.

•Rosa scarlatto è Prince Eugène Napoleon, a fiori doppi, regolari.

• Sarah Frost è di origine americana, ottenuta nel 1830, ha fiori rosa, doppi, molto ricchi, tanto da assumere una conformazione conica.

•Tramonto è una camelia molto accattivante per la particolare tonalità di rosa, la forma perfetta, ricca, ma senza forzature.

•Glorie de Nantes, di origine francese, ha fiori medi, semidoppi, peoniformi.

• Ignea, o ignivoma, è varietà francese ottenuta, però, da seme italiano, intorno al 1844. Ha fiori peoniformi, semidoppi, molto definiti nella forma, di colore rosso scarlatto, che con il procedere della fioritura assumono riflessi bluastri.

• Sericea ha fiori anemoniformi di color rosso scarlatto con stami giallo intenso che contrastano in modo netto con i petali.

•Bicolore è la Bella di Firenze a fiore doppio, ma non ricchissimo, perfetto, con petali rosa corallo segnati al centro da una banda più chiara, rigorosa nell'aspetto e leggera.

•Impressione completamente opposta, pur nella stessa gamma di colori, per Vittorio Emanuele II dal fiore ricco e irregolare, disordinato come dopo un colpo di vento.

•General Coletti è fra le più note, ancora oggi molto coltivata, dai fiori peoniformi, ricchi, di colore rosso screziati di bianco, soffuso talvolta di toni rosati.

• Hoki no nami ha fiori semidoppi rosa, orlati di bianco e screziati di rosso.

Pur trattandosi di un cespuglio, C. japonica può raggiungere i 15 metri di altezza diventando un vero e proprio albero.

La forma della chioma può essere allungata, a cono o arrotondata, secondo la varietà, larga fino a 4,5 metri. Nella prima fase di sviluppo la crescita, piuttosto disordinata, deve essere indirizzata con opportuni tagli di allevamento.

Le foglie

Lunghe da cinque a otto centimetri, sono di colore verde scuro, lucide in tutte le stagioni, disposte sui rami in modo alterno, semplici, di forma ellittica, acuminate all'apice, coriacee al tatto, ma piacevoli. Il margine può essere serrato o dentato.

I fiori

Si aprono all'estremità dei germogli laterali, hanno dimensioni variabili da sette a quattordici centimetri. Sbocciano da febbraio a maggio. Possono essere danneggiati dal gelo che può falcidiarli, dalla neve e dalla pioggia che provocano segni e macchie. Fra colore e sensibilità al freddo esiste una correlazione: le varietà rosse sono le più resistenti.

•Il fiore può avere forme diverse: semplice, semidoppio, doppio, peoniforme, anemoniforme, imbricato, rosiforme.

Collocazione problematica

Le camelie sono difficili da posizionare in giardino.

L'indicazione pieno sole o ombra che spesso accompagna i vasi acquistati nei garden non è veramente applicabile a queste piante che sono arbustive originarie di zone boschive.

•Le camelie soffrono il caldo eccessivo durante l'estate e quindi non possono essere messe in pieno sole, specie al sud dove devono essere coltivate solo in ombra parziale e sul lato più fresco della casa.

•All'opposto soffrono anche il freddo eccessivo, specie a primavera quando il gelo può causare la perdita di buona parte dei fiori nelle varietà a fioritura precoce. In collina, in aree fredde o con inverni lunghi e rigidi non possono essere poste sul lato nord della casa, ma devono poter godere di una buona esposizione pur restando riparate dal sole delleore centrali della giornata.

• In ogni caso si evitino le posizioni ventose, una forzatura per una pianta che in natura cresce riparata da piante di maggiori dimensioni e da fasce di vegetazione.

•Mal sopporta anche la salsedine che provoca bruciature sulle foglie; in località di mare è meglio porle al riparo di una prima fascia di vegetazione, folta e di altezza maggiore.

•Per le piante in vaso ricordare sempre di non porre i contenitori in pieno sole perché le radici sono sensibili agli innalzamenti di temperatura.

Acqua e terra: mantenere l'acidità

La camelia è pianta acidofila, e mantenere le caratteristiche idonee del substrato di coltivazione è forse il problema più sentito, insieme alla giusta collocazione.

•Al momento dell'impianto o del travaso è sempre necessario porre la pianta in un terreno idoneo. Mentre le piante adulte sono più resistenti e mettono in atto una forma di adattamento, quelle giovani necessitano di precauzioni specifiche.

• Scavata la buca per la messa a dimora, se il terreno è calcareo, o argilloso si elimina del tutto; se è di medio impasto, tendente alla neutralità, si elimina per il 50%, sostituendolo con terriccio specifico per acidofìle, torba e terra di foglie.

•Perfinire, nella zona del colletto si predispone una ricca pacciamatura, almeno 8 cm di spessore, acidogena, in grado di formare un filtro all'acqua impiegata per le bagnature. Si possono utilizzare corteccia di pino o aghi di conlfera.

•L'acqua utilizzata, se alcalina, dura e calcarea, può modificare nel tempo l'equilibrio ionicationi presenti nel substrato innalzando il pH. Nel giro di pochi anni un terreno inizialmente acido inizia ad aumentare il suo pH verso la neutralità innescando nella pianta fenomeni di clorosi. Il segreto sta nel riservare alle piante acidofìle l'acqua piovana od opportunamente acidulata.

•Stesse indicazioni si forniscono per ortensie, rododendri, azalee.

Le cure dopo la fioritura

I fiori una volta sciupati devono essere rimossi dalla pianta, specie se infradiciati dalla pioggia e marcescenti.

•Appena gli ultimi fiori sono appassiti, si può potare. Le camelie possono essere allevate imponendo una forma prestabilita, da conica a siepe geometrica, ma danno il meglio se lasciate crescere libere, in forma di grande cespuglio o, col tempo, di albero.

•I tagli di potatura servono solo per eliminare i rami spezzati, quelli morti o fuori forma. Il taglio non può essere rimandato perché i bottoni fiorali, abbozzo dei fiori che si apriranno la prossima primavera, si sviluppano già in estate. Intervenire dopo significherebbe sacrificarli.

•Al termine dell'estate si può fare una seconda fertilizzazione, dopo quella primaverile, con un prodotto equilibrato e a limitati contenuto di azoto per non stimolare una nuova vegetazione, ma piuttosto per fornire alla pianta nutrienti per favorire l'accumulo di sostanze di riserva che garantiscono una migliore resistenza al freddo.

Tratto da:  Casa in Fiore

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