Cancro alla vescica: studio italiano renderà più precoce la diagnosi

Passi avanti nella diagnosi sempre più precoce del cancro della vescica. Uno studio italiano dimostra come le analisi genetico-molecolari condotte sulle cellule presenti nei sedimenti delle urine, possono portare ad un'identificazione rapida di questi tumori. Secondo gli autori la ricerca, condotta dall'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irst) di Meldola-Forlì e pubblicata su Annals of Oncology, può contribuire in maniera significativa, grazie alla scoperta anticipata della malattia, ad innalzare il tasso di sopravvivenza di questo tumore più comune tra i 60 e i 70 anni e tre volte più frequente negli uomini che nelle donne.

Attualmente gli esami che permettono di identificare il cancro alla vescica sono due: l'esame citologico (ovvero l'analisi della morfologia delle cellule presenti nelle urine che però presenta una scarsa capacità di individuare tumori in uno stadio precoce) e la cistoscopia che permette di visualizzare direttamente la neoplasia ma che ha in sè lo svantaggio di essere una tecnica costosa e invasiva.
La ricerca dell'Irst, sotto la direzione di Dino Amadori, è nata proprio con l'obiettivo di sviluppare una metodica non invasiva e di elevata accuratezza.

 è stata condotta su 300 persone con sintomi urinari compatibili alla presenza della patologia e ha valutato la presenza nelle urine di un enzima, la telomerasi, importante per ricostituire la porzione finale dei cromosomi (i telomeri). I risultati hanno dimostrato che l'analisi quantitativa della telomerasi (eseguita con un particolare metodo detto TRAP) può, in associazione all'esame citologico tradizionale, garantire una sensibilità del test che arriva al 78% e, in associazione con la determinazione delle alterazioni cromosomiche, una specificità del 93% nel diagnosticare i tumori della vescica.
Lo studio, così come accaduto per le ricerche condotte sulla presenza di Dna nelle feci per identificare i tumori al colon, prevede ora un'ulteriore fase di sviluppo che porterà alla messa a punto di un kit diagnostico di facile e ampia diffusione.

Fonte: www.sanitaincifre.it

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