Candida albicans: un segnale d'allarme

Il «mughetto» è un segnale, un invito a correggere uno stile di vita o abitudini alimentari scorrette. Molti di noi avranno presente quelle placche biancastre che si possono formare all'interno della bocca: leggermente rilevate, che ricordano il latte cagliato… è il cosiddetto «mughetto», un'infiammazione delle mucose della bocca causata da un fungo, la Candida albicans.

 Generalmente inizia sulla lingua e sulla mucosa della bocca, ma può anche estendersi a palato, gengive, tonsille, gola, fino all'intestino, al sistema respiratorio e alla pelle. è un disturbo frequente soprattutto nei bambini, ma può presentarsi anche nei soggetti debilitati da terapie antibiotiche prolungate. In generale, è comunque un segnale di squilibrio della flora intestinale e di un indebolimento del sistema immunitario. Vediamo quindi come intervenire positivamente sull'alimentazione e lo stile di vita per contrastare l'insorgere di questa comunissima infezione.

Antibiotici la prima causa

Nel caso della Candida albicans, abbiamo a che fare con una condizione multifattoriale, per cui occorre individuare e correggere i fattori che stimolano la sua crescita eccessiva, andando oltre alla semplice distruzione del fungo con agenti antifungini, anche se d'origine naturale. L'assunzione frequente di antibiotici sembra sia il fattore più importante, poiché tali tarmaci sopprimono la normale flora intestinale che, quando è in equilibrio, impedisce la crescita eccessiva di germi e funghi patogeni e sostiene un'ottimale funzione del sistema immunitario. L'uso e l'abuso sempre più dilagante di antibiotici è pericoloso, in quanto favorisce lo sviluppo di germi resistenti agli antibiotici attualmente disponibili. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in questo modo ci si sta avvicinando al reale pericolo di non avere più antibiotici efficaci e molte malattie infettive non si potranno più trattare. La resistenza agli antibiotici è molto più diffusa nei casi in cui questi ultimi sono utilizzati con maggior frequenza e sta diventando un problema anche nelle strutture ospedaliere. Per questo l'Oms consiglia di frenare l'uso improprio di antibiotici, al fine di arrestare la tendenza alla resistenza antibiotica da parte dei batteri. La prescrizione o addirittura l'autoprescrizione di tarmaci antibiotici non è la sola causa della crescente resistenza, in quanto a partire dagli anni Cinquanta, tali prodotti sono aggiunti di routine ai mangimi per animali. Pertanto, chi si nutre delle loro carni, assorbe anche i tarmaci che in esse residuano. Questo contribuisce allo sviluppo di microrganismi sempre più resistenti, senza contare che ci vorranno ancora molti anni prima che si venga a conoscere l'effetto reale sulla nostra salute dell'assunzione di prodotti animali ricchi di residui di antibiotici.

Ricerche effettuate sugli oli essenziali, che possono essere utilizzati per le più varie infezioni, affermano che essi non producono fenomeni di resistenza e non indeboliscono il sistema immunitario, a causa della loro continua variabilità, che dipende da fattori climatici e di terreno su cui crescono le piante da cui vengono estratti.

Zucchero, latticini e lieviti

Dal punto di vista nutrizionale, è importante un'alimentazione sana a base di cibi naturali e biologici. La crescita della Candida albicans sembra indotta da numerosi fattori dietetici, in primo luogo zucchero, latte e derivati, alimenti con un alto contenuto di lieviti. Infine vanno considerate le allergie e le intolleranze alimentari. Lo zucchero è il principale nutriente della Candida albicans, pertanto è indispensabile eliminare zucchero bianco e sostituirlo con sciroppo d'acero o malto. Anche l'elevato contenuto di lattosio dei latticini favorisce la crescita di questo fungo; il latte, oltre ad essere altamente allergenico, può contenere facilmente tracce di antibiotici che possono danneggiare la flora intestinale. Occorre evitare anche l'assunzione di lieviti, bevande alcoliche, formaggi, frutta secca e arachidi.

Favorire le secrezioni digestive

Le secrezioni digestive sono un altro fattore importante da considerare. L'acido cloridrico, gli enzimi pancreatici, la bile, inibiscono la crescita eccessiva della Candida albicans; pertanto sono utili gli alimenti come l'aceto di umeboshi, le prugne umeboshi, i carciofi, le verdure verdi, che stimolano i succhi gastrici. L'infezione da candida segnala anche una depressione del sistema immunitario e qui si instaura un circolo vizioso, in quanto si causa l'infezione che a sua volta danneggia il sistema immunitario stesso, indebolendone ulteriormente la resistenza. Pazienti ammalati di Aids o che assumono tarmaci che sopprimono il sistema immunitario soffrono con grande facilità di infezioni da candida. Se l'infezione dalla bocca si espande nell'organismo, intestino compreso, il fungo compete, per la nutrizione, prima con le cellule, poi con l'intero organismo, sottraendo preziose sostanze nutritive vitali, indebolendo ulteriormente l'organismo su cui si potrà attecchire ancora con maggior forza.

Curarsi mangiando

Per ripristinare una buona funzione immunitaria, è molto importante lo stile di vita: la gestione dello stress, l'esercizio fisico, l'alimentazione, l'eventuale integrazione alimentare. Un ruolo di primo piano svolgono i nutrienti antiossidanti: carotene, vitamina C ed E, zinco, selenio e anche la detossificazione, in particolare del fegato. Dunque si consiglia un'alimentazione a base di frutta e verdura fresca, cereali integrali, legumi e semi. Di grande aiuto è il miso, un alimento fermentato a base di soia e cereali che si aggiunge alle zuppe di verdura come condimento, che ripristina la flora intestinale, alcalinizza, depura il fegato e tonifica i reni. In qualche caso può essere utile un semidigiuno di tre giorni a base di sola verdura, o solo riso integrale, soprattutto nei cambi di stagione. Le fibre nell'alimentazione sono molto importanti anche per favorire una regolare evacuazione. In particolare in chi soffre di candida è bene consigliare lo psillwm o l'alga agar agar, che favoriscono l'eliminazione delle tossine ed eventualmente di cellule morte del fungo a livello intestinale. Se si tratta di un lattante che soffre di mughetto alle mucose orali, si consiglia un cambio alimentare alla madre, che dovrà evitare particolarmente zuccheri, latticini, lieviti e gli alimenti a cui potrebbe essere intollerante.

Un segnale d'allarme

Come ogni patologia, anche il mughetto è un segnale, un invito a correggere abitudini di vita o alimentari. Un messaggio del corpo che, con le adeguate attenzioni, può ripristinare il suo corretto equilibrio.

DI Catia Trevisani

* L'autrice è medico e direttrice della Scuola Italiana di Medicina Olistica (SIMO)

Tratto da: a.a.m. Terra Nuova

Condividi questo articolo