Caos sul risparmio energetico

In fumo la detrazione del 55% Retroattivo o non retroattivo? Il Governo fa dietrofront e assicura che nella conversione in legge, sarà cancellata la retroattività della norma che avrebbe imposto a chi ha già realizzato lavori di risparmio energetico, di presentare una domanda a gennaio con l'alto rischio di non vedersi riconosciuto lo sconto nella prossima dichiarazione dei redditi.

Passata la tempesta resta comunque la batosta inflitta ai buoni propositi degli italiani intenzionati a investire sul risparmio energetico della propria casa. Dal 2009 chi cambierà gli infissi o installerà i pannelli solari sul tetto secondo il decreto anticrisi rischierà di perdere una grossa fetta delle detrazioni promesse. Il bonus fiscale del 55% previsto per gli interventi di risparmio energetico, infatti, non è più così certo. Tutt'altro. Se il Parlamento confermerà il contenuto del decreto legge, ottenere il bonus per la casa verde diventerà praticamente impossibile.

Che cosa cambia
Dall'anno prossimo chi investirà i propri risparmi nelle ristrutturazioni ecosostenibili, dovrà incrociare le dita, sperando che il bonus gli venga riconosciuto.Sintetizzando la procedura (in realtà è più complessa), fino ad oggi inoltrando la domanda all'Enea si poteva godere dello sconto previsto del 55%: il bonus fiscale veniva restituito in tre rate annuali (da 3 a 10 anni, su scelta del contribuente). Con il decreto anticrisi la situazione è cambiata. Il contribuente ecologico deve compilare un modulo online predisposto dall'Agenzia delle Entrate e attendere 30 giorni: se entro questo periodo l'Agenzia non risponde significa che il contribuente potrà detrarre solo il 36% previsto per le ristrutturazioni edilizie entro un limite di spesa di 48.000 euro. Con quale criterio una richiesta viene accettata e un'altra no? Purtroppo sarà l'ordine cronologico d'arrivo lo spartiacque tra le domande accolte e quelle rifiutate: i fondi disponibili sono stati dimezzati e dunque varrà il principio “chi prima arriva meglio si accomoda”. Non contate troppo però sulla vostra velocità. Considerando, infatti, che la presentazione deve essere fatta online, si può già prevedere che il giorno in cui si potrà partire con l'invio delle istanze telematiche, il sito andrà in tilt pochi istanti dopo la sua attivazione. Tutti, infatti, correranno a compilare il modulo per non perdere la detrazione. Senza dimenticare che sarà pressoché infattibile ottenere lo sconto per i contribuenti senza accesso a internet o poco esperti nell'uso.

Esempi in fumo
Ecco un esempio per capire meglio l'entità della perdita dei contribuenti. Nel 2009 avete pianificato i lavori nel vostro appartamento per un totale di 50mila euro? Se riuscirete ad essere tra i primi ad attingere ai fondi potreste recuperare il 55% della spesa (ovvero 27.500 euro). Con molte più probabilità vi toccherà solo il 36% (ovvero 17.280 euro).

Addio contribuenti virtuosi
Visto l'alta probabilità di rimanere a bocca asciutta, saranno tantissimi i contribuenti che dall'anno prossimo faranno una riflessione prima di rifare l'impianto di climatizzazione o sostituire gli infissi. Non essendoci più la certezza dello sgravio, chi avrà il coraggio di avventurarsi in un percorso più complesso e dai costi elevati (servono un attestato e la scheda tecnica) per poi ottenere lo stesso sconto previsto per le ristrutturazioni edilizie ordinarie?

Gli ecocontribuenti, dunque, diventeranno una rarità. E non solo. Con loro potrebbe scomparire una buona parte della filiera virtuosa (produttori, progettisti e installatori all'avanguardia), schiacciati dall'avanzata dei lavori in nero. Proprio in quest'ottica la questione fiscale non va sottovalutata: la violazione dello Statuto del Contribuente (riconosciuta dalla Cassazione come legge con forza di “disposizione di principio”, cioè dal valore aggiunto rispetto alla legge ordinaria) crea un pericoloso precedente e potrebbe incentivare il ricorso al “nero” in un mercato purtroppo già caratterizzato da questa pessima abitudine.

I contraccolpi del decreto
Superato lo scoglio della retroattività, non si scioglie il nodo fondamentale della normativa. Le ripercussioni del colpo d'accetta sui fondi si rifletteranno sugli investimenti futuri per il risparmio energetico. Chiunque voglia sostenere delle spese dal 2009 e al 2010 per i lavori di risparmio dovrà essere consapevole di dover investire il proprio denaro senza la certezza di poter godere dell'agevolazione del 55%.

A rimetterci – in pratica – è l'ambiente. Il decreto anticrisi, infatti, va nella direzione opposta rispetto al protocollo di Kyoto e al pacchetto 20-20-20: il piano dell'Unione europea che prevede una riduzione entro il 2020 almeno del 20% delle emissioni di gas serra (rispetto ai livelli del 1990) e un aumento non inferiore al 20% delle quote di energie rinnovabili nel consumo totale di energia dell'Unione.

La protesta è già iniziata: gli operatori del settore stanno scrivendo al Governo per fermare il provvedimento. Ci auguriamo che il Parlamento, prima di convertire in legge del decreto, faccia retromarcia ed eviti un sostanziale blocco delle ristrutturazioni edilizie per la riqualificazione energetica. Vi terremo aggiornati.

Fonte: www.altroconsumo.it

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