Caro biberon? Non più con le marche economiche

Un'occhiata in più tra gli scaffali del supermercato o della farmacia e il risparmio è garantito. Almeno quello per l'acquisto del latte in polvere per i neonati. Lo dimostra un'indagine Altroconsumo che ha messo a confronto la composizione di sette marche di latte per i primi mesi di vita del neonato: Humana e Nidina, tra le più vendute, che costano in media 28 e 24 euro al chilo, con altre marche che offrono un prezzo europeo come Coop Crescendo, Neolatte (distribuito dalle farmacie), Beba Nestlè (distribuito dalla grande distribuzione con insegna Despar della zona del triveneto) e Bebilac e Bambilat che hanno un prezzo intermedio che oscilla intorno ai 10 euro al chilo.

In proposito – riferisce l'associazione in una nota – dal rapporto non sono emerse differenze che possano far giudicare migliori le marche più costose o che pregiudichino in qualche modo la qualità del prodotto. La composizione dei latti – si legge ancora – non risulta diversa, tranne che nel contenuto in selenio, nel tenore di alcune vitamine e nutrienti minori (colina, taurina, inositolo) che comunque non incidono sul valore nutrizionale complessivo del latte.

Il risultato parlo chiaro: l'unica differenza tra i latti artificiali griffati e le altre marche sta unicamente nel prezzo. Quindi – tuona Altroconsumo – non solo le marche meno griffate hanno esattamente le stesse garanzie delle marche più care, ma acquistandole si può risparmiare fino a due terzi del prezzo.

< P>Il caro-biberon torna quindi in primo piano dopo l' accordo raggiunto alla fine del 2004 tra l'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, le aziende produttrici, i farmacisti e i grossisti. Un'intesa che aveva fatto abbassare del 25% circa il prezzo del latte artificiale. Mentre, ricorda Altroconsumo, dallo scorso marzo le farmacie hanno iniziato a proporre un latte artificiale a prezzi allineati con quelli europei, a meno di 11 euro al chilo.

Per Altroconsumo, infine, la possibilità di incentivare la distribuzione del latte artificiale nella catena della grande distribuzione, cioè negli iper e nei supermercati, resta la strada da seguire per risparmiare.

Fonte: Miaeconomia

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