Casa, dolce casa? La mappa dei veleni

L'ambiente domestico, a torto ritenuto fra i più sicuri, in realtà è tutt'altro che rassicurante: nasconde una serie infinita di trabocchetti, e non di rado si trasforma in un nemico o addirittura in un killer. Lo dimostrano le cifre, più che eloquenti, nei Paesi della Comunità gli incidenti tra le “sicure” mura di casa sono ogni anno alcuni milioni, con un numero di decessi superiore a quello dovuto ad incidenti stradali e sul lavoro.

Un atroce “bollettino di guerra”, che – scendendo nei particolari – registra una percentuale molto elevata d'incidenti occorsi a bambini e adolescenti fino a 14 anni, che possono anche provocare invalidità o addirittura la morte. Soprattutto per i bambini, dunque, vivere e muoversi in casa può essere difficile, scomodo e per giunta pericoloso. Quali gli incidenti e le diagnosi più frequenti? Traumi cranici, fratture da caduta, ustioni, scosse elettriche, folgorazioni, soffocamenti, ferite di vario genere, tagli e contusioni più o meno gravi. E, soprattutto, intossicazioni.

La casa è certo il luogo degli affetti, dei giochi e delle scoperte; ma è anche piena d'insidie palesi o nascoste, d'oggetti e strumenti e prodotti pericolosi. Ben lungi dall'essere un dolce rifugio, si rivela un ambiente “ad alto rischio” perché anche i momenti di gioco possono in un attimo trasformarsi in drammatiche corse all'ospedale. “Ad alto rischio” d'infortuni è in particolare la cucina, che guida la classifica dei luoghi pericolosi essendo teatro di oltre il 20% di tutti gli incidenti: a quanto sembra, infatti, è proprio nel regno dei cuochi che gli adulti prestano meno attenzione ai piccoli.

Per diminuire l'incidenza di questi guai – a volte minori, ma troppo spesso davvero importanti – bisogna imparare (e insegnare) a convivere con i tanti oggetti e prodotti di cui abbiamo dotato la nostra vita quotidiana. Due, parallele, le strategie da mettere in campo: quella dell'attenzione (perciò si adottano chiusure di sicurezza, si collocano in modo & quot;intelligente” i prodotti etc) e quella dell'educazione alla prevenzione attiva.

Non serve impedire al bambino di muoversi, o sommergerlo con un mare di divieti, e tanto meno terrorizzarlo in continuazione. E' indispensabile, invece, dimostrare e spiegare: in poche parole, educarlo al rischio al tempo stesso permettendogli di sapere come affrontarlo e di crescere autonomo e sicuro. Tutto ciò deve essere ben presente agli adulti, che hanno il compito di analizzare con pazienza ogni locale della casa e tutti gli oggetti d'uso quotidiano (giocattoli compresi!) mettendosi nei panni dei loro figli. Vale a dire chiedendosi quali difficoltà impreviste potrebbero incontrare e rimuovendo quanto potrebbe essere pericoloso, fino a quando non avranno – con il loro aiuto – appreso ad usarlo, svelando come certi comportamenti a volte siano ancor più pericolosi di tanti oggetti.

E, anche, imparando a pensare l'impensabile
Approfondiamo, ora, il tema degli avvelenamenti. Soprattutto nei primi anni di vita, sono un numero incredibile. Almeno fino a quando, armati di carta e matita, non si decide di fare un accurato sopralluogo della propria abitazione e degli eventuali annessi (orto, giardino, solaio, garage etc). Se si prova a tracciare una domestica “mappa antinfortunistica dei veleni”, prendendo nota di tutti i prodotti potenzialmente tossici ospitati praticamente in ogni angolo, alla fine ci si ritrova a leggere una lunga lista.

Comprende un'infinità di detersivi (in polvere o liquidi) per i più svariati usi, candeggianti e ammorbidenti, disinfettanti e deodoranti, cosmetici, shampoo e frizioni e “gelatine” per capelli, polveri, schiume, spray, creme d'ogni tipo e colore e con ogni possibile destinazione d'uso. E ancora: acetone, ammoniaca, canfora e naftalina, cere, smacchiatori, inchiostri, vernici e diluenti, disincrostanti, paraffina, insetticidi e fertilizzanti, sgorgatori per tubature intasate, lucidi d'ogni sorta (per scarpe, per mobili, per metalli, per la carrozzeria dell'auto…).
Non basta: se ve ne siete dimenticati segnate anche il tabacco, i fiammiferi e i liquidi per accendini, gli alcoolici, i medicinali di qualsiasi tipo e sotto qualsiasi forma (comprese le pillole anticoncezionali o gli ansiolitici che sovente stazionano incustoditi sui comodini).

Questo elenco, già lungo sebbene incompleto, è sufficiente a dare l'idea che un avvelenamento può essere davvero… un gioco da ragazzi. I più piccoli, poi, per aumentare il loro patrimonio di conoscenze preferiscono “assaggiare” e pertanto si cacciano in bocca qualsiasi cosa capiti a tiro. Ora, la cosa migliore per scansare certo genere d'esperimenti è prevederli e prevenirli. Ragion per cui passiamo a darvi qualche consiglio pratico: magari alcuni vi sembreranno ovvii, ma dovrete ammettere che non sempre li avete tenuti nel debito conto e che comunque a volte un piccolo accorgimento può bastare per evitare un grosso danno. In breve, una sorta di sintetico vademecum con le più elementari precauzioni anti-veleno.

PRECAUZIONI ANTI-VELENO

  • Riponete i prodotti pericolosi in luoghi inaccessibili, e utilizzate contenitori “a prova di bambino” (infrangibili e con tappo di sicurezza).
  • Seguite scrupolosamente le istruzioni e le avvertenze stampate sulle confezioni o allegate ai vari prodotti, medicinali e non.
  • Tenete conto dei simboli di pericolo e insegnate ai bambini come riconoscerli: solitamente, per i veleni sono riportati un teschio e due tibie incrociate.
  • Preferibilmente conservate nella loro confezione originale farmaci, prodotti per la pulizia e qualsiasi prodotto a base di sostanze chimiche. In ogni caso, non “riciclate” recipienti per uso alimentare (esempio tipico: le bottiglie d'acqua minerale piene di ammoniaca o acido muriatico).
  • Se l'etichetta è diventata illeggibile, riscrivetela chiaramente
  • Gettate i farmaci scaduti e non fate vedere ai bambini dove tenete quelli ancora validi, che in ogni caso vanno sempre tenuti sotto chiave.
  • Non prendete e non somministrate mai le medicine al buio (il rischio di sbagliare confezione è molto alto) e non lasciate che i piccoli pazienti prendano da soli le medicine.
  • A meno che non sia indispensabile (e anche allora usate ogni possibile precauzione) evitate di portare medicine e oggetti in miniatura in tasca o nella borsa: i bambini amano molto rovistarvi, rovesciarne il contenuto e all'occorrenza trangugiarlo senza pensarci due volte.
  • State attenti a che gli esploratori in erba non mastichino scaglie di vernice o lecchino superfici dipinte (spesso contengono residui di piombo).
  • Attenzione anche a matite, penne e pennarelli, boccette d'inchiostro, piante ornamentali (bacche e foglie, o anche i petali d'un fiore, possono nascondere brutte sorprese…).
  • Non tenete alla portata dei bambini né bottiglie né bicchieri con liquore: esercitano su di loro un misterioso fascino, per cui si divertono un mondo a scolarli.
  • Svuotate rapidamente i posacenere e non abbandonate in giro per casa pacchetti di sigarette e simili (il tabacco è un veleno mortale). < LI>Accanto al telefono, insieme agli altri utili in caso d'urgenza, scrivete il recapito del più vicino Centro antiveleni (per scoprirlo basta consultare l'elenco telefonico o il sito Internet indicato qui sotto).

Per saperne di più:
Elenco e recapiti dei Centri Antiveleno:

www.farmaonline.it/Informazioni/Indirizzienumeriutili/centri_antiveleno.htm

Condividi questo articolo