Come areare il terreno

A lungo andare, con il continuo calpestio e le numerose annaffiature, il terreno su cui poggia il tappeto erboso tende a compattarsi, limitando il passaggio di aria e acqua e quindi degli elementi nutritivi; lo sviluppo radicale viene ostacolato e il prato deperisce progressivamente.

Per ovviare a questo inconveniente è opportuno aerare il suolo almeno una volta all'anno in modo da renderlo più soffice e permeabile. Questa operazione si effettua mediante appositi attrezzi manuali o a motore che scarificano alcuni millimetri della cotica erbosa. Vediamo come si differenziano le varie tecniche, tutte di tipo meccanico e quindi senza l'uso di prodotti chimici:

bucatura o carotatura: dal terreno vengono estratti tanti cilindretti di terra (carote) alti 5-10 cm e larghi 1-1,5 cm che vengono sminuzzati mediante il passaggio di una rete metallica; nei fori si fa poi penetrare, con una rete livellatrice, un miscuglio di sabbia e terriccio torboso al quale si aggiunge eventualmente un po' di semente. Con questa tecnica si migliora la struttura del terreno e si dà modo al prato di rinnovarsi in breve tempo. Più alto è il numero dei fori praticati e migliore sarà il risultato ottenuto (le bucatrici professionali possono arrivare anche a praticare fino a 500 buchi al metro quadrato). Poiché agisce più in profondità, la bucatura è adatta per terreni molto compatti.

taglio verticale o verticut: vengono effettuati vari tagli verticali nel terreno profondi da 1 a 5 cm che contribuiscono a migliorare gli scambi idrici e gassosi. L'azione meccanica ha anche un duplice effetto benefico: rimuove lo strato di depositi organici (feltro) e, tagliando gli steli laterali delle piantine, stimola lo sviluppo di nuovi germogli e nuove radici. Dopo questa operazione occorre asportare con il rastrello tutti i materiali di risulta rimossi; per consentire un recupero veloce dell'erba, è anche utile distribuire un miscuglio di sabbia (80%) e torba (20%) in ragione di circa 2 mc ogni 1 000 mq.

arieggiatura: vengono effettuati dei tagli molto superficiali con una profondità nel terreno di circa 1 mm; l'azione meccanica scarifica le incrostazioni e rimuove il feltro. Questo intervento è adatto a terreni non troppo compatti. Qualunque sia la tecnica scelta, prima di procedere conviene tagliare piuttosto basso il prato ed irrigare per ammorbidire il terreno; con quest'ultima operazione inoltre si riescono ad individuare le zone da trattare, ovvero quelle dove l'acqua ristagna per l'eccessivo compattamento. Poiché subito dopo l'aerazione l'aspetto del prato non è dei migliori, occorrerà distribuire uniformemente un buon concime ed eventualmente, nelle aree dove l'erba si è diradata, procedere con una trasemina. In mancanza di pioggia, è anche necessario irrigare. E' meglio evitare di aerare il prato quando attraversa una fase critica (autunno inoltrato ed estate), scegliendo invece il mese di settembre, ed eventualmente anche in primavera nel caso di compattezza eccessiva, in quanto in questi periodi l'erba è in naturale ripresa vegetativa e quindi reagisce meglio ed il recupero è più rapido.

Fonte: Giardino Fiorito – Vietti Mario

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