COSA CI SPALMIAMO

Ci laviamo tutti i giorni: shampoo, bagnoschiuma, saponi, detergenti intimi, dentifrici, deodoranti. Se donne, ci trucchiamo: mascara, fondotinta, smalto, ombretti, ciprie e così via. Ci rasiamo se siamo uomini: creme da barba, dopobarba. In generale ci profumiamo, depiliamo, curiamo: creme idratanti, nutrienti, abbronzanti, anticellulite, riducenti, liftanti, creme mani, creme piedi e via incremando.

Quanti prodotti di questo genere utilizza in media una persona? Una decina o più. Moltiplichiamo per ciascuno di noi. E ora proviamo a pensare a quanto di ciò che usiamo per la nostra igiene e cura personale finisce nell'ambiente attraverso l'acqua di docce e rubinetti.
Ora riflettiamo su quanto la nostra pelle sia a contatto con i prodotti sopra elencati. Si arriva al punto in cui non abbiamo un centimetro quadrato di epidermide che non venga prima o poi spalmato di qualcosa.


Queste due condizioni, ovvero l'impatto ambientale e l'impatto, per così dire, epidermico dei cosmetici, presupporrebbero una formulazione attenta degli stessi. Ma il condizionale è d'obbligo, purtroppo. Petrolio, siliconi, formaldeide, allergizzanti sono componenti contenuti nella maggior parte dei bei flaconi che ornano le mensole dei nostri bagni, che riempiono i nostri beauty-case, che ci aiutano nella cura dei nostri bebè.


 

Ma la buona notizia c'è! Non tutti i prodotti sono così, per fortuna.
Il contenuto dei cosmetici dev'essere indicato sull'etichetta seguendo una nomenclatura standard precisa, denominata INCI (international nomenclature of cosmetic ingredients). L'INCI elenca tutti gli ingredienti in ordine di quantità. Le piante, sottoforma di estratti, oli, burri vegetali, e così via, vengono indicate col nome botanico latino, mentre il resto è in inglese. I coloranti hanno sigle numeriche.
Con un po' di pazienza si può imparare a riconoscere gli ingredienti dannosi per noi o per l' ambiente, da quelli innocui o anche benefici. Si può capire se il “gel all'aloe” lo ha visto soltanto in cartolina oppure ne contiene una percentuale significativa, e se questa è veicolata dal petrolio o da sostanze più eco-compatibili.


In buona sostanza, si può diventare consumatori critici anche riguardo a ciò che ci spalmiamo addosso!
Ecco due siti di riferimento per farvi un'idea sui prodotti che avete a casa sono il Biodizionario eSaicosatispalmi e www.icea.info . Il materiale raccolto è veramente abbondante e aumenta di giorno in giorno, così come l'interesse per la cosmesi eco-biocompatib.

Fonte: Bioblog.eu

Pubblicato da Fiore

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