DALL' ISTITUTO NAZIONALE DI RICERCA PER GLI ALIMENTI, LE INDICAZIONI SU COME E PERCHé BERE ACQUA

Da sfatare: Per la prima volta, le linee guida per una sana alimentazione dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali prevedono una direttiva specifica per l'acqua. Risulta, infatti, oramai sempre più evidente che, per trattare in modo completo l'argomento nutrizione, è necessario affrontare anche la questione del bilancio idrico dell'organismo, cioè dei bisogni di acqua e delle funzioni che essa svolge.

 Il documento, elaborato con la collaborazione di più di 30 esperti italiani, aiuta quindi a rispondere a molte delle domande che ciascuno di noi si può porre su questo importante elemento e a chiarire numerose false credenze che lo riguardano. Vediamo allora, come suggerito da questa nuova direttiva, quali sono i pregiudizi da sfatare sull'acqua.

• Non è vero che l'acqua va bevuta solo lontano dai pasti.

Bere tanto mentre si mangia allunga di un poco i tempi della digestione (per una diluizione dei succhi gastrici), ma un'adeguata quantità di acqua (non oltre i 600-700 mi al pasto) facilita il processo digestivo.

• Non è vero che l'acqua fa ingrassare.

L'acqua non contiene calorie e le variazioni di peso dovute alla sua assimilazione o eliminazione sono momentanee e ingannevoli.

• Non è vero che bere molta acqua provoca maggiore ritenzione idrica.

La ritenzione idrica, quell'antipatica sensazione di pesantezza che ogni tanto ci colpisce, non dipende dalla quantità di acqua che si ingerisce ma dal sale e da altre sostanze contenute negli alimenti. Bere molta acqua favorisce invece una più rapida eliminazione delle sostanze che non servono al nostro organismo.

• Non è vero che il calcio presente nell'acqua non è assorbito dal nostro organismo.

Ricerche recenti dimostrano il contrario. La capacità dell'intestino umano di assorbire il calcio contenuto nell'acqua e nel latte è analoga.

• Non è vero che il calcio presente nell'acqua favorisce la formazione di calcoli renali.

Anzi, le persone predisposte ai calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell'acqua possa favorirne la formazione.

• Non è vero che l'acqua gassata fa male.

Ne l'acqua naturalmente gassata ne quella addizionata con gas (normalmente anidride carbonica) creano problemi alla nostra salute, anzi l'anidride carbonica migliora la conservabilità del prodotto. Solo quando la quantità di gas è molto elevata si possono avere lievi problemi in individui che già soffrono di disturbi gastrici e/o intestinali.

• Non è vero che le saune fanno dimagrire.

Le saune fanno semplicemente eliminare acqua attraverso la sudorazione. Lo stesso organismo provvedere a reintegrare prontamente le perdite, cosicché nell'arco di poche ore il peso tornerà ad essere esattamente quello di prima.

OGNI GIORNO ACQUA IN ABBONDANZA

Al di là delle credenze da sfatare, uno dei principali consigli “generali” delle linee guida è quello di assecondare sempre il senso della sete e tentare anzi di anticiparlo, bevendo frequentemente e in piccole quantità, mediamente 1,5-2 litri di acqua al giorno. A questo si aggiungono indicazioni specifiche per chi pratica attività fìsica, per i bambini che hanno fabbisogni d'acqua più elevati dell'adulto (approssimativamente pari a 1,5 ml/kcal alimentare introdotta nella giornata contro I ml/kcal/giorno), per gli anziani (che devono abituarsi a bere frequentemente, durante e al di fuori dei pasti, anche quando non avvertono lo stimolo della sete). Inoltre, è bene ricordare che: L'equilibrio idrico deve essere mantenuto bevendo essenzialmente acqua. Bevande diverse – come aranciate, bibite tipo cola, succhi di frutta, caffè, tè – oltre a fornire acqua apportano anche altre sostanze che contengono calorie (ad esempio zuccheri semplici) o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina). Queste bevande vanno usate con moderazione. E sbagliato evitare di bere per timore di sudare eccessivamente (sudare è fondamentale per regolare la temperatura corporea), o di ingrassare (l'acqua come si è detto non apporta calorie). Durante e dopo l'attività fisica si deve bere per reintegrare prontamente e tempestivamente le perdite dovute alla sudorazione ricorrendo prevalentemente all'acqua. In determinate condizioni patologiche che comportano una maggiore perdita di acqua (ad esempio gli stati febbrili o ripetuti episodi di diarrea), l'acqua perduta deve essere reintegrata correttamente.

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ACQUA: NON TROPPO FREDDA

Chi è sempre alla ricerca di nuovi espedienti per dimagrire potrebbe pensare che l'idea, mode in USA, di bere acqua molto fredda sia la soluzione che stava cercando. Il presupposto alla base di questo nuovo mito è che, per portare l'acqua ingerita alla temperatura corporea, l'organismo debba spendere calorie. Ma anche se, in un recente studio (condotto in Germania e pubblicato da “Thè journal of cllnica/ endocrinology and metabolism”) si è osservato che dopo l'assunzione di 500 mi di acqua il consumo energetico aumentava di circa 25 (eco/, e tate aumento ero dovuto in parte proprio alla necessità di portare la temperatura dell'acqua da 22° C a 37° C, ciò non deve indurre o bere acqua gelata nella speranza di consumare più calorie. Innanzitutto perché consumare bibite fredde può essere causa di complicanze importanti, quali la congestione, e poi perché non è il caso di fare sperimentazione su se stessi! E per sapere che cosa succede realmente in condizioni diverse da quelle dello studio, bisognerebbe verificarlo sperimentalmente.

Per saperne di più

Chi volesse leggere questa

nuova direttiva insieme alle altre linee guida,

può consultare il sito www.inran.it

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