Dieta Mediterranea: confronto nel Cilento

Cambia la dieta mediterranea. Il vecchio stile di vita studiato da Ancel Keys non tornerà più, dicono gli esperti. E allora? Un piatto unico per rispondere alle esigenze moderne.

Cambia la dieta mediterranea. Il vecchio stile di vita studiato da Ancel Keys non tornerà più, dicono gli esperti.

E allora? Un piatto unico per rispondere alle esigenze moderne.

Dal Cilento di Ancel Keys il professore Franco Contaldo, direttore del dipartimento di Scienze della
Nutrizione dell'Università Federico II di Napoli, lancia il nuovo stile di vita.

Se ne parlerà durante la manifestazione: “Prodotti di pregio e sviluppo dei sistemi locali. Area del
Bussento- Bussento Felix e dieta mediterranea Comunicare la qualità, produrre la tradizione 8-10 luglio 2005
“.

Si tratta di un tour di tre giorni, nella patria della dieta mediterranea dedicata alla stampa specializzata. Domani, 8 luglio, alle ore 20 a Policastro si parlerà delle ultime novità scientifiche della dieta mediterranea.

All'iniziativa di presentazione parteciperanno:

Gennaro Mucciolo;

gli assessori provinciali Giordano e Martinangelo;

il professore Franco Contaldo della Federico II.

Gli interventi saranno coordinati dal giornalista Luciano Pignataro.

Le abitudini e le scelte alimentari dell'uomo, sottolineano gli organizzatori, sono in continua trasformazione in rapporto alle esigenze ed alle disponibilità ambientali.

L'alimentazione è un comportamento in continua evoluzione che non può pertanto essere schematizzato in qualcosa di statico, immutabile.

Lo stesso vale, dicono i promotori dell'iniziativa, anche per quello che si intende per dieta mediterranea.

Si trattava di una dieta ricca di verdure, legumi, cereali, pochi prodotti latto-caseari e pochi alimenti di origine animale.

Le pietanze erano condite, anche se con parsimonia, con olio di oliva e si faceva ricorso a molte spezie ed erbe aromatiche; infine vi era un discreto consumo di vino, soprattutto rosso.

Oggi c'è la consapevolezza, si legge ancora in una nota diffusa dai promotori dell'evento, che il pregio di questo tipo di alimentazione è dovuto a tanti fattori positivi:

non solo una dieta povera di colesterolo, grassi saturi e sale,

ma ricca anche di fibre vegetali, carboidrati complessi, potassio, vitamine, sostanze antiossidanti.

Insomma un insieme di elementi protettivi per tutte le patologie croniche e degenerative oggi epidemiche come patologie cardiovascolari, metaboliche, alcuni tipi di neoplasie.

Questo tipo di alimentazione si associava poi ad uno stile di vita lavorativa che portava in genere a svolgere un lavoro manuale di media intensità all'aria aperta per molte ore al giorno.

Oggi il lavoro fisico è praticamente scomparso, e si svolge poca attività ed esercizio muscolare anche nel tempo libero.

La riduzione del consumo energetico si è associata anche alla diffusione di prodotti alimentari di facile
preparazione ed acquisto ma totalmente al di fuori di queste tradizioni.

Occorre acquisire la consapevolezza che i fabbisogni energetici si sono ridotti e quindi le preparazioni alimentari e le proposte dietetiche devono suggerire piatti di alto valore nutrizionale ma con bassa densità energetica.

Che cosa fare?

La soluzione è il cosiddetto piatto unico mediterraneo :

un primo piatto di pasta e legumi oppure con un sugo a base di pesce/formaggi o carne magra

seguito da un misto di verdure;

alternativamente un secondo a base di pesce o carni magre, o latticini (scelti tra quelli con minore apporto lipidico);

molte verdure.

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