Donne dal cuore fragile

“E' necessario”, osserva il dottor Oberdan Parodi, direttore dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, “sensibilizzare non solo le donne ma anche i medici al precoce riconoscimento e caratterizzazione del rischio cardiovascolare femminile. La malattia cardiaca in epoca fertile è largamente sottostimata anche dalla convinzione dei medici che le donne siano efficacemente protette: la conseguenza è che molti fattori di rischio cardiovascolare non vengano combattuti. La perdita del cosiddetto ‘ombrello estrogenico' non può che amplificare il problema”.


“L'importanza della menopausa come fattore di rischio”, aggiunge il dottor Giorgio Iervasi, “deve essere tuttavia ancora ben definita. E' noto che in menopausa peggiora l'assetto lipidico e la reattività vascolare con aumento dei valori medi pressori, si riduce la sensibilità all'insulina con secondario incremento di peso ed esposizione al diabete. Il “Position statement” della Società Internazionale della Menopausa del 2004 non prendeva posizione sulla terapia ormonale quale strumento preventivo del rischio cardiovascolare: tuttavia, la recente revisione dello studio WHI ha evidenziato l'effetto preventivo della terapia ormonale sulla malattia cardiovascolare per le donne in post-menopausa recente (50-59 anni) e sintomatiche, orientando verso ‘position statements' recenti più favorevoli. La tendenza emergente per la terapia ormonale vede un costante abbassamento delle dosi proposte, a basso e ultrabasso dosaggio e a una sua personalizzazione in termini di vie di somministrazione. La valutazione dell'efficacia preventiva e dei rischi connessi è tuttavia in fase di valutazione”.

U.S.

Fonte: Oberdan Parodi e Giorgio Iervasi; Istituto di fisiologia clinica del Cnr, Pisa, tel. 050/3153302, e-mail: parodi@ifc.cnr.it; iervasi@ifc.cnr.it

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