Ecologia domestica.

Sono tanti, e conosciutissimi, i rimedi antichi che possono dare un concreto, prezioso contributo alla lotta contro il degrado ambientale. Tra questi alleati c'è l'aceto, capace di grandi cose davvero anche quando si allontana da tavola e fornelli…

 

Difesa dell'ambiente? Un obiettivo importante, che ci riguarda tutti. E, tutti, dovremmo cominciare a cercare di raggiungerlo anche partendo dalle piccole cose, da piccoli gesti che fanno parte della nostra vita quotidiana.
Da una attenta “economia domestica”, ad esempio. Intesa non solo come oculata amministrazione delle sempre più risicate somme che ci troviamo a dover gestire per sbarcare il lunario, ma anche nel senso di insieme di atti necessari per mantenere l'”ambiente” in miniatura racchiuso fra le quattro pareti di casa nostra caldo e accogliente. E, anzitutto, pulito.

Parliamo un po', allora, proprio di questo. Per pulire spazi ed oggetti esistono numerosi (anche troppi!!) preparati industriali, specificamente fabbricati a questo preciso scopo. Un ininterrotto bombardamento pubblicitario sembra imporci pavimenti tirati a lucido, locali perfettamente deodorizzati, rubinetterie splendenti e così via elencando. Quali che siano le esigenze, sugli scaffali di qualsiasi supermercato troverete schierati decine di contenitori assortiti, che dovrebbero (non di rado promettendo quasi un miracolo…) risolvere i vostri – reali o indotti – problemi di igiene domestica.

Ciò che non tutti sembrano ricordare, però, è che almeno qualche volta ci si può sottrarre alle lusinghe di certe sirene del “più bianco (in alternativa: più brillante, più profumato ecc ecc) non si può” o di quant'altro variamente promette di fulminare lo sporco evitandoci la benché minima fatica. Senza che questo possa sia pur vagamente significare che s'è deciso di abitare in una tana maleodorante, e senz'alcuna fatica aggiuntiva, basta ricorrere a prodotti diversi. Prodotti “alternativi”, insomma: ma antichi, conosciutissimi, altrettanto o ancor più facilmente reperibili… però decisamente meno inquinanti, e in pari tempo assai più ' risparmiosi' (in tempo e denaro), di quelli propostici senza tregua. In breve: usandoli si possono coniugare economia ed ecologia, dando un piccolo ma concreto contributo alla lotta contro il degrado ambientale.

Tra i nostri alleati in questo campo possiamo annoverare anche un liquido sicuramente presente in ogni cucina: l'aceto. Sebbene molti di noi vi facciano ricorso solo al momento di condire l'insalata, e stentino quindi a crederci, in verità l'aceto può darci una mano in molte circostanze. Scopriamo, allora, di che cosa è capace quando si allontana dai fornelli. Ecco qualche suo piccolo, utile segreto relativo alle ben collaudate applicazioni nella tradizionale 'routine' domestica.
Per cominciare, è utile come smacchiatore. Per evitare brutte sorprese fate dapprima una prova su un punto nascosto del tessuto, poi tamponate le chiazze con un po' di aceto bianco. Per togliere l'antipatica traccia talvolta lasciata dai deodoranti sulle camicie, prima di lavarle lasciatele immerse in acqua e aceto; sfregate con acqua e aceto, invece, le macchie di calce sugli abiti da lavoro.

E le macchie di fango di cui, grazie ad un automobilista dalla fretta dannata, è costellato l'impermeabile? Fatele asciugare bene e poi raschiatele con cura per quanto è possibile, indi sfregate l'alone rimasto con acqua e aceto ripetendo l'operazione – con soluzioni via via più concentrate – finché scompare. A questo punto, tamponate con acqua pura e fate asciugare prima di riporre l'impermeabile nell'armadio.
Come rimediare, se il gatto o il cane di casa hanno improvvisamente eletto il tappeto o la moquette del salotto a luogo idoneo per far pipì? O, preferibilmente, che fare per ravvivarne i colori che sembrano sbiaditi? Dopo aver verificato su un angolo poco visibile che siano resistenti al trattamento (che per altro è ottimo anche come antitarme), pulire bene con l'aspirapolvere e poi passare uno straccio con aceto bianco seguendo il senso del pelo, senza sfregare troppo e sostituendo il panno a mano a mano che si sporca.

Molteplici, ancora, gli usi da tenere presenti al momento del bucato. Se è molto sporco, aggiungete qualche cucchiaio di aceto – che fungerà anche da ammorbidente – al normale detersivo. Perché non stingano i capi colorati, si può aggiungere qualche cucchiaio di aceto all'acqua dell'ultimo risciacquo. E il maglione di lana a cui tenete tanto? Per evitare che infiltrisca, sciacquatelo con acqua e aceto. Se ad essere di lana sono le coperte, un consiglio: per tornare ad averle molto morbide, dopo il lavaggio immergetele in acqua appena tiepida e aceto. Quanto alla lavatrice, per togliere il calcare dalle tubature si può procedere in questo modo: versare 4 litri di aceto allungato con acqua, e programmare un lavaggio a vuoto a 90 gradi (operazione da effettuare ogni tanto, ma con un solo litro di aceto, anche con la lavastoviglie).

Dopo il bucato, la stiratura e quindi il ferro da stiro. Se i condotti attraverso cui passa il vapore sono ostruiti, per togliere il calcare introducete nel serbatoio – assieme all'acqua – un po& apos; di aceto di vino, dopo di che allacciate l'apparecchio alla rete elettrica: uscendo dai pori, la miscela provvederà a pulirli. Oppure riempite con acqua e aceto in parti uguali, scaldate il ferro e fate uscire un po' di vapore, poi staccate la spina e quando è completamente freddo svuotatelo e sciacquate l'interno con acqua pura. La piastra, invece, può venir pulita semplicemente strofinandola con aceto caldo e sale fine.

Impiegate l'aceto per decalcificare i rubinetti o i lavelli inox; lucidare rame ed ottone (sfregate con sale grosso inumidito con aceto caldo, sciacquate con acqua pura, asciugate con panno molto morbido); lavare finestre, lampadari, ninnoli di vetro o cristallo (acqua e aceto in parti uguali e poi un accurato risciacquo); per il legno (seguendo le venature, usate uno straccio imbevuto d'acqua e aceto se è laccato oppure di olio e aceto in parti uguali se non è verniciato, poi ripassate subito con uno straccio morbido e asciutto); per i pavimenti: lavarli con acqua e aceto, per poi ripassarli con acqua, servirà a far sparire tracce di gesso o polvere dai pavimenti nuovi o nei locali imbiancati di fresco. A proposito: se avete appena ridipinto le pareti, o rinfrescato con una mano di colore la vecchia sedia scovata nel solaio della nonna, oltre ad appendere il cartello “vernice fresca” fatene sparire l'odore disponendo nel locale alcuni contenitori riempiti di aceto. Un trucco, questo, valido anche per combattere l'aria viziata quando – dopo che gli ospiti se ne sono andati – il soggiorno risulta impregnato di fumo.

Se avete il 'pollice verde' (e ancor più in caso contrario…) vi farà piacere scoprire che l'aceto può aiutarvi: le radici delle piante potranno respirare meglio se manterrete puliti i pori della terracotta, spazzolando i vasi con acqua e aceto e poi sciacquando abbondantemente. Per prolungare la durata dei fiori recisi, invece, esiste una 'ricetta agrodolce': prima di disporli nel vaso, sciogliete nell'acqua 2 cucchiai d'aceto ed altrettanti di zucchero.
Mille, inoltre, gli usi per le pulizie in cucina.
Renderete tersi e brillanti bicchieri e bottiglie di vetro o di cristallo lavandoli con acqua e aceto (2-3 cucchiai per litro). Se l'interno di una caraffa resta velato, inseritevi una manciata di sale grosso e un bicchiere di acqua e aceto: scuotete per qualche minuto, risciacquate con acqua pura ed ecco fatto. (Nota bene: anche le lenti degli occhiali torneranno limpide se vi passerete uno straccetto imbevuto di aceto).

Aggiungete qualche cucchiaio di aceto all'acqua per il lavaggio delle stoviglie, per sgrassarle occorrerà meno detersivo e per giunta così risulteranno perfettamente deodorate. In tema di stoviglie: se avete fatto bruciare qualcosa in una pentola, mettetevi tanto aceto quanto basta a coprire la parte bruciata e lasciate agire per mezz'ora (per fare più in fretta si può far bollire l'aceto, da solo o con poca acqua, finché la pellicola si stacca). Per la normale pulizia del frigorifero, passare una spugnetta imbevuta d'acqua e aceto è di gran lunga preferibile all'uso dei detersivi profumati (dopo, ripassate con acqua e asciugate). Un accorgimento per togliere il cattivo odore che spesso s'avverte aprendo il frigo: dopo averlo pulito, riempite una scodellina di aceto caldo e mettetela su un ripiano finché si raffredda (eventualmente si può ripetere l'operazione). Una spugnetta imbevuta di aceto caldo è il rimedio più semplice ed ecologico anche per sgrassare bene le pareti del forno: lasciatelo intiepidire e poi passate la spugna, se necessario più volte, finché scompare ogni traccia d'unto.

Aceto anche per le pulizie nel bagno. Ad esempio per sciogliere macchie di calcare e per il WC (attenzione: mai usarlo mischiato col cloro, e molti detergenti per sanitari ne contengono). Oppure per la cabina della doccia: passate sul vetro una spugnetta ruvida imbevuta di aceto, quindi sciacquate e asciugate molto bene. Se vi fossero tracce di muffa sulla tendina paraspruzzi, lavatela con acqua e aceto (o sale) e riappendetela senza sciacquarla.

Un'ultima notazione, anche se vado un tantino “fuori tema”: come non ricordare, nella stagione delle infreddature, che nell' '800 le brave padrone di casa lasciavano accanto al letto di un malato di influenza una bottiglia aperta di aceto? In questo caso non serviva per essere annusato dal paziente – come invece accadeva a certe grandi dame, magari oppresse dal busto troppo stretto o da un'emicrania più o meno diplomatica, che lo usavano per rinvenire… – bensì ad evitare il contagio a chi lo accudiva o andava a trovarlo.

Rita Rutigliano

Pubblicato su “Consumatori”, n° 5/1994

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