Emicrania? Si previene con le piante

Nausea, vomito, sensibilità alla luce e ai rumori, dolori muscolari, insonnia, sono gli effetti del classico mal di testa, uno dei disturbi più diffusi, capace di compromettere le nostre giornate. Il più delle volte si contrasta con un analgesico, ma nei casi gravi, chi ne soffre può iniziare una cura preventiva aiutandosi anche con rimedi naturali.


“Si conoscono numerosi tipi di cefalea o mal di testa, ma le forme più comuni sono l'emicrania, che interessa soltanto metà del capo e che colpisce sette milioni in Italia; la cefalea di tipo tensivo, dovuta a posizioni scorrette, e la cefalea a grappolo, la più rara, che si manifesta con dolore intenso nella zona orbitale e frontale” spiega il prof. Piergiorgio Pietta, dirigente di ricerca presso l'Istituto di tecnologie biomediche (Itb) del Cnr.
“Gli elementi scatenanti sono diversi, tra questi si possono citare i fattori ormonali (pillola, ciclo mestruale), emotivi (ansia, stress, insonnia), ambientali (variazioni meteorologiche, luci intense ed intermittenti, altitudine). Ma anche l'alimentazione può avere un ruolo determinante. E' il caso di alcuni composti presenti in cibi e bevande: la tiramina (formaggi fermentati, alcuni vini, birra), la feniletilammina (cioccolato), i glutammati (dadi, sughi pronti, salsa di soia e cucina cinese), l'aspartame, i solfiti (in diversi prodotti confezionati ) e i nitrati (negli insaccati e carni in scatola)”.
La prima regola per evitare il fastidio è individuare alimenti sospetti nella propria dieta ed escluderli. E' bene invece assumere cibi ricchi di magnesio che aiuta a prevenire le crisi. Lo troviamo nelle noci, nella frutta secca, nei cereali integrali e nei vegetali a foglia verde. “Il magnesio”, precisa Pietta, “ha un ruolo importante nel rilascio di neurotrasmettitori che possono essere implicati nella cefalea. Per chi soffre di questo disturbo la natura riserva anche il tanaceto (Tanacetum partenium), una pianta che riduce il numero e la severità degli attacchi, grazie all'azione dei partenolidi di cui è ricca. Questi infatti impediscono il rilascio di serotonina da parte delle piastrine e limitano la sintesi di mediatori infiammatori da parte dei leucociti. Se ne consigliano una o due capsule o compresse, reperibili in farmacia o in erboristeria, contenenti 125 mg di estratto secco allo 0,2% di partenolide (dose efficace: 0,25-0,50 mg di partenolide/giorno). Il partenio non va assunto in gravidanza e durante l'allattamento ed è sconsigliato per i bambini di età inferiore ai dieci anni. Non manca di effetti collaterali: può provocare reazioni allergiche sulla pelle e nel cavo orale, che regrediscono rapidamente con la sospensione dell'assunzione. Se il mal di testa è in atto, ma è lieve, lo si può lenire con le compresse di ‘Boswellia carterii', ossia il ‘falso incenso' che ha un'azione paragonabiule a quella dell'aspirina. Tensione e stress sono altri fattori che causano disagio e malessere anche se non sempre sfociano in cefalgia. Meglio evitare il peggio assumendo capsule di melissa e passiflora dalle efficaci proprietà sedative e calmanti”.
E' tuttavia buona abitudine ricorrere allo specialista, evitando di curarsi da soli. Perché ogni mal di testa ha un'origine e una cura specifici.

Sandra Fiore

Fonte: Piergiorgio Pietta, Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, Milano,

tel. 02/26422725, e-mail: piergiorgio.pietta@itb.cnr.it

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