Enrico Caruso e il "giuramento dei vermicelli"

Il celebre tenore napoletano, dall'ugola d'oro e dal palato sopraffino, andava fiero della sua reputazione di ottimo cuoco e di eccellente forchetta.

Enrico Caruso, celebre tenore napoletano, dall'ugola d'oro e dal palato sopraffino, andava fiero della sua reputazione di ottimo cuoco e di eccellente forchetta.

Era un formidabile divoratore di spaghetti e, di tanto in tanto, insegnava ai suoi amici americani il modo più appetitoso per cuocerli e per condirli.

I giornali riportarono la notizia e, ogni volta che egli entrava in un ristorante, ci racconta il pianista Rubinstein, tutti i presenti sospendevano immediatamente il pasto per osservare attentamente e con curiosità in che modo avrebbe mangiato gli spaghetti:
- con la forchetta?
- e tenendola con la mano destra o con la sinistra?
- li avrebbe avvoltolati?
- e come avrebbe tagliato gli spaghetti pendenti?
- col coltello o col cucchiaio?

Una sera, però, Caruso, non essendo dell'umore giusto, s'infuriò nel percepire tanti sguardi addosso:
- gettò sul piatto la forchetta,
- prese una manciata di spaghetti alla pommarola (col pomodoro)
- e se la ficcò nella bocca spalancata,
- macchiandosi faccia, cravatta e vestito!

L'amore per la buona cucina lo aiutò a mitigare una delle pochissime, ma profonde delusioni della sua sfolgorante carriera: reduce dai soliti trionfi, s'esibiva nella sua amata Napoli, accolto con deprimente distacco.

Amareggiato, interruppe immediatamente le recite e pronunciò solenne promessa di mai più cantare a Napoli e di tornarvi solo per mangiare gli adorati vermicelli.

Il fermo proposito fu scrupolosamente osservato passando alla storia come il giuramento dei vermicelli .

Vermicelli alla Caruso
Ingredienti: vermicelli, olio di oliva, spicchi d'aglio schiacciato, peperoncino piccante, prezzemolo tritato.
Mettere in una padella dell'olio di oliva, con aglio schiacciato ed peperoncino.
Appena il tutto comincia ad imbiondire versarci sopra i vermicelli cotti al dente.
Mescolare bene e servire in piatti caldi con una spruzzata di prezzemolo tritato.

A Caruso venne dedicato anche un famosissimo cocktail dal tipico color verde smeraldo, a base di vermouth secco, gin e, soprattutto, crema di menta.

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