Erba della Madonna, una pianta per la chirurgia

In fitoterapia è possibile utilizzare la pianta medicinale secondo varie modalità estrattive, e questo in relazione al tipo di sostanze che vogliamo estrarre ed utilizzare ai fini curativi. Esistono tuttavia dei limiti oggettivi della tecnologia farmaceutica. Talvolta infatti non è possibile estrarre i principi attivi più utili oppure non è possibile mantenerli attivi nel tempo, ad esempio dentro ad una capsula per uso orale o in un gel per uso esterno.


di Fabio Firenzuoli

Un esempio molto concreto ci è offerto dal Sedum. Chiamata anche Erba della Madonna, il Sedum è una pianta grassa alla quale la medicina popolare riconosce virtù emollienti, antiinfiammatorie, antidolorifiche e cicatrizzanti. Il suo nome botanico è Sedum telephium, ed appartiene alla famiglia delle Crassulaceae, e la pianta viene anche coltivata a scopo ornamentale.

Fu un monaco di Vallombrosa, Fulgenzo Vitman, docente anche di botanica farmaceutica, a descrivere per primo le proprietà curative della pianta. E nel 1770 infatti scriveva:

“ulcera detergit, ad cicatricem perducit, tumorem suppurationem promovet et dolores mitigat”

Quindi “deterge, favorisce la cicatrizzazione, rimuove la suppurazione e riduce il dolore”, ma ancora oggi, dopo oltre 300 anni, non è stata trovata una preparazione farmaceutica migliore della stessa foglia fresca applicata direttamente sulla lesione!

Meccanismo d'azione

Le foglie della pianta fresca, private della cuticola della faccia inferiore, vengono poste sopra le piaghe o ulcere o comunque la sede dell'infiammazione, e questa ne favorisce la detersione, favorendone la cicatrizzazione in quanto stimola il processo di granulazione a partire dai bordi. Nei processi infettivi favorisce la flogosi suppurativa, richiamando tutti gli elementi della serie bianca, responsabili dei processi di difesa. Il ultimo, ma è certamente l'aspetto più importante per il paziente, calma il dolore. Responsabili di queste attività sono i polisaccaridi ed i polifenoli presenti nelle foglie.

Indicazioni

Le attuali indicazioni sono state definite in particolare dal dottor Sergio Balatri, l'Autore moderno che ha riscoperto le virtù terapeutiche dell'Erba della Madonna, e che ha in assoluto la maggiore esperienza nel suo impiego nella pratica clinica ospedaliera. E sono rappresentate in particolare dalla piccola patologia chirurgica ambulatoriale:

· patereccio periungueale, foruncoli, idroadenite ascellare, ascessi, mastiti

· complicazioni di ferite, ustioni, difetti di cicatrizzazione

· cisti pilonidale, cisti sebacee suppurate, fistole sottocutanee

· osteiti di piccole ossa

· ulcere flebostatiche

· ipercheratosi plantare, calli

Applicazione

La pianta viene utilizzata soltanto fresca oppure congelata: tutte le altre preparazioni, dalle tinture agli estratti di vario tipo, usati in creme, unguenti o lozioni, sono risultati totalmente inutili! E' pertanto una pianta da tenere in giardino, anche a scopo ornamentale, da usare al bisogno per la piccola patologia chirurgica accidentale domestica. La piantina può esser messa a dimora, anche esposta al sole, e le foglie devono essere raccolte nel periodo di giugno-luglio, staccate una a d una, lavate, asciugate e messe nel congelatore. Quando servono, dopo 5 minuti di esposizione a temperatura ambiente si asporta la pellicola della pagina inferiore e si applicano sulla zona interessata, ricoprendole con un cerotto adesivo. Le foglie devono essere rimosse e sostituite dopo un periodo di 12-24 ore.

di Fabio Firenzuoli

Cautele

Talvolta si verificano reazioni dermatitiche, nel qualcaso la pelle deve essere medicata con pomata all'ossido di zinco.

Nota

Il Dottor Sergio Balatri ha utilizzato l'Erba della Madonna nella sua attività di aiuto chirurgo presso l'Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, ha pubblicato alcuni lavori scientifici sull'argomento, ed è attualmente segretario dell'Associazione San Giovanni di Dio http://www.dada.it/asgdd/sgddh2.htm

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(l'autore è Direttore del Centro di Medicina Naturale, Scuola di Fitoterapia clinica, Ospedale S. Giuseppe, Empoli)

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