Etichetta Energetica dei frigoriferi

Da una verifica della Etichetta Energetica dei frigoriferi e dei congelatori sono emersi dei risultati non incoraggianti.

La scelta degli elettrodomestici che abitualmente utilizziamo all'interno delle nostre abitazioni, non deve essere solamente una questione di prezzo.

Inoltre ciò consente un'analisi, all'atto dell'acquisto dell'articolo, di tutte quelle caratteristiche funzionali, tecnologiche in rapporto al consumo elettrico.


L'etichetta, per una questione di trasparenza, è di solito posta in evidenza ed in un punto ben visibile dell'apparecchio.
In aggiunta si cita che nel 2004 sono state aggiunte, ai frigoriferi e congelatori, altre due classi identificate come A+ e A++, che si affiancano alle altre sette tradizionali.


A questa condizione normativa, fa riferimento l'attività condotta dal progetto ATLETE (Appliance Testing for Energy Label Evaluation), nato nel 2009 per monitorare la corretta applicazione dell'etichettatura in ambito mercato UE, con un test su quaranta diversi produttori di frigoriferi e congelatori.


La verifica si basava su cinque parametri così distinti: consumo di energia, temperatura di conservazione, volume netto, capacità di congelamento e tempo di risalita della temperatura.

Dal controllo è emerso che solamente il 47% dei prodotti esaminati è conforme e, tra le aziende, solo la Whirlpool e la Bosch hanno correttamente etichettato i loro elettrodomestici sia per ciò che riguarda l'efficienza energetica che la capacità.

Questa percentuale sale all'84% se si considerano solo tre dei cinque parametri, e più specificatamente: temperatura di conservazione (ad indicazione della classe di efficienza energetica), consumo di energia e volume netto.


Tra i commenti più autorevoli a questa verifica citiamo quella di Luigi Meli, direttore generale del Cedec (European Committee of Domestic Equipment Manufacturers), che ha posto l'attenzione sui risultanti deludenti e su una attività di controllo più netta per salvaguardare una corretta competizione tra i produttori ed offrire maggiori garanzie di tutela al consumatore.


Fa eco a questa posizione Andrea Ricci, coordinatore del progetto ATLETE, che evidenzia il basso livello di sorveglianza da parte degli stati UE e la necessità di fare tesoro di queste esperienze affinché le autorità pongano un maggiore controllo sull'argomento.

Tutti i risultati del progetto ATLETE sono consultabili sul sito: < BR>www.atlete.eu

Arch. Emanuele Distefano

lavorincasa.it

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