Fibroscan: la nuova ecografia per vedere la cirrosi

Si chiama fibroscan. E' un esame simile all'ecografia, quindi non invasivo, importante nella diagnosi di fibrosi epatica, una situazione che spesso segue ad ogni malattia cronica di fegato con la formazione di tessuto cicatriziale e maggiore probabilità di dar luogo ad una cirrosi. Si tratta di una sonda che si appoggia sulla pelle sovrastante il lobo di destra del fegato stesso.

Se ne è parlato a Milano alle Giornate epatologiche Fade ( Fondazione amici dell'epatologia), cui hanno partecipato i professori Nicola Del Torto, Gaetano Ideo e Michele Sforza. L'esame è destinato ad affiancare la più nota biopsia, ovvero il prelievo di frammenti d'organo da osservare poi al microscopio, con l'introduzione, in addome, di specifici aghi. In Italia sono circa un milione i portatori sani di epatite B ed un milione e mezzo quelli di epatite C. Nelle loro varie manifestazioni, le malattie di fegato nel mondo industrializzato colpiscono il 5 – 6% delle popolazioni. Nel nostro Paese, ogni anno si verificano 20-25 mila decessi a causa di tali affezioni (sopratutto cirrosi e tumore). Nell'ambito della manifestazione, particolare interesse ha suscitato il risultato di una ricerca della Fade sull'importanza del rapporto medico- paziente ai fini della validità della cura. Su circa mille pazienti esaminati, infatti, quelli che interrompono la terapia arrivano ad essere anche il 40-50% del totale, con ovvie influenze negative sulla gestione della patologia in atto. Per contro, nelle situazioni ideali dove il malato viene seguito con attenzione dal medico ed aggiornato sulla terapia che sta seguendo, l'abbandono della cura si aggira in media intorno solo al 10%.

Fonte:www.kwsalute.kataweb.it

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