Filtri per l'acqua fuori norma

Passano i mesi e gli anni, ma nessuno si muove: risale al 2003 la nostra segnalazione al ministero delle Attività produttive dei cattivi risultati in materia di sicurezza igienica di alcuni filtri domestici per “purificare” l'acqua (AC 164, ottobre 2003).

 Il ministero delle Attività produttive, dopo ben cinque mesi, ha trasmesso la segnalazione al ministero della Salute. Il quale, nel giro di un mese, si è limitato a informarlo che nessuno dei filtri da noi denunciati risultava approvato dal ministero della Salute stesso. Questo – inspiegabilmente, solo a dicembre 2005 – ci ha a sua volta comunicato il ministero delle Attività produttive. E si è dichiarato non più competente alla trattazione del problema, rimpallandolo sul ministero della Salute. Il quale, nel frattempo, tace. Mentre i filtri a rischio restano sul mercato. Al ministero della Salute abbiamo nuovamente rivolto una precisa richiesta di chiarimenti, non mancheremo di tenervi informati sugli svolgimenti. Nell'inerzia governativa, si muove la Magistratura: a gennaio 2006 il pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello ha aperto un' inchiesta sull'acqua filtrata servita nei ristoranti; come riporta la stampa, ha indagato una ventina delle trenta aziende specializzate nel commercio di filtri per acqua. Da questi filtri infatti spesso esce acqua peggiore di quella dell'acquedotto (lo abbiamo dimostrato con un'inchiesta pubblicata suAC 173, luglio/agosto 2004), fatta pagare ai clienti quanto la minerale. Una pessima abitudine di molti ristoratori, da noi più volte denunciata su queste pagine.

Tratto da: Altroconsumo N° 190 Febbraio

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