Ginkgo biloba e memoria, partita aperta

Il Ginkgo biloba, albero d'antichissime origini (è considerato un fossile vegetale vivente), le cui foglie vengono adoperate dalla Medicina Tradizionale di molti popoli asiatici nella cura di molti disturbi e, tra questi come tonico della mente e per migliorare la memoria, secondo un recente studio non porterebbe sostanziali benefici su quest'ultima indicazione. Lo studio, pubblicato sul Journal American Dietetic Association (marzo 2007), dimostra che il ginkgo, somministrato per un breve periodo, non porterebbe alcun beneficio alle funzioni cognitive (e tra queste la memoria, l'attenzione, la percezione) di persone anziane in buona salute.


Il prodotto oggetto dello studio, e ciò rappresenta un particolare non secondario, conteneva non solamente Ginkgo biloba (160 mg) ma anche 68 mg di noce di cola e 180 mg di acido decosahexaenoico. Associazione, questa, che potrebbe condizionare l'efficacia del ginkgo presente in questo tipo di prodotto. Lo studio ha coinvolto novanta persone, tra uomini e donne in età compresa i 65 e gli 84 anni, senza che questi manifestassero alcun tipo di demenza o di depressione, né tantomeno assumevano farmaci o sostanze psicoattive.
La sperimentazione, condotta con metodo scientifico e durata quattro mesi, ha dimostrato che questo prodotto a base di ginkgo è sicuro, non influisce sulla funzione piastrinica e non migliora né la funzione cognitiva né la qualità della vita.
Secondo i ricercatori (Michigan State University) ulteriori studi sono necessari sia per valutare le variazioni del dosaggio del ginkgo (anche in associazione ad altre sostanze), nonché le varie interferenze farmacologiche. Più confortante è il risultato ottenuto da alcuni studiosi francesi sugli effetti di un estratto di foglie di Ginkgo biloba (estratto standardizzato EGb 761) sull'indebolimento della memoria, sulla demenza, mortalità e sopravvivenza senza demenza. Lo studio (pubblicato sul Journal American Geriatrics Society; marzo 2007) è stato condotto per tredici anni su 3534 persone di 65 anni,ed oltre, di età.
La buona notizia è che il consumo di questo estratto di ginkgo potrebbe aumentare la probabilità di sopravvivenza delle persone anziane. L'esecuzione di più scientifiche ricerche più scientifiche a sostegno di questi preliminari risultati è, per gli autori dello studio, una vera necessità.

di Roberto Suozzi

Fonte: www.repubblica.it

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