Glicine, forza e profumo

La fragranza dolce e persistente, la vita plurisecolare e la capacità di crescere praticamente ovunque: sono solo alcune delle doti di questa pianta che celebra la primavera con la sua incantevole fioritura.

Anche una metropoli come Milano ha la sua primavera, e gli sguardi meno frettolosi, rivolti verso l'alto, possono cogliere la bellezza delle facciate di certi palazzi, sotto l'abbraccio di un glicine alto decine di metri. E lo stesso miracolo accade a Roma, Bologna, Palermo… perché il glicine si è trovato benissimo nel nostro Paese, al Nord come al Sud, ed è una di quelle poche piante che tutti conoscono per nome.

Sono numerosi i glicini plurisecolari presenti sul nostro territorio. A Santa Margherita Ligure, nel giardino della Cervara (Abbazia di San Gerolamo), il pergolato è coperto da un immenso, vecchissimo glicine. All'epoca del restauro, qualche anno fa, dopo un periodo di abbandono, la pianta era crollata a terra ed è stata risollevata e rimessa in sede grazie a un complesso e delicato lavoro che ha richiesto l'impiego di una grande gru, dato il peso delle poderose ramature. Glicini di impressionante bellezza ed età sono visibili a Villa Carlotta, sul lago di Como, e in quasi tutti i parchi e giardini della zona prealpina, perché in passato non c'era villa senza glicine, e pare che sia stato proprio un glicine a stregare George Clooney convincendolo a comprare l'ormai famosa dimora lacustre di Laglio.

Chi percorre la bella strada pedemontana che da Reggio Emilia porta a Parma e su in collina fino alla medievale rocca di Torrechiara, in primavera può ammirare innumerevoli glicini sulle case e sui muri delle cascine, molti dei quali nell'incantevole e insolita veste bianca. Ma questa pianta dalle grandi doti di adattabilità vive e prospera anche in ambiente mediterraneo, offrendo la sua chioma folta a chi desidera creare un'oasi di riparo dal sole. è infatti una delle specie preferite per la copertura di pergole, in quanto i possenti rami crescono rapidamente e, se sono condotti con pazienza e potati con regolarità, si sviluppano bene sulle superfici orizzontali formando un intrico fitto e bellissimo da vedere anche in inverno, quando, privo di foglie, il legno contorto assume il valore di una scultura vegetale.

Forza e bellezza

II glicine porta, botanicamente, il nome dello studioso e scienziato Caspar Wister, che lasciò la natìa Scozia per Philadelphia dove, all'inizio del XIX secolo, lavorò lungamente in ospedale. Fu pioniere nel sostenere la necessità delle campagne di vaccinazione e di igiene, come deterrente contro le malattie epidemiche, in un'epoca in cui questo atteggiamento era considerato una stravaganza con qualche sottofondo di magia nera. E proprio nell'aiutare gli altri diede la sua vita: morì di febbre gialla curando gli ammalati del suo ospedale. L'amico botanico Thomas Nuttall volle onorarlo dedicandogli questo nuovo rampicante che cominciava a interessare giardinieri e paesaggisti, affascinati dalla fioritura spettacolare dal profumo dolcissimo. Due sono le specie più diffuse, quella cinese, Wisteria sinensis, e la giapponese W. floribunda, che arrivò in Europa solo intorno al 1830, molto elegante per i grappoli lunghi e radi, ma meno profumata. Esistono anche alcune specie di origine americana, ma non hanno avuto diffusione a livello florovivaistico. Nessun altro rampicante vanta la distruttiva forza del glicine, i cui tronchi possono stritolare ringhiere in acciaio fino a piegarle, e allungare le radici fino a sollevare pavimentazioni o smuovere tubature idriche. Questa incredibile forza fa da contrappunto alla delicata, incantevole bellezza della fioritura. Il notevole lavoro necessario per le periodiche potature e per raccogliere l' incredibile quantità di foglioline secche che rilascia in autunno, è compensato da questa bellezza e dalla sua chioma ombreggiante. La coltivazione non presenta particolari difficoltà, perché tollera il gelo, accetta il suolo neutro o leggermente calcareo (ma se c'è molto calcare le foglie possono sbiadire o essere soggette a clorosi) e, dote molto importante oggi, resiste bene anche in situazioni metropolitane e all'inquinamento. Non si ammala facilmente e anche le infestazioni di afidi raramente raggiungono una gravita tale da compromettere l'esemplare. Anche l'irrigazione non costituisce un grande problema, perché gli esemplari adulti allungano le loro radici in profondità, al riparo dalla secchezza superficiale. Più che l'aridità estiva, è da evitare quella autunnale, quando si stanno formando le gemme da fiore. E bene invece irrigare generosamente in primavera gli esemplari giovani, per favorire uno sviluppo rapido dei getti che si desiderano conservare, indirizzandoli opportunamente prima che, lignificando, risultino inamovibili dai supporti ai quali si sono aggrappati.

In vaso, il glicine può creare qualche difficoltà. La sua vigoria richiederà infatti nei primi anni un rinvaso frequente, e in seguito, quando non risulta più possibile cambiare il vaso con uno più grande, occorre rinnovare ogni anno lo strato superficiale del terriccio. La fioritura può essere inferiore alle aspettative. I problemi sono minori con le specie e varietà a sviluppo più modesto, come la 'Am Fall', dalla ricca fioritura su una ramatura compatta e poco invadente: è la soluzione consigliata a chi ha poco spazio e non vuole rinunciare all'incanto di questa meraviglia.

I mille modi per far crescere un glicine

• La versatilità e l'attitudine a sopportare le potature, adeguandosi alla forma che viene impostata, ha consentito al glicine di soddisfare le attese di giardinieri, paesaggisti e bonsaisti. è infatti una specie idonea a essere lavorata a bonsai, anche se con pazienza e perseveranza.

• Per ottenere la rapida copertura di un muro, si possono usare dei cavi d'acciaio fissati in orizzontale o in verticale, distanziandoli circa 30 cm: serviranno come base per la legatura dei getti. Wisteria sinensis è la specie più idonea per la copertura delle superfici verticali come muri e ringhiere, in quanto la vegetazione è folta e i grappoli di fiori sono corti e compatti. Wsterio fìorìbunda e le altre specie o varietà con grappoli di fiori lunghi sono invece suggerite per archi e pergole: l'effetto “festone” risulta spettacolare, in quanto le infiorescenze pendono oscillando alla brezza, non ostacolate dal fogliame.

• La specie di origine cinese, particolarmente vigorosa, può arrivare a coprire molti metri quadrati: non è raro che un esemplare riesca ad allungarsi in orizzontale per 30, 40 o persino 50 metri, crescendo in altezza fino al quarto- quinto piano di un palazzo.

• è possibile ottenere anche un glicine 'autoportante', in forma di alberello, senza bisogno di supporto. Questa forma, molto decorativa, richiede però interventi regolari di potatura e mantenimento, altrimenti prevale l'attitudine della specie a ricadere o arrampicarsi su un supporto.

• II glicine non trova difficoltà ad arrampicarsi su alberi e conifere, e l'accoppiata risulta spettacolare al momento della fioritura, ma alla lunga la vigoria del glicine può mettere in difficoltà la sua pianta ospite, sia per il maggiore assorbimento di elementi nutritivi dal suolo, sia perché il fogliame folto arriva a soffocare l'ospite togliendo aria e luce.

Se il glicene fiorisce poco

• Uno dei problemi più frequenti che si verificano sul glicine è la fioritura poco soddisfacente.

• Gli esemplari ottenuti da seme sono molto lenti ad arrivare alla maturità e possono passare decenni prima di vederli fiorire, a differenza di quelli   ottenuti per margotta, il metodo di riproduzione consigliato a livello domestico, o per innesto, metodo normalmente utilizzato per la riproduzione vivaistica.

• Una delle ragioni della mancata fioritura può essere legata a eccessive concimazioni azotate. I glicini adulti ospitano sulle radici batteri simbiotici

capaci di fissare l'azoto nel terreno: un sovradosaggio 'spinge* la produzione di foglie a scapito di quella dei fiori.

• Acquistare un esemplare che già porta qualche fiore, preferibilmente presso un vivaista serio e specializzato, può dare maggiore sicurezza circa la possibilità

di vederlo presto fiorire generosamente, una volta trapiantato a dimora.

Come “domare” il glicine

 Lo scopo della potatura del glicine è quello di ottenere un'omogenea copertura dello spazio riservato al suo sviluppo, evitando così una crescita scomposta o eccessiva e favorendo una fioritura abbondante e di lunga durata. Nei giovani esemplari, lo spazio tra i tralci dev'essere mantenuto intorno ai 45- 60 cm, sfoltendoli negli anni successivi: ciò favorisce l'ingrossamento dei rami principali. II glicine, se ha spazio a volontà, da adulto non richiede potatura, ma gli esemplari che vengono regolarmente potati in estate e inverno danno una fioritura più ricca e abbondante, e di maggior durata. Il taglio estivo va fatto circa due mesi dopo la fioritura, quindi in giugno – luglio, accorciando i nuovi steli dell'anno a 30 cm dal punto di origine dai rami principali; non potate quelli che volete far allungare per migliorare la ramatura dove è impoverita, o per sostituire tralci che vanno eliminati perché spezzati o troppo radi. E appunto sui tralci accorciati in estate, nati dal legno dell'anno precedente, che si formeranno i fiori la primavera successiva.

 Nel tardo inverno è facile riconoscere le gemme da fiore, grosse e turgide, da quelle che danno steli fogliari, più piccole e sottili; vanno accorciati nuovamente i getti potati nell'estate precedente, che si erano allungati in agosto-settembre, lasciando su ciascuno 3-4 gemme. Effettivamente, questo tipo di intervento richiede pazienza e un notevole lavoro se si tratta di grandi esemplari, ma si ottiene così una fioritura molto compatta e una vegetazione estiva composta. Mantenendo questo ritmo, si riduce il rischio che la ramatura divenga invadente, troppo allungata e difficilmente accessibile perché fittamente contorta o mescolata con altra vegetazione di alberi e arbusti vicini.

Di   Lorena Lombroso

Tratto da: Giardinaggio Anno 7 n°4 Aprile 2008

 

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