Il cammino a ritroso del botox

SALUTE, lo studio dei ricercatori dell'Istituto di neurofisiologia del Cnr di Pisa. Scoperta una preoccupante proprietà della tossina, in grado di risalire il sistema nervoso e diffondersi nel corpo .

 

PISA - Il botox potrebbe risalire il sistema nervoso e danneggiarlo. A scoprire il preoccupante effetto collaterale della tossina è stato un team di ricerca dell'Istituto di Neurofisiologia del Cnr di Pisa, guidato dal ricercatore Matteo Caleo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul numero di aprile del Journal of Neuroscience. La tossina prodotta dal Clostridium botulinum, una delle più velenose note all'uomo ( 450 grammi diffusi nell'aria basterebbero a sterminare la popolazione umana) ha la proprietà di interrompere le comunicazioni tra le cellule nervose e viene utilizzata in medicina per diversi scopi. Ne sono conosciute applicazioni per il trattamento di alcuni tipi di strabismo, di emicrania e di alcune forme croniche di spasmi muscolari. La recente adozione del botox per applicazioni locali mirate all'eliminazione delle rughe ne ha poi aumentato grandemente l' uso.

SERENDIPITà – Il team guidato da Caleo ha scoperto la preoccupante proprietà del botox mentre stava studiandone la possibile applicazione per la cura dell'epilessia. «è stata una questione di serendipità (lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra) ” dichiara Caleo a Corriere.it ” come spesso accade nella ricerca scientifica.” I ricercatori italiani, infatti, verificando l'effetto della tossina sulle cavie epilettiche, l'hanno ritrovata in parti del corpo in cui non l'avevano mai iniettata. «Era convinzione comune che la tossina botulinica avesse un'azione locale, e interrompesse solo le sinapsi vicine al punto in cui viene iniettata. Invece no, abbiamo scoperto che risale lungo il fascio motorio e, giunta al moto-neurone, si diffonde attraverso gli altri ingressi sinaptici». Insomma, il botox non si ferma sottocute ma risale il sistema neuro-muscolare e da lì si propaga al resto dell'organismo.

ATTENZIONE E ALLARMISMI - Pur non volendo generare allarmismi, la scoperta ha risvolti inquietanti: Caleo conferma infatti che il botox utilizzato nella ricerca è una soluzione purificata, la stessa che spesso viene usata anche per i piccoli interventi di chirurgia estetica. «Ci sono anche soluzioni in commercio che contengono delle proteine accessorie ” prosegue il caporicerca ” che stando alla campagna stampa delle case farmaceutiche aiutano a stabilizzare la tossina e a limitarne localmente gli effetti. Ma sull'attendibilità di questa funzione di non meglio specificate proteine accessorie c'è da dubitare, vista la scarsità di ricerche attendibili». La letteratura scientifica è invece piena di casi di modificazioni del sistema centrale successive all'introduzione del botox nell'organismo, ma finora si erano interpretate queste anomalie come un rimodellamento plastico dovuto all'interruzione di comunicazione con alcune cellule nervose. La scoperta del team del Cnr di Pisa invece attribuisce le modificazioni al percorso a ritroso compiuto dalla tossina. Nelle scorse settimane la Food and Drug Administration, organo preposto alla sicurezza sanitaria dei cittadini americani, ha avviato un'indagine sui decessi relati all'uso di botox. Il contributo di Caleo e dei suoi colleghi potrebbe quindi gettare nuova luce sui casi.

Gabriele De Palma

Fonte: corriere.it/salute

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