Il diabete nella storia

Il diabete è rimasta una malattia relativamente rara finché lo zucchero non è diventato un genere alimentare a basso costo (circa nella seconda metà del presente secolo). Da almeno quattromila anni, però, la condizione patologica del diabete è conosciuta in campo medico, e la prima evidenza storica è riportata nel papiro egizio di Ebers, scritto intorno al 1550 Avanti Cristo.


Diabete: “dia” = attraverso “bete” = passare

dal greco

 

Successivamente, testi indiani risalenti al 800-600 Avanti Cristo riportano casi di diabete, mentre la malattia era ben conosciuta nelll'antichità classica greca e romana.

La conoscenza del diabete nell'antichità classica fu sintetizzata nei lavori del medico ellenistico Areteo di Cappadocia (120-200 Dopo Cristo), che scrisse un trattatello “Sul diabete”. Questo lavoro rimase un classico testo per l'insegnamento e la pratica medica del diabete sino al milleottocento. Infatti, l'illustre medico italiano Giovan Battista Morgagni (1682-1771) scrisse nel 1761 vari capitoli dedicati alla descrizione, diagnosi, terapia e persino le cause (patogenesi) della malattia diabetica nelle sue varie manifestazioni. La maggior parte delle informazioni riportate dal Morgagni risalgono chiaramente ad Areteo e l'unico sostanziale innovamento riguardava cenni alla restrizione dietetica dei pazienti, che non era descritta nei testi classici. Inoltre, il Morgagni scrisse con grande intuito scientifico: “La causa (del diabete) non può essere una”.

Questa frase accuratamente descrive lo stato attuale delle conoscenze sulla patogenesi del diabete, che è considerato avere molteplici origini.

Cronologia

1500 A.C. – Il Papiro di Erbers degli antichi egiziani fornisce un certo numero di rimedi per combattere l'eccessivo bisogno di urinare (poliuria).

Gli Indù nell'Ayur Veda riportavano che gli insetti e le mosche erano attratti dalle urine di alcune persone, che tali urine avevano un gusto dolce, e che questo era associabile a certi disturbi.

1000 A.C. – Il padre della medicina in India, Susruta, Indù, diagnosticò il Diabete Mellito (DM).

Gli antichi greci non sapevano come trattare il DM. In seguito, Celsus e Galen descrissero la condizione patologica “diabete”, mentre Aretaeus definì la differenza tra DM e Diabete Insipido (DI), un raro disturbo caratterizzato da poliuria e sete intensa.

276 A.C. – Demetris di Apamea perfezionò la diagnosi di DM.

230 A.C. – Caelius Aurelianus disse che Apollonio di Memphis coniò il termine “diabete”. Apollonio pensava che fosse una forma di idropisia.

Paolo di Aegina rifinì ulteriormente la diagnosi di “dypsacus” (diabete), associata con debolezza dei reni ed eccessiva sudorazione del corpo, che portava alla disidratazione. Egli prescriveva un rimedio a base d'erbe (indivia, lattuga, inula hellenium, succo di polygonum aviculare) e pesce di scoglio in vino rosso e decotti di datteri e mirtilli da bere nella prima fase della malattia, seguiti da cataplasmi all'ipocondrio sopra i reni consistenti di aceto, olio di rose ecc. Egli metteva in guardia contro l'uso di diuretici, ma permetteva il taglio delle vene.

45-117 D.C. – Aetius prescriveva una dieta rinfrescante, vino diluito e applicazioni refrigeranti ai reni come cura per il DI. Negli stadi successivi del diabete proponeva l'uso di oppiacei e mandragola.

865-925 D.C. – Lo scrittore arabo Rhazea tradusse e divulgò gli scritti indiani sul DM.

900-1037 D.C. – Avicenna proponeva farmaci in grado di provocare il vomito e di stimolare la produzione di sudore, consigliava di evitare cibi o sostanze diuretiche e indicava ai suoi pazienti di praticare esercizio fisico (in particolare equitazione) per “adoperare un leggero massaggio”. Negli stadi successivi del DM raccomandava bagni tiepidi e vino aromatico.

Il musulmano Hali Abbas credeva che il DM fosse causato da un eccesso di calore nei fluidi corporei.

1257 D.C. – I medici prescrivevano l'uso di purganti per alleviare la tensione sui reni e di farmaci astringenti e refrigeranti.

1501-1576 D.C. – Cardona misurò la quantità di fluidi assunti ed emessi e vi trovò una grande discrepanza, concludendo che i pazienti diabetici perdevano più acqua di quanta ne assumessero a causa di una qualche ragione sconosciuta.

1622-1675 D.C. – Vi fu una riscoperta dei lavori del medico indù Susruta. Si credeva che il DM fosse dovuto a cambiamenti degli umori del corpo e ad eccessi nel bere. Si teorizzò che il DM fosse una malattia del sangue. Come rimedio si prescrivevano astringenti.

1798 D.C. – John Rollo attestò la presenza di zucchero in eccesso nel sangue.

1813-1878 D.C. – Claude Bernard ipotizzò che il DM fosse causato dalla glicogenolisi (scissione) del glicogeno immagazzinato nel fegato.

1816-1876 D.C. – L. Traube si accorse che l'ingestione di carboidrati e la loro digestione faceva aumentare la quantità di zucchero nelle urine. Se si interrompeva l'assunzione di carboidrati scompariva la maggior parte di tale zucchero.

1889 D.C. – Mehring e Minkowski indussero il DM in alcuni cani asportando loro il pancreas.

1921 D.C. – Banting e Best scoprirono che l'insulina era prodotta da alcune cellule del pancreas.

DEFINIZIONE E TIPI DI DIABETE

Il diabete è una malattia che si divide in due tipi:
a) Tipo 1, mellito o insulino dipendente.
b) Tipo 2, o insulino indipendente.

Diabete Tipo 1, mellito o insulino-dipendente

E' una malattia autoimmunitaria, un virus attiverebbe una risposta autoimmune, responsabile della distruzione delle cellule Il nostro corpo distrugge le cellule ß Beta del pancreas che sono le preposte alla secrezione dell'insulina, un ormone ipoglicemizzante. Quando avviene questa mancanza di cellule Beta si ha un aumento della glicemia che è un accumulo eccessivo di glucosio nel sangue, con conseguente mancato smaltimento di zuccheri.
Senza l'insulina, il nostro organismo non assorbe lo zucchero che ingeriamo, necessario per realizzare il lavoro quotidiano (per esempio: le cellule cerebrali si alimentano in sostanza solo di glucosio), quindi ci sentiamo deboli, i muscoli non ricevono l& apos;energia necessaria, sentiamo una sete tremenda. La soluzione è la somministrazione d'insulina. Per questo motivo noi diabetici di tipo 1 dobbiamo iniettarci l'insulina.


La terapia

consiste in varie iniezioni nel giorno (le terapie sono differenti per ciascun paziente, ogni organismo risponde in maniera differente a stessi stimoli), con insulina ad azione rapida e ad azione lenta.
Attualmente la scienza è riuscita a sviluppare un microcomputer (Microinfusore da insulina) capace di somministrare piccolissime dosi d'insulina durante le 24 ore (si programma secondo il paziente), e prima dei pasti si programmano i “boli” (dosi d'insulina secondo la glicemia).
Questo ci permette di avere una vita più normale, le iniezioni si riducono ad una ogni tre giorni, per inserire il set nel sottocute.

Diabete di tipo 2, o insulino-indipendente

In questo tipo di diabete l'insulina non manca del tutto e molte volte si trova in eccesso, però c& apos;è un malfunzionamento: alcuni organi come il fegato, i muscoli, che rispondono all'insulina, non sono in grado di utilizzare lo zucchero che circola nel sangue, risponde poco allo stimolo dell'ormone.
In questo tipo di diabete esiste un disturbo ricettoriale in periferia, perciò lo zucchero non è utilizzato come dovrebbe esserlo. Esistono fattori che predispongono a questo tipo di diabete come: l'età (oltre i 40 anni), l'obesità, la contemporanea disfunzione d'altre ghiandole ed un tipo di vita sedentario.
Questo è il tipo di diabete più frequente e n'è affetto il 3% della popolazione.

La terapia

  è in una dieta adeguata, costante esercizio fisico, quando ciò non è sufficiente, si devono somministrare farmaci ipoglicemizzanti, che permettono di avere una maggior quantità di recettori per l'insulina.

I sintomi del diabete mellito

Una volta che oltre il 90% delle beta cellule del pancreas sono state distrutte, l& apos;organismo non è più in grado di regolare i livelli di zucchero nel sangue e il paziente sviluppa alcuni dei sintomi classici del diabete:

· Sete eccessiva

· Eccessiva minzione ( orinazione)

· Eccessiva fame

· Perdita di peso

· Affaticamento, stanchezza

· Visione sfuocata, offuscata

· Glicemia alta

· Zucchero e chetoni nelle urine

· Infezione da funghi vaginali nelle giovani (anche nella pima infanzia)

Mentre i sintomi appaiono improvvisiamente, lo sviluppo della malattia richiede tempi molto lunghi.

A COSA SONO DOVUTE QUESTE MANIFESTAZIONI?

Il glucosio non è normalmente presente nelle urine, perché il rene funge da “filtro” contro il passaggio dello zucchero dal sangue all'urina.
Tuttavia, quando il contenuto di glucosio del sangue è troppo elevato, lo zucchero comincia a “sfuggire” al filtro renale e compare nelle urine, dove può essere dosato con un normale test di laboratorio.
Il glucosio non può essere concentrato nelle urine, e viene così eliminato disciolto in una grande quantità di acqua. Per tale motivo le urine sono aumentate di volume, e contengono glucosio (fenomeno che prende il nome di glicosuria).
Questo giustifica l'aumento dell'attività urinaria del paziente diabetico.
La perdita di grandi quantitativi di acqua spiega anche come mai il soggetto diabetico presenti spesso anche un'intensa sete e segni di disidratazione (pelle secca).

LE COMPLICAZIONI

Il diabete di tipo II è caratterizzato da un incremento della glicemia, ovvero del tasso di glucosio nel sangue. Un aumento del glucosio nel sangue ritrovato ad un valore sufficientemente elevato (1,4 gr/l) e a più riprese basta a diagnosticare il diabete.
Siccome il tasso di glucosio nel sangue varia a seconda dei pasti (aumenta dopo i pasti, diminuisce col digiuno) si prende come riferimento la glicemia a digiuno, ovvero quella determinata al mattino prima che si assuma del cibo. Il tasso di glucosio nel sangue viene misurato con diverse tecniche, che danno dei risultati abbastanza differenti, ma una piccola variazione (di qualche punto per cento) in fondo non è così significativa. Il valore normale (a digiuno) è al di sotto di un grammo per litro, ovvero (facendo le proporzioni) un milligrammo per millilitro, o “1mg/ml”.

Vi è una forma particolare di diabete, che esordisce nelle donne gravide, e anche per questo rimando a trattati specialistici. Si può dire che il diabete come tale non dà dei grossi sintomi, e che i problemi che da siano legati a delle “complicazioni” che colpiscono gli organi più disparati.

Da qui l'importanza della prevenzione e della massima diffusione da dare alle informazioni relative a questa malattia. Spesso quando si manifestano alcune “complicazioni” è troppo tardi per una cura radicale, e si va incontro a conseguenze gravissime. E' importante evidenziare uno degli aspetti più incomprensibili del diabete; un problema che da solo dimostra come dobbiamo conoscere ancora la vera natura del diabete. Si tratta d questo: le complicazioni più temibili del diabete (quelle oculari e quelle renali) non paiono correlate in assoluto con il tasso di glucosio del sangue.

Ne consegue che certe gravissime conseguenze possono nascere in persone che hanno un diabete più mite di altre, che invece hanno un diabete forte ma che non hanno conseguenze serie. Si dubita anche che le persone che abbassano la glicemia più di altre si mettano al riparo per questo dalle conseguenze peggiori. Ma comunque si tende a ridurre quanto più possibile la glicemia, fino al target di riportarlo entro i valori della norma.

Più sopra parlo di complicazioni del diabete mettendo la parola “complicazioni” tra virgolette, perché secondo molti esse non sarebbero delle complicazioni vere e proprie, ma farebbero parte della sindrome diabetica in sè. Questione accademica che poco importa in questa sede. vediamo dunque quali sono le conseguenze o le complicazioni del diabete mellito.

I-complicazioni oculari

Sono tra le peggiori e tra le più comuni. Vi sono diverse conseguenze, quali la colorazione grigiastra dei vasi della retina, predisposizione ad emorragie e infezioni, eccetera. Ma i problemi maggiori sono due: 1-cataratta. La vera cataratta diabetica è rara, ma si assiste molto frequentemente ad una cataratta simile a quella delle persone anziane, ma che si manifesta nei diabetici in età più bassa. Ricordiamo che la cataratta è caratterizzata dall'opacizzazione del cristallino. 2-retinopatia diabetica. Vi è un tessuto fibroso che prolifica a livello della retina, e che può portare ad un'alterazione di questa anche importante. Si può assistere ad una forte diminuzione della vista.

II-complicazioni renali

Il rene è un bersaglio di elezione per il diabete. I problemi principali sono di due tipi: 1-predisposizione alle infezioni urinarie. Sono infezioni molto comuni, e può trasformarsi in una degenerazione del rene e insufficienza renale. 2-una malattia renale chiamata “glomerulo-sclerosi intercapillare” caratterizzata da segni rilevabili con esami di laboratorio e con segni di tipo generale. I primi sono: a-perdita di sangue con le urine. In genere la quantità di sangue persa è molto ridotta, e non si ha nè anemia nè è possibile apprezzarlo ad occhio. Si riscontra il sangue solo con l'esame delle urine. b-passaggio di albumina nelle urine. Anche l'albumina viene rivelata con esami di laboratorio sulle urine o con l'uso di uno stick. c-cilindruria. I cilindri si riscontrano con l'esame microscopico delle urine. Vi sono poi i segni generali, di per sè generici ma che possono far sospettare la malattia. Essi sono a-l'ipertensione. Purtroppo è un sintomo aspecifico e comune a molte altre malattie. b-edemi. Anche in questo caso non sono poche le malattie che generano questo ingrossamento di certe parti del corpo dovuto al fatto che vi si trattiene acqua.

III-complicazioni cardiovascolari

Anche qui come nel caso della cataratta, si tratta di alterazioni che sono tipiche delle persone anziane, ma che nel diabetico appaiono prima e in età più precoce. Sono segni che compaiono comunque dopo una lunga evoluzione del diabete, e non appena questi sorge. 1-I problemi sono costituiti da crisi cardiache dolorose dovute a scarsa irrorazione del sangue (crisi anginose), infarto, ipertensione, ecc. ovvero le classiche malattie del cuore e dei grandi vasi. 2-Assieme a queste vi è un segno piuttosto caratteristico, che è poi causa di gravi conseguenze. Si tratta della cosiddetta “angiopatia diabetica”. Si ha un'arteriosclerosi dei grandi vasi della gamba, che irrorano male la gamba e il piede. Ci si accorge all'inizio solo perchè un piede assume una temperatura ridotta rispetto all'altro. In un secondo stadio appare una lesione ad un dito del piede, che si trasforma in gangrena che si estende più o meno velocemente al piede e all'arto inferiore. A tutt'oggi il diabete è una delle maggiori causa delle amputazioni. Le lesioni ai piedi si infettano molto facilmente.

IV-complicazioni ed infezioni cutanee o delle mucose

E' stato già detto che il diabetico va incontro molto facilmente ad infezioni delle vie urinarie. Sono infezioni subdole, di difficile cura e magari che scorrono inosservate. La stessa cosa può dirsi anche di altre infezioni cutanee. a-infezioni. A volte il sintomo è solo quello di alcuni foruncoli, oppure si ha una infezione di Candida Albicans, che può dare prurito o restare a lungo con scarsi sintomi. La candida si localizza sopratutto sulle mucose genitali. Nell'uomo il suo riscontro è un indizio che da solo deve far sospettare il diabete. b-prurito. Si registra spesso. c-xantomi. Vi possono essere delle formazioni alle palpebre, delle macchie alle piante dei piedi o alle palme delle mani. Sono segni associati ad un aumento del colesterolo. In effetti spesso il diabete di tipo II accompagna l'iperglicemia con l'aumento dei trigliceridi e/o del colesterolo nel sangue. d-necrobiosi lipoide. E' un segno molto caratteristico del diabete. A volte la sua presenza porta alla diagnosi del diabete stesso. E' costituita da macchie che appaiono sulle gambe (sulla faccia anteriore, tra il ginocchio e la caviglia, spesso su ambedue gli arti). Queste macchie possono essere rosate o azzurrognole, e spesso si allargano ulcerandosi al centro. A volte sono indolori, spesso danno invece un certo qual fastidio. Sono difficilissime da curare, qualcuno le tratta con aspirina, con antiinfiammatori (sopratutto con creme al cortisone) altri sconsigliano il trattamento. Per fortuna la presenza di queste piaghe non significa che il paziente va necessariamente verso una delle complicazioni peggiori del diabete In ogni caso la necrobiosi può dare dei problemi. Innanzitutto di ordine estetico, poi possono essere dolorose o anche solo fastidiose Infine, vi è la possibilità che le piaghe si infettino. La necrobiosi sembra correlata con la glicosuria.

V-complicazioni neurologiche

Vi sono varie complicazioni del diabete che incidono sul sistema nervoso centrale o periferico. I problemi principali sono:

1-parestesie.
Possono esservi disturbi della sensibilità o della possibilità di muovere certi muscoli.

2-diarrea o al contrario stipsi.

3-tachicardia.
Si può vedere aumentare il ritmo dei battiti cardiaci.

4-ipotensione ortostatica.
la pressione può diminuire anche in modo molto marcato quando si sta in posizione eretta. In particolare quando ci si siede o ci si stende, e poi ci si alza, vi possono essere capogiri e disturbi.

5-il problema neurologico più famoso e temuto è forse l'impotenza.

La diagnosi

La persona con il diabete, è una persona come tutte le altre, con l'unico problema di non essere in grado di assorbire lo zucchero (glucosio) necessario alle sue funzioni vitali. Tale fatto è dovuto all'incapacità, totale o parziale, del suo organismo di produrre l'ormoneinsulina.
Ci si accorge che “qualcosa non funziona” quando si comincia a bere e urinare troppo, magari svegliandosi durante la notte. Unitamente si perde peso nonostante l'alimentazione normale o addirittura aumentata.

Molti altri sono i sintomi del diabete e per una completa trattazione si rimanda allapagina dei sintomi.

Quando si sospetta di avere il diabete, la prima cosa da fare è quella di rivolgersi al proprio medico curante che vi consiglierà alcune prime elementari indagini. Se tali esami risultassero positivi (glicemie fuori norma, glicosuria, ecc.), vi verrà chiesto di recarvi immediatamente in un centro di diabetologia specializzato dove vi sapranno dare le prime indicazioni fondamentali per un primo corretto approccio alla malattia.

Se si tratta di esordio di diabete tipo 1, al centro vi consiglieranno l'immediato ricovero, in modo da permettere il recupero dell'acqua e dei sali perduti durante il periodo immediatamente precedente (di solito si è in stato dichetoacidosi), per fornire la quantità di insulina necessaria, per disintossicare l'organismo dai corpi chetonici accumulati (tossici in quanto sostanze di rifiuto), per permettere ai genitori (se si tratta di un minore) e al paziente di imparare le prime nozioni fondamentali sul trattamento della malattia.

& lt;FONT size=3>Se invece si tratta di esordio di diabete tipo 2, normalmente non è necessario il ricovero, ma vengono eseguite una serie di analisi e di controlli, prescritta una dieta ed eventuali medicinali antidiabetici orali.

Il diabete attualmente non è una malattia curabile in modo definitivo, anche se la ricerca nel campo sta facendo passi da gigante. Si può però arrivare a condurre una vita assolutamente “normale”, evitando le complicazioni che a lungo andare potrebbe portare (circolazione, occhi, reni, ecc.) agendo fondamentalmente su quattro fronti:

· L'insulina iniettandola dall'esterno (per i tipo 1) o antidiabetici orali, se necessari (per il tipo 2);

· L'attività fisica e lo sport;

· L'alimentazione;

· L' educazione all'igiene e al controllo.

Per concludere, solo “accettando” fino in fondo la propria condizione, usando quei piccoli accorgimenti quotidiani che richiedono sacrificio, ma ci permettono poi una vita assolutamente uguale a quella delle altre famiglie, possiamo garantire a noi e/o al nostro bambino e alle persone a noi vicine, una vita serena e in armonia con gli “altri”. Il bambino potrà crescere e svilupparsi normalmente, giocare, andare a scuola; l'adulto potrà lavorare, sposarsi e avere figli come ogni altra persona.

Una corretta alimentazione è una pietra miliare nell'educazione e nella cura del diabete.

· Ottenere un equilibrio tra i cibi assunti, la dose di insulina e il consumo energetico, è prerequisito essenziale per ottenere un controllo glicemico. I metodi per ottenerlo sono vari e spesso complessi e controversi.

· I consigli riguardanti l'alimentazione devono essere adattati alle tradizioni familiari, culturali, etniche e ai bisogni individuali del bambino.

· Non vanno sottovalutati i modi in cui viene offerto il cibo, l'appetito e i gusti di ogni bambino.

ATTENZIONE

1. Queste linee guida generali sono basate su vari rapporti nazionali ed internazionali e su dati attualmente disponibili. Per certe aree sono necessarie ulteriori ricerche.

2. Le moderne linee guida alimentari rivolte ai giovani diabetici sono simili a quelle applicabili ai loro coetanei e dovrebbero essere applicate a tutta la famiglia.

SCOPI DI UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

< FONT size=3>· Provvedere ad un'assunzione sufficiente ed appropriata di calorie e di nutrimento per ottenere una crescita ed uno sviluppo ottimale in buona salute

· Incoraggiare delle abitudini alimentati sane e durature pur preservando il benessere socio, culturale e psicologico.

· Raggiungere e mantenere il miglior controllo glicemico possibile.

· Raggiungere e mantenere il peso forma ideale. Questo includerà raccomandare ai giovani di fare regolarmente del moto.

· Prevenire e curare le gravi complicanze del diabete come l'ipoglicemia, le crisi iperglicemiche, e le malattie relative.

· Aiutare a prevenire le complicanze micro- e macrovascolari.

CONSIGLI, EDUCAZIONE E SOSTEGNO RIGUARDANTI L'ALIMENTAZIONE

RACCOMANDAZIONI:

1. Un dietologo specialista in pediatria e con esperienza in diabetologia infantile dovrebbe essere disponibile per offrire consigli ai genitori e ai giovani, subito dopo la diagnosi, per favorire la creazione di un rapporto di sostegno.

2. Già dal primo incontro dovrebbero essere forniti dei semplici consigli, seguiti da una più specifica educazione alimentare nelle settimane successive.

3. L'educazione dovrebbe essere personalizzata e adattata all'età e alla maturità del bambino.

4. I consigli dovrebbero essere estesi anche a chi si prende cura del bambino ( insegnanti, babysitter…).

< FONT size=3>5. Il dietologo dovrebbe far parte del gruppo multidisciplinare di specialisti che si occupano del bambino.

6. L'importanza di una corretta alimentazione deve essere sottolineata all'interno del team di sostegno.

Il dietologo dovrebbe:

· conoscere la storia alimentare del paziente, le abitudini familiari, le tradizioni, la religione.

· conoscere la quantità di cibo che normalmente il bambino assume, le calorie, i carboidrati, gli orari dei pasti.

· conoscere le attività quotidiane del bambino tenendo presenti l'asilo, la scuola, i compiti e i momenti di attività fisica.

· fornire una consistente educazione sanitaria al diabete. Dovrebbe favorire uno stile di vita sano.

PRINCIPALI RACCOMANDAZIONI ALIMENTARI:

1. I principi di un'alimentazione sana sono applicabili all'intera famiglia.

2. Le calorie dei cibi assunti devono rapportarsi alla quantità di insulina somministrata.

3. Le calorie assunte devono essere sufficienti ad ottenere uno s4. IL TOTALE DELLE CALORIE ASSUNTE GIORNALMENTE dovrebbe essere ripartito approssimativamente così:

CARBOIDRATI: 45%-60%
Principalmente sotto forma di carboidrati complessi non raffinati ricchi di fibre, con una modica assunzione di saccarosio.

GRASSI: 30%-35%
< FONT size=3>Meno del 10% in grassi saturi
Meno del 10% in grassi polinsaturi
Più del 10% in grassi non monosaturi

PROTEINE: 15%-20%
Diminuendo la quantità con l'età

FRUTTA E VERDURE Raccomandate 5 porzioni al giorno  viluppo corretto e ad evitare l'obesità.

L'EQUILIBRIO DELLE CALORIE

· L'assunzione di calorie varia decisamente a seconda dell'età, dello sviluppo, della pubertà, del consumo di energie, delle influenze ambientali come la temperatura o la disponibilità di cibo.

· Nonostante l'assunzione di calorie possa essere regolata dall'appetito, quando c'è cibo in abbondanza, un eccesso di calorie può essere causa di obesità, condizione che associata al diabete, accresce il rischio malattie cardiovascolari.

· Al momento della diagnosi, si immetteranno più calorie per riequilibrare la perdita di peso catabolico.

· Durante la pubertà le calorie assunte e la domanda di cibo aumentano sostanzialmente insieme ad un significativo aumento del dosaggio insulinico.

LINEE GUIDA SUI CIBI E I LORO COMPONENTI

CARBOIDRATI

La percentuale di carboidrati consigliata, rapportata al totale delle calorie assunte, varia enormemente da paese a paese, ma è un principio comune che il consumo di carboidrati non vada limitato.
In alcuni paesi in cui i carboidrati costituiscono il 60%-70% delle calorie assunte il controllo glicemico raggiunto è eccellente.
Pasti contenenti carboidrati ricchi di amidi con un basso indice glicemico ottenuti da cereali integrali (grano, frumento, mais) sono particolarmente raccomandati. Le patate e il riso, pur essendo ricchi di amidi, hanno un indice glicemico non così favorevoli e vanno assunti con moderazione.
Anche l'assunzione di carboidrati contenenti fibre solubili andrebbe fortemente incoraggiata.

Quantificazione dei carboidrati

Storicamente sono stati usati tanti metodi per calcolare i carboidrati.
Scambi
Porzioni
Grammi
Molti sono ancora comunemente in uso in pediatria.
Nonostante sia innegabile la loro importanza nell'ambito di una corretta educazione alimentare, difficilmente i genitori (ed in particolari i giovani) riescono a capire l'importanza degli “scambi” nella dieta nel lungo periodo. Se non si continua ad insistere su questo punto, c'è il pericolo che si tenda ad una limitazione dei carboidrati man mano che il bambino cresce e questo può portare a comportamenti alimentari scorretti. Voler calcolare i carboidrati tra l'altro mette troppa enfasi sul carboidrato in sè ignorando poi altri componenti come grassi, frutta, verdura.

L'assunzione di carboidrati deve essere rapportata alla quantità e al tipo di insulina

· Un regime di due somministrazioni di insulina a rapida e lunga azione richiede un'assunzione regolare e frequente di carboidrati (spesso sotto forma di snacks) per prevenire l'ipoglicemia durante gli inevitabili periodi di iperinsulinemia.

· Un regime di più iniezioni di analoghi dell' insulina ad azione rapida prima dei pasti permette un approccio più flessibile e dinamico per quel che riguarda l'equilibrio tra insulina e carboidrati assunti.

· La maggior parte dei regimi insulinici richiede l'assunzione di carboidrati prima di coricarsi per prevenire l'ipoglicemia notturna.

· Con un'intensificazione dell'attività fisica e della pratica sportiva ci sarà bisogno di un consumo di extra carboidrati complessi prima, durante e dopo tali attività per riequilibrare il bisogno di calorie e prevenire l'ipoglicemia.

FIBRE

Solubili
Fibre di questo tipo possono essere trovate più che altro nelle verdure, legumi, avena e frutta e possono essere particolarmente utili perché riducono la velocità di assorbimento dei carboidrati e possono migliorare il metabolismo lipidico.
Insolubili
La dose raccomandata per i bambini di più di 2 anni è una quantità pari all'età (in grammi) più 5 grammi al giorno, e questo per migliorare la funzionalità intestinale.
L'aumento del consumo di fibre andrebbe fatto gradualmente per evitare fastidi addominali.
L'aumento del consumo di fibre dovrebbe essere accompagnato da un aumento nell'assunzione di liquidi.

ZUCCHERI (SACCAROSIO)
Gli zuccheri possono fornire fino al 10% del totale delle calorie assunte (non più di quanto consigliato per la popolazione in genere).
Una piccola quantità di zucchero può essere aggiunta ai cibi di un pasto senza causare iperglicemia.
Bevande zuccherate o dolci mangiati in momenti non adatti possono causare gravi iperglicemie e dovrebbero essere evitati.
Lo zucchero può essere usato per prevenire o curare l'ipoglicemia prima o durante un'attività fisica.
Negare dei cibi contenenti zucchero può avere delle importanti implicazioni psicologiche.

FRUTTOSIO
Il Fruttosio non è consigliato da solo come dolcificante.
Il Fruttosio, il più importante componente della frutta, non alza notevolmente la glicemia.
Fonti naturali di fruttosio, come frutta e verdura, sono consigliate.
Se usato eccessivamente il fruttosio può aumentare i trigliceridi e produrre un effetto lassativo.

GRASSI
< FONT color=#000000>I grassi sono le sostanze più caloriche contenute nei cibi e sono componenti importanti delle membrane lipidiche.
Il colesterolo nel sangue è segno di rischio macrovascolare. Nonostante i grassi nell'alimentazione non siano la causa più determinante di colesterolo, è consigliabile una dieta con una più bassa quantità di acidi grassi saturi e idrogenati o transesterificati.
Forti consumi di grassi saturi sono presenti in quelle diete in cui ci sia un grande consumo di prodotti animali, come formaggi di latte intero, burro e carni rosse. Acidi grassi idrogenati o transesterificati sono riscontrabili principalmente in alimenti confezionati come biscotti, torte e cioccolato.
Gli acidi grassi polinsaturi derivati da vegetali come mais, girasole, soia o da pesce di mare possono ridurre il fattore di rischio cardiovascolare lipidico.
Gli acidi grassi monoinsaturi che si trovano nelle olive, nel sesamo, nei semi di colza ed in alcuni oli di arachidi possono essere utili per controllare i livelli di lipidi e fornire una protezione contro le malattie cardiovascolari. Sono consigliati al posto dei grassi saturi.

In molti paesi occidentali viene raccomandato che gli adulti non assumano grassi per più del 30-35% delle calorie totali, enfatizzando particolarmente la riduzione dei grassi saturi. I bambini dovrebbero essere incoraggiati a seguire queste indicazioni, nonostante i più giovani abbiano bisogno di una dieta più ricca di calorie.
In quelle società in cui l'assunzione di calorie è limitata o dove c'è una dieta basata in modo predominante su pesce e verdure, la quantità di grassi assunti deve essere maggiore.
Nel Sud-Est asiatico la dieta, tradizionalmente ricca di carboidrati e povera di grassi, prevede un'assunzione di solo il 20-30% di grassi.
Per contro, nel Sud dell'Asia, i metodi di cottura ricchi di olio di ghee per friggere, un grasso saturo, accrescono significativamente la quantità di grassi assunti, cosa che può essere pericolosa se associata al diabete.

PROTEINE
Nel mondo il consumo di proteine varia a seconda delle condizioni economiche e della loro disponibilità.
Le proteine sono una fonte essenziale di azoto.
Il consumo di proteine diminuisce nell'infanzia approssimativamente da 2gr/kg/ al giorno nella prima infanzia, a 1gr/kg/ al giorno a 10 anni e a 0,8gr/kg/ al giorno nell'adolescenza.
Fonti di proteine come fagioli, legumi, lenticchie sono povere di grassi, ricche di fibre e di carboidrati complessi e ne va incoraggiato il loro consumo, ma sono difficili da proporre se non fanno già parte dell'alimentazione del posto.
Quando si è in presenza di una persistente microlbuminuria, pressione alta o nefropatia conclamata il consumo di proteine può essere dannoso e per questo deve essere il più basso possibile.
Ciò nonostante, nell'adolescenza non ci dovrebbero essere grosse limitazioni al consumo di proteine per non interferire con il normale sviluppo e si deve ricorrere ai consigli di un esperto dietologo.

VITAMINE, MINERALI E ANTIOSSIDANTI
Non sono raccomandati integratori vitaminici o minerali, a meno che non vi siano delle carenze specifiche.
Bisognerebbe mantenere un livello vitaminico ottimale come protezione cardiovascolare.
Molti frutti e verdure sono naturalmente ricchi di antiossidanti (vitamina C, flavonoidi, carotenoidi ) e dovrebbero essere fortemente consigliati ai giovani diabetici

SALE
In molti paesi il consumo di sale è maggiore del necessario.
Si raccomandano meno di 6gr/ al giorno ( eccetto nei paesi molto caldi).

ALCOL
Un consumo eccessivo di alcol può produrre un effetto ipoglicemico prolungato.
Prima, durante e dopo il consumo di alcol andrebbero consumati dei carboidrati.
Una grande attenzione dovrebbe essere prestata per prevenire l'ipoglicemia notturna.

CIBI DEFINITI “PER DIABETICI”
Non sono consigliati. Sono cari, ricchi di calorie, di grassi e spesso contengono dolcificanti con effetti lassativi.
Cibi poveri di zuccheri o senza zucchero sono da preferire.

DOLCIFICANTI
Dolcificanti come la destrina o il sorbitolo o il mannitolo vengono spesso aggiunti ai cibi pronti per migliorarne il gusto e la gradevolezza. Contengono tutti calorie, possono avere un effetto lassativo e non sono più consigliati come dolcificanti.

DOLCIFICANTI ARTIFICIALI
Saccarina, aspartame, ciclammati sono tutti usati nei prodotti poveri o privi di zucchero per migliorarne il gusto e la gradevolezza.
Dei limiti di consumo giornalieri sono stati stabiliti in alcuni paesi.

PROGRAMMAZIONE DEI PASTI
Il dietologo dovrebbe dare dei consigli sulla programmazione, i contenuti e gli orari dei pasti e degli spuntini (snacks), in particolare circa il consumo di carboidrati, facendo riferimento alle circostanze personali di ogni bambino, il modo di vita e il tipo di insulina assunto.
Un'attenzione particolare andrebbe prestata alle calorie contenute nei diversi snacks, favorendo ed incoraggiando la scelta di carboidrati poveri di grassi.
Difficilmente una nuova programmazione dei pasti avrà successo se l'intera famiglia non collabora nei cambiamenti basati sui principi di una più sana alimentazione.

RACCOMANDAZIONI

1. I programmi alimentari iniziali devono essere rivisti dal dietologo entro 1 mese

Ulteriori contatti andrebbero stabiliti preferibilmente ogni 3-6 mesi, con un controllo annuale per monitorare l'altezza, il peso, il controllo glicemico e lo stile di vita del bambino per identificare eventuali problemi alimentari come perdita di peso, obesità, disordini alimentari.

GRUPPI, EVENTI E PROBLEMI
Tutti quelli che si prendono cura del bambino, il personale scolastico e gli amici dovrebbero essere a conoscenza del diabete e riuscire a capire, riconoscere e trattare l'ipoglicemia.
Un'attenzione particolare va riservata a questi gruppi.

Neonati e bambini piccoli
L'allattamento al seno andrebbe incoraggiato.
Degli spuntini frequenti possono facilitare un miglior controllo glicemico, a seconda del regime insulinico.
Mangiare insieme in famiglia può migliorare la cooperazione.
Bisognerebbe proporre i cibi in una varietà di gusti, colori e consistenza .
Nei casi di rifiuto di cibo o di “vomito” bisognerebbe cercare di offrire dei pasti sostitutivi e una certa flessibilità nell'assunzione dell'insulina (per es. analoghi ad azione rapida).

Bambini in età scolare
Devono ricevere consigli sulla prevenzione dell'ipoglicemia.
Hanno bisogno di raddoppiare la loro assunzione di calorie per ottenere una crescita ottimale tra i 6 e i 12 anni.
Dovrebbero ricevere dei consigli speciali in occasione di vacanze e viaggi, in particolar modo se riguardanti la scuola.

Adolescenti
Controllare il peso è importante per accertare immediatamente ogni perdita o ogni eccesso di peso.
< B>Un eccesso di peso (e l'obesità) potrebbe dipendere dal tentativo di ottenere un controllo glicemico ottimale cercando di equilibrare l'assunzione di calorie con quella di insulina. Questo è spesso difficile da ottenere, ma un'attenta verifica della quantità di insulina somministrata, delle calorie assunte e consumate deve essere fatta.
Una crescita scarsa potrebbe dipendere da un ‘assunzione insufficiente di calorie, da un'insulina inadatta e/o da uno scarso controllo glicemico.
Ribellioni, delle bevute o dei comportamenti alimentari irregolari possono dover richiedere un supporto psicologico da parte di un esperto.
L'associazione tra perdita di peso e disordine alimentare deve essere diagnosticata.
In certe società i consigli sull'uso di alcol e consumo di cibo sono importanti.

FESTE, RICORRENZE ED EVENTI SPECIALI & lt;BR>Durante il Ramadan o in festività particolari possono essere date delle “dispense” ai bambini diabetici.
I genitori dovrebbero avvertire i loro ospiti sui cibi preferiti e sulle bevande a basso contenuto zuccherino.
Se occasionalmente vengono assunti dei dolci non si avrà iperglicemia se si mantiene un'attività fisica sostenuta.
Dei consigli su una dose addizionale di insulina rapida possono essere utili per prevenire o trattare l' iperglicemia.
Gli amici e gli ospiti dovrebbero essere in grado di riconoscere e trattare un'ipoglicemia.

EDUCAZIONE, ADDESTRAMENTO, VERIFICA E RICERCA
I pediatri dietologi dovrebbero essere addestrati non solo per quel che riguarda la scienza dell'alimentazione, ma anche nel come migliorare la propria capacità espositiva, in psicologia e nelle tecniche di modificazione del comportamento.
Spesso manca una verifica e una valutazione dei consigli sulla dieta, potrebbe essere utili raccogliere dei dati.
Sono necessarie ulteriori ricerche sulla dieta e la sua efficacia.

Fonte:  http://www.salus.it/diabetologia/diabete.html

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