IL LATTE? DA EVITARE

Pensate a un vitello. Poi figuratevi una mucca. Sono grossi, imponenti, lenti, con gli occhi grandi e lo sguardo un po' ottuso…. Vi piacerebbe che i vostri figli assomigliassero a questi animali? Non credo proprio. Eppure noi uomini siamo gli unici mammiferi che si ostinano a far bere ai propri piccoli il latte, anche dopo lo svezzamento, il latte di un altro mammifero (la mucca appunto).

 Un comportamento del tutto errato. Per vari motivi. A sostenerlo, ultima di una serie sempre più numerosa (per fortuna) di medici, ricercatori, etc. è la nutrizionista e iridologa francese Anne Laroche de Rosa nel libro Il latte, un alimento da evitare, (Edizioni L'età dell'Acquario, 8,50 euro). ma veniamo ai motivi per cui il latte di mucca deve essere lasciato bere soltanto ai vitelli. Prima di tutto è bene sapere che “il latte materno ha un ruolo di embriogenesi postnatale, cioè favorisce la formazione e lo sviluppo del neonato (come la placenta per l'embrione)” spiega Anne Laroche. “E' un regolatore ormonale perché è specifico per l'organismo del bambino, svolge anche una funzione immunitaria e antiparassitaria, equilibra anche il sistema nervoso e, non ultimo, favorisce il legame d'amore con la madre. L'allattamento in genere va da un minimo di sei mesi a tre anni. Al contrario il latte di vacca contiene ormoni che trasferiscono informazioni adatte all'ipofisi e quindi soltanto alla crescita del vitello, che appartiene a un'altra specie animale”.

E veniamo alla questione calcio. Da sempre il latte vaccino è consigliato quale alimento nutriente, fortificantee rimineralizzante grazie al calcio che contiene. Ebbene, continua Laroche: “per quanto grande sia la quantità di calcio contenuta nel latte di mucca, questo non potrà in alcun caso essere adatto all'organismo umano. Infatti le proteine specifiche che contiene hanno la funzione di trasmettere i dati necessari per l'elaborazione dell'osseina (struttura legata alla cartilagine che trattiene i minerali) soltanto del vitello.

Ecco perchè il neonato, il bambino e poi l'adulto che possiedono poca osseina al contrario del vitello, tratterranno poco i minerali con la conseguenza di una progressiva demineralizzazione”. Secondo studi recenti quindi l'organismo umano in cui viene introdotto latte vaccino, da un lato si libera dei sali minerali che circolano nel sangue per mancanza di osseina, dall'altro accumula questi sali in tessuti e organi causando indurimenti, cisti, calcoli…

Da non dimenticare poi altri fattori di diversità che sconsigliano di bere il latte vaccino. Per esempio, nel latte materno i grassi sono essenzialmente polinsaturi mentre quelli di vacca sono per lo più acidi saturi con grandi molecole lipidiche che il fegato umano ha difficoltà a digerire; il latte di vacca contiene estrogeni nocivi al nostro organismo.

Per non parlare del fatto che le vacche sono sempre più nutrite con alimenti imbottiti di sostanze chimiche, di antibiotici e vaccini…

Da adulti poi perdiamo la quasi totalità delle lattasi, enzimi indispensabili per la digestione del latte. Se continuiamo a consumare latticini accumuleremo acido lattico con possibili insorgenze di cisti e tumori.

E' evidente che, se una madre non può allattare proprio figlio, si possa ricorrere al latte vaccino, ma questo deve durare al massimo per qualche mese. Fino cioè allo svezzamento.

Comunque sia le alternative al latte per assimilare calcio e altri fattori nutritivi esistono. E il libro le elenca.
Se tutte queste informazioni non bastano a sconsigliare di bere latte e consumare latticini, il libro riporta numerose testimonianze di medici, ricercatori e persone comuni che raccontano di quali e quanti benefici fisici abbiano avuto eliminandoli dalla loro alimentazione.

Fonte: Bioblog.eu

Pubblicato da: fiore

Condividi questo articolo