Il tempo delle mele

Pesche, mele, ciliegie, limoni, albicocche… perchè da soddisfazione mangiare i frutti coltivati nel propio giardino. O in terazza, con le varietà a crescita contenuta. Vi piacerebbe avere sulla vostra tavola frutti squisiti tutto l'anno? Meno difficile di quanto i pensi. Basta individuare il posto giusto dove creare un piccolo frutteto. Uno spazio pieno di sole, acqua e terra buona, situato nell'angolo più riparato del giardino.

 Ma anche sul terazzo gli alberi da frutto possono diventare protagonisti, grazie alle nuove varietà a crescita contenuta. Il segreto? Vasi grandi e profondi, potature accorte, acqua quanto basta e tanta luce. Per progettare l'angolo dei frutti, è opportuno predisporre un schema da seguire. In modo che, dalla primavera all' autunno, nelle diverse campiture si alternino le fioriture rosate dei peschi, quelle candide dei ciliegi è dei peri, quelle bianco- rosate dei meli, segute da frutti abbondanti e da magici colori autunnali. Una grande festa per i golosi, ma anche per i patiti del bio.

Albicocco

Originaria dell'Armenia, è una pianta a fioritura precoce, quindi teme le gelate tardive. Va messa a dimora in luoghi ben esposti e riparati dai venti del nord. Circa due mesi dopo la fioritura, si possono diradare manualmente i frutti, in modo da favorire lo sviluppo di quelli rimasti. A fine giugno comincia a maturare la Pisana, varietà precoce. Ai primi di luglio vanno in scena Bella Venosta, a frutto grosso, e Luizet, con i frutti screziati di bruno. Eccellente la Reale d'Imola, vigorosa e dai frutti a forma allungata, con polpa gialla e buccia a sfumature rossastre. E per i palati più esigenti c'è anche ^Albicocco del Papa o Biricoccolo, incrocio fra mirabolano (Prunus cerasifera) e albicocco.

Pere

Disposti a spalliera sulle pareti esterne delle case, sono alberi assai decorativi. Da potare regolarmente per non farli espandere troppo. è bene scegliere un lato della casa alla luce, ma non troppo assolato. Si possono coltivare peri a spalliera anche su una recinzione e ai lati di un vialetto. Il Pyrus communis è resistente e robusto. Le varietà di frutti più buone? William's, perfetta per torte e conserve, Martin sec, piccola, rugginosa dalla buccia ruvida, deliziosa anche sciroppata o cotta, e Olivier de Serres, a forma di mela, con buccia e polpa squisite.

Ciliegio

Questa pianta possiede diverse varietà: quale scegliere per il proprio giardino? Certo non possono mancare alberi di amarene e viscide, come la Marasca nera del Piemonte a fioritura precoce, e altri ricchi di ciliegie grandi e carnose, come i Duroni o la Mora di Vignola. Ma se cercate un'autentica rarità, ecco il Ciliegio progressiflora, leggiadra pianta a rametti penduli che, grazie alla fioritura continua, unisce i colori dei fiori al sapore dei frutti. A seconda delle esigenze, il ciliegio si può far crescere liberamente, senza potature, a palmetta o a vaso, sfoltendo mano a mano i rami interni, in modo che la pianta sia ben arieggiata. Un consiglio? Per un giardino-frutteto, la forma più bella è quella naturale.

Melo

Prima di piantare anche un solo melo date un'occhiata ai pommier della Val d'Aosta o ai meleti della Val dell'Adige. Qui gli alberi di Pomella genovese, Tonina e Gelata vengono potati a fine inverno in modo che i frutti possano crescere baciati dal sole. Un'altra specie da prendere in considerazione è la Mela Calville Garibaldi: un omaggio all'Eroe dei due mondi. Nel 1873, durante la XVI edizione dell'Expò di Orticoltura, svoltasi nel Salone dei Giardini Pubblici a Milano, Angelo Ballabio, giardiniere di Alzate Brianza, ha dedicato quel «frutto soffuso e striato del più bei rosso che mai desiderar si possa» al comandante dei Mille. Si chiama, invece, Everest, come la vetta più alta del mondo, un piccolo melo orientale, perfetto per la terrazza,. Lo si può coltivare in un grande vaso, dove produrrà sino a Natale piccole e deliziose mele rosse.

Fico

Il Ficus carica (fico comune) proviene dal Medio Oriente, ma ha sviluppato il suo areale soprattutto nel Sud Europa e in California. La sua immagine e il suo profumo evocano l'essenza stessa del Mediterraneo. Dalla Turchia alla Grecia, sulle coste catalane come nei villaggi della Calabria, le grandi foglie verdi si allungano a ombreggiare i tetti di tante case bianche di calce. A Istanbul, nel giardino del Topkapi, antica residenza dei sultani, ce n'è uno nato e cresciuto nell'incavo della corteccia di un cipresso. Il fico d'altra parte, contentandosi di pochissima terra, cresce bene anche nei vecchi cortili e persino sulle terrazze delle nostre città. Fra i più buoni: Brogiotto Bianco, Brogiotto Nero, San Pietro e Pendolino Bianco. Se l'infruttescenza può essere, secondo le varietà, verde, violacea o bruna, le foglie sono grandi, a tré o cinque lobi, leggermente ruvide e odorose. Utili e belle per foderare canestri colmi di frutti da offrire agli amici.

Pesco

Bianche, gialle o nettarine: ecco le varietà tra cui scegliere. Le bianche sono le più profumate, ma purtroppo anche le più delicate. Le gialle sono più resistenti. Il genere Persica ha diverse specie, fra cui Persica vulgaris, dai frutti bianchi o gialli e Persica laevis, il pesco noce. Da quest'ultimo sono derivate le nettarine: buccia liscia e polpa sia bianca sia gialla. Pur avendo un apparato radicale superficiale, il pesco può crescere sino a 8 metri. Preferisce terreni poco argillosi e ben drenati, in pianura o in collina. I frutti iniziano a maturare a metà maggio, ma si protraggono fino a settembre nelle varietà tardive come Poppa di Venere d'Ognissanti, gustosa e profumata.

Il decalogo delle cure

PIANTAGIONE

Gli alberi da frutto si piantano in pieno sole fra febbraio e marzo, ben distanziati (almeno tre metri e mezzo) per favorire una crescita armoniosa.

CONCIMAZIONE

Al momento dell'impianto, dopo avere scavato una buca profonda, mescolare al terriccio una manciata di letame. A primavera, per favorire una fruttificazione zuccherina e colorata, somministrare un fertilizzante povero d'azoto, ma ricco di fosforo e potassio. Durante il riposo vegetativo le conimazioni devono essere sospese.

ANNAFFIATURA

Lasciate intorno al tronco una piccola conca, libera dalle erbacce, per favorire l'irrigazione. Le piante giovani vanno annaffiate regolarmente una volta alla settimana, se non piove, a primavera. Due o tre volte durante l'estate.

POTATURA

La potatura a vaso, tesa a sfoltire i rami interni, serve a lasciare circolare l'aria e la luce, in modo che i frutti siano ben esposti al sole. Peri e meli possono essere allevati anche a spalliera o guidati sui muri della casa.

Di Marta Isnenghi

Tratto da: News

Condividi questo articolo