IMPARIAMO A DORMIRE PER ESSERE IN FORMA

Passiamo più di un terzo della nostra vita a letto, quindi è importante riposare bene. Ma quanti di noi conoscono le caratteristiche di reti, materassi e lenzuola?.

Quando ci si alza al mattino, non deve esserci stanchezza, non si devono avvertire dolori alla schiena, problemi circolatori o muscolari. Se questo accade, la causa può anche nascondersi nel nostro modo di dormire, nella rete e nel materasso. Siamo disposti a spendere molto per un elettrodomestico ma sul materasso tendiamo a risparmiare. Ed è sbagliato perché dormire bene è fondamentale per la salute. Molti disturbi possono essere attenuati e, in alcuni casi, eliminati completamente, riposando in modo naturale e corretto.

Ma come scegliere un buon materasso?

Qual è la rete migliore per la nostra corporatura?

Si deve tenere conto anche del cuscino e della coperta?

«Il materasso universale non esiste», dice Fabio Lodispoto, ortopedico e specialista in medicina dello sport a Roma. «Il giusto comfort si ottiene grazie a una rete rigida abbinata a un materasso non troppo duro, che si possa ben adattare alla conformazione del corpo. Il materasso non si deve incurvare e ridursi come fosse un'amaca. Bisogna anche considerare la taglia e il peso dell'individuo, dato che il peso corporeo e la rete sono legati da un rapporto direttamente proporzionale (maggiore è il peso, più la rete deve essere rigida). Inoltre, incide il modo di dormire e la posizione. Se tutti questi parametri non vengono rispettati, al mattino ci si alza stanchi e si resta irritabili per tutto il resto del giorno. Non solo: i difetti di postura e le superficie inadeguate possono infiammare la borsa trocanterica (un cuscinetto adiposo che protegge l'anca) e quindi causare dolore fino al punto di provocare una borsite trocanterica».

La dinamica del sonno

Gli esperti dichiarano che, a causa di involontari movimenti, cambiamo la nostra posizione circa da 20 a 60 volte nell'arco di una notte. Questo processo viene definito dinamica del sonno. Le posizioni classiche sono sei e dipendono dalle abitudini acquisite da ogni singola persona. è sconsigliato, però, dormire assumendo la posizione prona perché la torsione del corpo del capo modifica la naturale curvatura della colonna e non favorisce il rilassamento muscolare. Meglio dormire supini, o sul fianco destro o sinistro, con una gamba tesa e l'altra piegata. Un altro caposaldo del riposo è il cuscino: spesso, le tensioni nella zona cervicale sono provocate da un'errata posizione del capo assunta durante il sonno.

«Se non si vogliono avere disturbi cervicali occorre dormire su un cuscino che sia né troppo gonfio, né troppo basso», continua l'ortopedico. «In pratica, il cuscino deve riempire quello spazio vuoto che esiste tra il nostro collo, la testa e il materasso e deve avere un'imbottitura naturale».

Quale materasso scegliere

La legge 126 del 1991 (entrata in vigore nel maggio del '97) aiuta i costruttori seri che possono indicare sull'etichetta i materiali impiegati e i metodi di lavorazione, se determinanti per definire la qualità e le caratteristiche merceologiche del prodotto. Tuttavia, il campo dei materassi non è privo di ambiguità e spesso l'acquirente fa confusione con le varie diciture. Vediamo, allora, di fare un po' d'ordine. Il termine ortopedico, in realtà, indica solo i materassi a molle più duri e rigidi. Non è detto che sia il materasso migliore. L'aggettivo sanitario, spesso abbinato alla dicitura anallergico, invece, è privo di significato scientifico. Quello che veramente conta è l'imbottitura. Superata ormai la vecchia lana o le piume delle nostre nonne, si preferisce il cotone puro, considerato un materiale più naturale. Ma, da qualche tempo, sta prendendo sempre più spazio una nuova tipologia di materassi, con l'interno in lattice, in torba e in paglia. Il lattice è un materiale naturale, batteriostatico, quindi effettivamente immune dagli acari, i fastidiosi animaletti che provocano le allergie. Opportunamente sagomato, permette di conformarsi perfettamente al corpo. Ha inoltre un'elevata resistenza elettrica che favorisce l'isolamento di chi dorme dalle radiazioni magnetiche dell'ambiente. è importante ricordare che nella camera da letto non dovrebbero esserci fonti elettromagnetiche: quindi, niente televisore, radiosveglie o computer.

Il materasso in torba, invece, è indicato per chi soffre di disturbi cardiaci e di circolazione sanguigna. Contiene un acido uminico che assorbe l'umidità e ha proprietà riscaldanti. Le fibre di torba svolgono un'azione protettiva e creano un “clima notte” molto sano.

L'imbottitura in paglia rende il materasso molto rigido ed è, quindi, particolarmente indicato per quei soggetti affetti da disturbi alla schiena. Di solito, viene usata paglia di segale la quale, una volta pressata, vanta un'eccellente elasticità e una notevole durata (almeno 15 anni). Inoltre, la paglia è in grado di immagazzinare il calore e di assorbire l'umidità che elimina poi facilmente. Svolge anche un'azione calmante.

Tra le ultime novità in commercio, va ricordato anche il bultex. Si tratta di un rivoluzionario materiale che utilizza l'acqua come agente principale consentendo un'elevata traspirazione e un ottimo adattamento al nostro corpo.

L'importanza della rete

La rete rappresenta il 50% del nostro benessere-riposo e deve essere a doghe sospese in legno di faggio per assicurare un'uniforme ripartizione del peso del corpo su tutta la superficie, senza provocare affossamenti. Altrimenti, l'osso lombare sprofonderebbe facendo incurvare il tratto lombare della colonna vertebrale con dolori per la schiena. è anche importante l'assemblaggio dei telai che deve garantire notevole tenuta ed elasticità. Non devono esserci parti in metallo, anzi le doghe devono accogliere dolcemente il corpo, sostenendo le vertebre lombari e offrendo un alloggiamento anatomicamente perfetto alle spalle.

Attenti alle lenzuola

Per abbandonarsi tra le braccia di Morfeo si devono anche considerare le coperte e le lenzuola. Entrambe devono essere di materiali naturali, trapunte in seta grezza, cashmere o pelo di cammello, mentre le lenzuola dovrebbero essere in lino o in cotone, per facilitare la traspirazione. Uno studio condotto dall'Università di Milano ha dimostrato che le lenzuola di lino combattono l'insonnia. Il lino, più liscio, viene percepito in modo piacevole dai ricettori cutanei rispetto ad altre fibre più ruvide. Tutto questo induce una minore tensione muscolare, favorisce lo stato di rilassamento e quindi assicura un sonno ristoratore. In subordine al lino, nei mesi invernali, possono essere usate lenzuola di seta. A dispetto di quanto comunemente si ritiene, la seta ha una buona capacità di trattenere il calore e quindi di proteggerci dal freddo.

Monica Melotti

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