INFLUENZA: L'ESPERTO, IN ITALIA ANCORA TROPPI 'VACCINO-SCETTICI'

Maschio, 65enne. Questo l'identikit dell'italiano 'vaccino-scettico', che continua a nutrire troppi dubbi sulla necessita' di proteggersi contro l'influenza. “Sono proprio loro, i 'giovani anziani', che quest'anno ci proponiamo di convincere alla profilassi”, spiega all'Adnkronos Salute l'infettivologo milanese Fabrizio Pregliasco. “E per vincere anche le ultime resistenze – commenta l'esperto – ben venga l'iniziativa del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che con una circolare inviata alle Regioni ha invitato le autorita' locali a non farsi trovare impreparate di fronte all'emergenza invernale.

 Nella passata stagione la copertura dei soggetti a rischio ha superato il 60% – aggiunge lo specialista – ma quest'anno e' importante rilanciare l'opportunita' della vaccinazione anche tra i 65enni e i bambini fra i 6 e i 23 mesi, come indicato negli Usa”. Nonostante le campagne di sensibilizzazione, prosegue Pregliasco, nel nostro Paese “sono ancora in molti a opporre resistenza alla vaccinazione antinfluenzale. Soprattutto chi e' alle soglie della terza eta': oggi, infatti, i 65enni fanno una vita attiva, viaggiano per il mondo e si sentono forti e in buona salute, ma devono imparare le regole della prevenzione”. “L'invito del ministro Sirchia alle Regioni e' quanto mai opportuno”, continua Pregliasco, convinto che per lanciare un'offensiva efficace al virus dell'inverno sia “necessario un coordinamento tra le varie strutture sul territorio. Per raggiungere il massimo della copertura vaccinale serve un& apos;organizzazione capillare tra Asl e medici di medicina generale”. La necessita' di un buon piano vaccinazioni “e' ancora maggiore quest'anno – conferma l'infettivologo – considerata l'epidemia di influenza dei polli che ha colpito le aree orientali e che si teme possa trasmettersi ai suini e, da questi, all'uomo”. La raccomandazione finale va ai genitori: “Considerino attentamente insieme al pediatra l'opportunita' di vaccinare anche i bimbi piu' piccoli, specie se convivono con anziani o altri soggetti a rischio”.

Fonte: (Opa/Adnkronos Salute)

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