Inquinamento domestico. Come tutelarsi (IIa parte)

Nei luoghi chiusi, che contengono un gran numero di sostanze nocive per il nostro organismo, trascorriamo l'80 per cento del nostro tempo. L'inquinamento domestico è causato da oggetti di uso quotidiano quali detersivi, cosmetici, deodoranti, cere per pavimento, oppure da vari contaminanti di natura biologica: virus, batteri, spore che si annidano nella sporcizia, nei diffusori delle docce e nelle superfici di evaporazione dei frigoriferi.



Il bagno Nel bagno si verifica l'11% degli incidenti casalinghi: acqua ed elettricità, pavimenti e sanitari scivolosi, costituiscono fonti di pericolo. Esistono alcuni accorgimenti utili per evitare spiacevoli incidenti: innanzitutto è bene usare con prudenza gli apparecchi elettrici, che vanno sempre tenuti lontani da lavandini e vasche pieni d'acqua e mai usati con mani o corpo bagnati o umidi. Assicuriamoci che lo scaldabagno elettrico eventualmente presente nella stanza da bagno sia a tenuta stagna e che l'impianto elettrico del tipo salvavita, per evitare possibili folgorazioni. Per evitare il rischio di cadute sarebbe opportuno dotare vasca e doccia di un fondo zigrinato o di tappetini antisdrucciolo.

Per quanto riguarda l'inquinamento, è bene ricordare che l'acqua porta facilmente con sè il radon (gas inodore che può danneggiare i tessuti polmonari) e che nel bagno più che altrove è necessario aerare il locale per controllare l'umidità e prevenire così la formazione di batteri. Per quanto riguarda la pulizia e l'igiene del bagno, possiamo decidere di sostituire (o perlomeno alternare) l'uso di prodotti contenenti sostanze tossiche con soluzioni d'origine naturale: le incrostazioni di calcare ad esempio, si eliminano con uno strofinaccio intriso di aceto o di ammoniaca diluita, ideali anche per la rubinetteria. Il tubo di scarico può essere disinfettato con l'acqua di cottura delle patate, mentre i sanitari possono essere lavati con il limone.

Il Fai da Te Gli appassionati di hobbistica e bricolage ricorrono spesso nei loro lavori a sostanze che possono risultare dannose se non se ne conoscono le caratteristiche e se sono utilizzate impropriamente. Benzene, acetone, xilolo, etere etilico, acquaragia, piombo (contenuto in molte vernici) e polvere di legno sono dannosi per le vie respiratorie e possono provocare irritazioni cutanee. è necessario, quindi, durante le attività fai- da-te indossare sempre dispositivi di protezione quali guanti, tute, occhiali e mascherine, evitare di fumare, lavarsi accuratamente le mani prima di venire a contatto con alimenti, sostituire le vernici a base di solvente con quelle ad acqua, destinare all'attività un locale specifico e ben aerato, conservare solo piccole quantità di liquidi infiammabili e tenerli lontani dalle fonti di calore, mantenere i prodotti nelle loro confezioni originali con le relative etichette.

L' elettricità Le insidie maggiori in ambito domestico sono dovute all'elettricità; per ovviare ai pericoli derivanti dalla corrente elettrica è opportuno per prima cosa installare tutti i provvedimenti tecnici obbligatori, come la messa a terra e il salvavita, provvedere a controlli periodici di tutto l'impianto elettrico ed avere la garanzia che il materiale usato sia sempre in ottimo stato. In caso di rinnovo dell'impianto è bene rivolgersi ad una ditta autorizzata dalla Camera di Commercio e dall'Albo delle imprese artigiane, che possa fornire al termine del lavoro la “dichiarazione di conformità”, documento che garantisce che l'impianto è stato costruito secondo i moderni standard di sicurezza. Tale dichiarazione va rilasciata anche in caso di manutenzione di un vecchio impianto. L'interrutore differenziale, o salvavita, è un dispositivo sistemato tra l' interruttore generale della luce e le prese. In caso di scossa o di guasto interrompe all'istante la corrente. Se possibile, è meglio evitare le prolunghe, in cui si rischia di inciampare, e le spine multiple: se a un'unica presa vengono attaccati più elettrodomestici che assorbono molta corrente, la spina può surriscaldarsi e causare un corto circuito. Per gli elettrodomestici andrebbero utilizzate unicamente prese fisse; nel caso fosse indispensabile collegare più di un elettrodomestico, si può riccorrere alle prese dette “a ciabatta”.

Il Gas Un forte odore di gas è segno di grave pericolo: se lo si avverte è necessario chiudere immediatamente i rubinetti dei fornelli e la chiavetta della cucina a gas, spegnere ogni fiamma che si trova in casa, spalancare porte e finestre in cucina ed uscire di casa. è bene non toccare interruttori, campanelli, telefono o quant'altro potrebbe generare una scintilla elettrica, telefonare all'azienda del gas da un telefono esterno e non rientrare in casa finché i tecnici non avranno assicurato l'assenza di pericolo. Quando il tubo del gas mostra segni di logoramento quali piccoli tagli o screpolature va cambiato. In caso di fughe di gas, dopo aver aerato il locale è bene capire da dove proviene il gas: dopo essersi assicurati che tutti i rubinetti della macchina siano chiusi e che le giunture del tubo siano ben strette, possiamo passare dell'acqua saponata sul tubo; in caso di piccole lesioni con fughe si formeranno delle bollicine. Dopo eventuali interventi all'impianto del gas, la ditta autorizzata è tenuta a rilasciare una dichiarazione che attesti che il lavoro eseguito rispetta le norme Uni-Cig (Ente nazionale di unificazione e Comitato italiano gas). Tali norme valgono anche per la canna fumaria, che va pulita almeno una volta all'anno.


Il Radon Il Radon è un gas nobile radioattivo inodore ed incolore proveniente dal decadimento radioattivo dell' uranio presente nel sottosuolo, che in condizioni normali non reagisce chimicamente con altre sostanze. L'uranio è presente nelle arenarie ricche di scisti e nelle rocce ignee ricche di silice e nel magma che tende a cristallizzarsi. Alcuni tufi e pozzolane usati nella costruzione di edifici ed il piperino, forniscono un notevole contributo di Radon. Per tale ragione le aree vulcaniche hanno una significativa concentrazione di uranio nel sottosuolo, con conseguente sviluppo di Radon. Nel caso di locali chiusi il suolo e i materiali da costruzione forniscono il loro contributo di radon all'aria del locale. Non è possibile realizzare edifici schermati da radon, ma esistono opportuni accorgimenti per difendersene: i fattori principali che influenzano la diffusione del radon nei locali abitativi sono il collegamento del pavimento al suolo e l'eventuale presenza di aperture dalle cantine ai piani superiori che facilitano l'ingresso del gas. Bisogna quindi isolare con opportuni materiali sia le pavimentazioni delle cantine sia le eventuali vie di diffusioni del gas ai piani superiori ed aerare locali interrati o seminterrati.

Ente Nazionale Unificazione (http://www.uni.com/sicurezza/index.shtml)

Associvile: Prevenzione incidenti domestici (http://www.associvile.it/domestic)

Sicurweb (http://www.sicurweb.it/family/index.asp)

Fonte:www.arredamento.it

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