Intestino irritabile Tormento per un italiano su quattro

Un disturbo che colpisce soprattutto gli abitanti dei Paesi “ricchi”, con una preferenza per le donne.




La Sindrome dell' Intestino Irritabile è una patologia molto frequente nelle popolazioni industrializzate. Alcuni recenti studi hanno dimostrato che nei paesi del Nord Europa (Danimarca ed Olanda) non è molto diffusa con una percentuale che oscilla dal 5 al 10% della popolazione, mentre ha una maggiore incidenza negli altri paesi europei e addirittura in Italia può arrivare a colpire sino al 25% della popolazione. Negli Stati Uniti questa sindrome interessa il 20% dei bianchi ed un pò meno gli ispanici e le persone di colore (15%). Questo disturbo colpisce in particolare il sesso femminile con un rapporto di 2 a 1 rispetto a quello maschile. La sindrome del colon irritabile ha una notevole influenza sulla qualità della vita e può portare alla perdita di giorni lavorativi a causa dei sintomi che provoca, caratterizzati prevalentemente dalla presenza di dolore e gonfiore addominale, da alterazioni della motilità intestinale costituite da stipsi, diarrea o da un'alternanza dei due sintomi. Ci sono poi soggetti che stanno malissimo ed altri che nonostante tutto riescono a condurre una vita abbastanza normale.
In base a dati che provengono da studi americani sembra che la fascia d' età più colpita e che si presenta al medico per questo disturbo oscilli tra i 30 ed i 50 anni e che vada riducendosi man mano che si avanza con l'età. Le cause della sindrome dell' Intestino Irritabile sono di vario genere, a volte hanno una componente genetica, altre dipendono dai disturbi della sfera psichica e dallo stress, altre volte ancora da una scorretta alimentazione oppure da un'alterata motilità intestinale o ipersensibilità viscerale. La terapia da seguire è articolata e prevede, a secondo dei casi, l'utilizzo di farmaci antispastici, antidiarroici, antidepressivi o ansiolitici, ed in alcuni casi la psicoterapia.
Fondamentale è, comunque, la correzione dello stile di vita e delle abitudini alimentari ed è bene introdurre nella propria dieta un adeguato apporto di fibre. Questa semplice abitudine alimentare può essere un valido aiuto per poter controllare, nei casi più lievi, la sintomatologia di questa sindrome.

di Roberta Chimento

Fonte: Tuo quotidiano

Condividi questo articolo