Introduzione a "Simbolismo degli alimenti"

Il simbolo è matrice del linguaggio analogico. Il mondo parla attraverso il simbolo. Più il simbolo è arcaico e profondo, più diventa collettivo ed universale Carl Gustav Jung

Ogni espressione umana è un simbolo intuitivo del pensiero che si traduce esteriormente.  Nell'antica Grecia il simbolo = symbolon, rappresentava il segno di riconoscimento e di controllo ottenuto spezzando in due un oggetto, in modo tale che il possessore di una delle due parti era in grado di farsi riconoscere dall'altro dimostrando come esse combaciassero.  Lo studio del simbolismo è l'intuizione del dualismo insito in tutti gli antagonismi e le contraddizioni del trascendente, che finiscono sempre per condensarsi in una sola unità. La disciplina dei simboli è la forma primitiva e spontanea di pensiero, un vocabolario attraverso il quale si esprimono le sensazioni, le emozioni, i sentimenti nelle sue forme superiori. In molte correnti iniziatiche, i simboli sono condensatori di verità misteriose, stimolo alla riflessione e alla ricerca interiore. Secondo Chevalier e Gheerbrant il simbolo esprime il mondo percepito e vissuto come il soggetto lo sente, non secondo la sua ragione critica e a livello della coscienza, ma secondo il suo universo psichico, affettivo e rappresentativo soprattutto a livello dell'inconscio.

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Il simbolismo dell'acqua

L'acqua, elemento antico, ancestrale, originario, simboleggia il fluire continuo dell'esistenza: dissolve, cancella, purifica, rimuove e rigenera.

L'acqua è associata alla nascita, al principio femminile, al grembo universale, alla prima materia, alla fertilità, al ristoro e alla sorgente della vita, quale equivalente liquido della luce.  è equiparata al movimento circolatorio continuo del sangue e della linfa vitale, in antitesi con l'aridità e la secchezza.
Nelle religioni antiche l'acqua  considerata l'origine di tutte le cose, dotata di intrinseca sacralità.
 Per la Religione Cattolica l'immersione nell'acqua simboleggia il ritorno allo stato primordiale della purezza: rimuove il peccato originale e santifica la nuova vita. Le acque della Sorgente di vita nascono dalla radice dell'Albero della vita nel centro del Paradiso. Secondo le cosmologie orientali, il mondo è scaturito dal caos acqueo: di qui il mito del diluvio, comune a molte religioni, in parecchie delle quali assume carattere profetico. Gli oracoli sorgevano spesso, infatti, vicino alle sorgenti, considerate sacre. Sotto forma di pioggia, l'acqua è il potere fecondante del dio del cielo, fertilità; quale rugiada è benedizione, ristoro spirituale, luce dell'alba. L'acqua mossa ed agitata raffigura le vicissitudini, l'illusione e la vanità della vita. L'elemento acquatico raffigura la forza della debolezza, il potere di adattarsi e persistere: cedendo là dove incontra resistenza, aggira il punto in questione e passa oltre, capace, alla fine, di corrodere la roccia più resistente. Nell'antichità si credeva che a proteggere le sorgenti ed i ruscelli abitassero delle divinità che la rendevano pura e potabile. Le manifestazioni che associano la sacralità all'acqua e, quindi, al mistero che la correla strettamente alla vita, sono molte in tutto il mondo ed in tutte le culture antiche e recenti. Ancora oggi è in uso gettare nella fontana di Trevi, a Roma, delle monetine, gesto propiziatorio risalente ad una tradizione nata per ingraziarsi i favori della divinità protettrice della fontana per il dono e la prosperità della vita.

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L'uovo, simbolo della vita e della rigenerazione

L'uovo rappresenta il simbolo per eccellenza del soffio vitale e del rinnovamento.

Il simbolismo dell' uovo riguarda sia la nascita sia la rigenerazione.


Alchimia
L'uovo filosofale simboleggia la creazione. Dall'uovo cresce il fiore bianco (argento), il fiore rosso (oro) e il fiore azzurro (saggezza).


Buddismo
Infrangere il guscio dell'ignoranza equivale al conseguimento dell'illuminazione.


Cina
Il tuorlo rappresenta il cielo e l'albume la terra.


Cristianesimo
L'uovo è il simbolo della Pasqua: sepolcro in cui riposa il germe della vita, rappresentato dal Cristo risorto.


Egiziano
L'Oca del Nilo depone l'Uovo cosmico, dal quale emerge Ra, il sole.


& lt;I>Grecia
L'uovo è il mistero della vita, la creazione, la resurrezione.


Induismo
L'uccello divino depone l'uovo d'oro cosmogonico sulle acque primordiali: da esso fuoriesce Brama, mentre le due metà costituiscono cielo e terra.


Iran
Il principio vitale, il germe di tutta la creazione.


La profonda valenza metafisica dell'uovo ha dato origine, in tutto il mondo, a secolari tradizioni che lo vedono protagonista assoluto. A partire dal Neolitico Antico in poi i pithoi funerari avevano forma ovale, a simboleggiare il grembo della Dea Madre.Nei templi, nelle chiese copte e nelle moschee si trova un uovo di struzzo, o un grande uovo di porcellana, appeso al soffitto, raffigurante la creazione, la vita e la resurrezione.A volte ingenti quantità di uova vengono seppellirne sotto le fondamenta delle case in costruzione per proteggere l'edificio da influssi negativi.

L'uovo ha rappresentato di volta in volta, nel corso della storia, segno premonitore, arcano, incantesimo, sostanza curativa, nutrimento.


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Rosmarino: simbolo dell'amore, della morte, del ricordo

Simbolo funerario, sacro ad Ares, il rosmarino emblematizza l'amore, la morte, il ricordo.

Se vuoi guadagnarti la stima dei morti,
porta loro corone di rosmarino e di mirto.
Orazio

Simbolo funerario, sacro ad Ares, dio greco della guerra identificato più tardi con il grande dio romano Marte, il rosmarino è la metafora dell'amore, del ricordo e della morte.Gli antichi Greci e Romani coltivavano il rosmarino come simbolo d'immortalità dell'anima: i rami venivano adagiati fra le mani dei defunti e bruciati come incenso durante i riti funebri: il rosmarino veniva infatti chiamato pianta dell'incenso. Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta la storia della principessa Leucotoe: figlia del re di Persia, sedotta da Apollo entrato furtivamente nelle sue stanze, fu uccisa dal padre, per cancellare l'onta subita. Sulla tomba della principessa i raggi del sole penetrarono fino a raggiungere le spoglie della fanciulla, che lentamente si trasformò in una pianta dalla fragranza intensa, dalle esili foglie e dai fiori viola-azzurro pallido: il rosmarino.Inizialmente utilizzato per aromatizzare il vino, solo nel Trecento si trova in uso come aroma.Nel Medioevo veniva usato per scacciare spiriti maligni e streghe durante le pratiche esorcistiche, e, per molto tempo, è stato considerato un mezzo scaramantico, per schermarsi dalle forze maligne e dalle malattie.Il profumo persistente dell'arbusto sempreverde è equiparato al ricordo, alla costanza, alla devozione, alla memoria; veniva perciò usato nei filtri d'amore per incantare il cuore ed attirare i ricordi amorosi.

Per la sua azione rinforzante sulla memoria, è ritenuto la pianta del ricordo.
Ofelia, nell' Amleto, esclama: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo”.
E ancora si legge: “C'è il rosmarino, per la rimembranza. Ti prego, amore, ricorda”.

In antichi scritti si racconta che gli studenti romani facevano uso di coroncine di rosmarino per superare brillantemente gli esami. Tra i rimedi popolari è rinomato un infuso fatto con le sommità fiorite del rosmarino per aiutare a rievocare avvenimenti remoti. La fragranza pungente e penetrante aiuta le persone malinconiche a risollevarsi dalla tristezza. Si racconta che un ramoscello, riposto sotto il cuscino, attiri sogni di mondi fantastici allontanando gli incubi. Una credenza popolare narra che, se una ragazza, alla vigilia di sant'Agnese, unisce un rametto di timo con uno di rosmarino vede in sogno il futuro sposo!In Sicilia si pensa che tra i rami dell' aromatico arbusto siano celate magiche figure femminili pronte ad aiutare chi è degno.Si narra che il rosmarino abbia salvato la Madonna e Gesù Bambino dall'inseguimento dei soldati, occultandoli tra i suoi rami, mentre fuggivano verso l'Egitto.Nel simbolismo dei fiori, il messaggio di questa pianticella sempreverde esprime: “Sono felice quando ti vedo”.Sembra che portare sul cuore un ramoscello fiorito doni un grande appagamento interiore.Il rosmarino è una delle pianticelle principali del solstizio d'estate, usato insieme a ruta, lavanda ed iperico per l' acqua di San Giovanni& lt;/B>, chiamata anche guazza di San Giovanni: in un catino si pone dell'acqua con foglie e fiori delle erbe menzionate, esponendola alle radiazioni cosmiche della notte prodigiosa.La guazza è successivamente utilizzata come acqua fatata, per aumentare la fecondità e la buona salute difendendosi dai malefizi.Si racconta che le massaie, il giorno di mezza estate, preparassero il pane con quest'acqua, senza usare il lievito e formulando un rituale magico.Nel folclore europeo il rosmarino è associato spesso al ringiovanimento e all'amore: la famosa acqua della regina d'Ungheria o acqua della giovinezza annovera infatti l'erba aromatica quale componente principale.


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L'origano, simbolo del Conforto

L'origano, splendore delle montagne, per le sue innumerevoli qualità terapeutiche è stato assunto a simbolo del Conforto.

L'origano, erba aromatica dal profumo inconfondibile e dal gusto deciso, per le sue numerose proprietà officinali, soprattutto antalgiche e lenitive, ha suscitato il simbolo del Conforto.

In passato si regalava alle ragazze che avevano patito una grave delusione d'amore e alle persone depresse o colpite da profondi dispiaceri.Si coltivava sia per gli usi di cucina sia come lenimento morale sia con lo scopo di talismano.Viene usato ancor oggi come apotropaico, in sacchetti da portare sul corpo o accuratamente conservati nelle stanze, per allontanare o annullare presunte influenze magiche maligne.Nell'Antica Grecia l'arbusto era considerato pianta apportatrice di pace e di felicità. Nell' emblema della Medicina la cicogna porta un rametto dell'aromatico arbusto stretto nel becco, per curare il mal di stomaco, in base a una leggenda molto diffusa nel Medioevo.

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Il diavoletto rosso del peperoncino

Il peperoncino rosso piccante è evocatore, sia per il colore rubicondo sia per il sapore piccante bruciante, degli inferi solari e purificatori.

Rossardente
diavoletto folle…
Gabriele D'Annunzio

Il Capsicum annuum è simbolico, sia per il colore rosso vivo sia per il sapore piccante bruciante, degli inferi solari e purificatori.Non a caso, nel Mezzogiorno d'Italia, la spezia viene definita da secoli “diavoletto”,”diavolicchio”, “diavulill”, “pipi infernali”, “lazzaretto”.

“Dio ha creato l' alimento, il diavolo il condimento”,
soleva ripetere lo scrittore irlandese James Joyce, parlando del peperoncino rosso.

Un singolare episodio santifica, però, la stuzzicante solanacea: il miracolo del diavolicchio, che guarì San Pio da Pietrelcina all'età di circa dieci anni! Ferocemente piccante è habanero, l'antico peperoncinio dei Maya dello Yucatan.Di colore verde scuro, rotondeggiante, lungo 5-6 cm, è la varietà di Capsicum annuum più piccante e profumata del mondo, soprannominata “la vendetta del diavolo”.


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Basilico, simbolo della Dolcezza

Il basilico, erba considerata sacra, è protagonista di numerose e curiose credenze e superstizioni popolari

“Madre Tulasi ,
madre del mondo,
senza di te, beata,
ogni opera è sterile”.

Nell'antichità il basilico era considerato una pianta divina.In India, patria di origine dell'elegante erba, vi è un basilico sacro, chiamato tulasi, identificato con la dea della bellezza, della quiete e dell'armonia, Lakshmi, sposa di Víshnu.Tulasi, invocata per proteggere dalle malattie, favorisce il concepimento e apre il cammino verso il mondo celeste, per cui viene deposto religiosamente sul petto dei morenti.Il basilico è venerato anche dagli shivaiti: Krishna ha adottato quest'erba per il suo culto.Greci e Romani credevano che per far crescere una sana piantina di basilico fosse necessario seminarla accompagnando l'operazione con insulti e maledizioni. A quest'antica usanza si deve il detto proverbiale Cantare il basilico, imprecare contro qualcuno senza mezze misure.Presso i Romani era il simbolo degli innamorati.Nel Medioevo per poterlo raccogliere si doveva purificare la mano destra lavandola a tre fonti diverse per tre volte e adoperare un ramo di quercia, indossando candidi abiti di lino.

Erba apotropaica, usata per allontanare gli spiriti maligni, era usata ai funerali e nei riti in memoria dei morti.
Nell'Isola di Creta è segno di lutto.

Per lungo tempo si era creduto che fosse altamente curativo nei casi di pazzia e demenza.
Avicenna da Dioscoride e altri, invece, sostenevano che il suo uso provocasse sangue torbido e malinconico.
Nel 1800 alcuni inglesi residenti in India indossavano una collana realizzata con legno di basilico, credendo che neutralizzasse gli impulsi elettrici allontanando i fulmini, come sosteneva la religione indù. Nello stesso periodo, durante le eclissi, il basilico veniva mangiato e messo nelle riserve d'acqua per prevenire le contaminazioni.Il dottore fiammingo Van Helmont, riteneva che il basilico tritato lasciato in mezzo a due mattoni si trasformasse in scorpione!

Il basilico ha ispirato il simbolo della Dolcezza e l'impresa :
“Quo mollius, eo soavius” (Quanto più delicatamente, tanto più soavemente).
In California è chiamato yerba buena, erba tenera, dolce.

In Occidente il basilico ha un simbolismo erotico.
In Toscana era soprannominato amorino; in Sicilia era il simbolo dell' amore ricambiato, come nella Roma antica.
Al riguardo, la bellissima testimonianza del Boccaccio con una delle sue novelle più delicate e ricche di sentimento: Lisabetta da Messina, in cui una pianta di basilico nasconde il segreto della sfortunata fanciulla. Una novella diffusa in tutta Italia, denominata in Toscana Il basilicone, narra la storia d'amore, a lieto fine, tra una ragazza, Caterina, apprendista sarta, che tutte le mattine innaffia una rigogliosa pianta di erba regale, e il bel principe, che, percorrendo quella strada tutti i giorni, finisce per notarla, innamorandosene.

Tratto da: www.supereva.it

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