Invecchiamento al femminile: non sono solo rose

Le agenzie di stampa riportano, con enfasi ottimistica, la notizia di uno studio pubblicato sulla rivista inglese “Yours”. Nello studio, i dati di un'indagine condotta su 2.000 donne con un'età media di 69 anni. La ricerca mette in rilievo come la maggior parte del campione intervistato dichiari di sentirsi perfettamente in forma. Anzi, di avvertire 20 anni di meno rispetto alla età anagrafica.


In sostanza, una donna di 69 anni si sente “in forma” come quando ne aveva 48, con analoga voglia di viaggiare, di uscire, di intrattenere rapporti sociali e con un'intatta capacità di vivere emozioni, pur avendo figli e nipoti. Ma non basta, i demografi ci hanno recentemente segnalato che, fra soli 20 anni, l'aspettativa di vita delle donne raggiungerà i 90 anni.
Mi permetto di aggiungere a tali positivi rilievi che, nel 2050, avremo 1 milione 880mila ultranovantenni che vivranno nel nostro Paese. Sarebbe come dire che una città come Milano sarà abitata da “super nonni”. Le donne, però, che hanno una aspettativa di vita superiore all'uomo, sono quelle che soffriranno di più per solitudine, emarginazione e problemi economici.
Agli inizi del novecento, ad esempio, le aspettative di vita per una donna o un uomo erano sostanzialmente uguali. Successivamente, anche grazie alla riduzione della mortalità per parto, si è giunti ad una longevità superiore all'uomo di 7 anni e più. In 40 anni il numero medio di anni ulteriori che una sessantenne può sperare di vivere è aumentato da 17,5 a 24 circa. Questo aspetto, però, anche nel nostro Paese, non viene affrontato con la dovuta attenzione.
I maschi hanno, infatti, più probabilità di concludere la loro esistenza terrena da coniugati, non solo per la maggiore longevità delle donne ma anche perché le donne tendono ad essere più giovani degli uomini che sposano. I vedovi, inoltre, hanno maggiori possibilità di risposarsi con donne più giovani. Le donne hanno molte più probabilità di essere povere. Dal momento che vivono di più, inoltre, esse hanno anche un maggior numero di possibilità di soffrire delle invalidità che sono legate alla vecchiaia. E a causa della loro più disagiata condizione sociale, le esigenze sanitarie vengono sovente trascurate o ignorate. Troppo spesso, infatti, i sistemi di assistenza sanitaria prestano loro poca attenzione ed erogano scarse risorse per alleviare le invalidità che spesso colpiscono le donne, quali assistenza domiciliare in luogo di quella ospedaliera. Uomini e donne, invecchiando, soffrono a causa di differenti problemi di salute. Gli uomini tendono a soffrire maggiormente a causa di malattie acute che richiedono l'ospedalizzazione, mentre le donne spesso soffrono maggiormente di malanni cronici i quali, pur senza mettere a rischio la loro vita, possono causare loro invalidità. L'assistenza sanitaria è generalmente orientata verso l'assistenza per le malattie più gravi, e sovente ignora le necessità delle donne anziane che potrebbero ricavare un maggiore beneficio da un'assistenza sanitaria a domicilio rispetto a quella ospedaliera, oppure andando a vivere in una casa di cura. In alcune delle società sviluppate, la copertura medica può provvedere a una lunga degenza ospedaliera e all'assistenza in una casa di riposo, ma è estremamente limitata in termini di assistenza sanitaria domiciliare che pure è molto meno costosa.
In mancanza di un'adeguata assistenza a domicilio, sovvenzionata dallo Stato, se la famiglia di una donna non può permettersi tali prestazioni, non vi può essere altra scelta che portarla in una casa di cura, con dei costi decisamente maggiori a carico dello Stato. La situazione di numerose donne anziane, specialmente di quelle povere e svantaggiate, è rimasta invisibile agli occhi dei responsabili delle politiche nazionali. Inoltre, il trend di crescita della componente femminile over 65 anni, raggiungerà nel 2051 quasi il 40% del totale della popolazione femminile complessiva.
Da ciò deriva la necessità di prestare un'attenzione particolare alla componente “donna” nell'ambito della questione longevità di massa, in quanto debbono essere individuate provvidenze ed istituti con particolari specificità proprio per le caratteristiche che l'invecchiamento al femminile comporta.

Fonte: Tuoquotidiano

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