L' Asparago

Un po' di storia L'asparago, Asparagus officinalis, è originario dell'Asia ed era già noto ed apprezzato, come pianta spontanea al tempo degli antichi Egizi, che ne introdussero e diffusero la coltivazione nell'intero bacino del Mediterraneo. La Storia delle Piante del greco Teofrasto, che viene fatta risalire a circa 300 anni prima di Cristo, fornisce la prima documentazione di letteratura relativa a questo ortaggio; per avere invece notizie più dettagliate dell'asparago sotto il profilo agronomico bisognerà aspettare circa un secolo, quando Catone ne descrisse le tecniche di impianto. Anche il famoso naturalista latino Plinio dedicò attenzione all'asparago nella sua monumentale opera Naturalis Historia, e, oltre ad esaltarne le qualità gastronomiche, ne illustrò in dettaglio anche il metodo di coltivazione.

L'asparago, dal punto di vista botanico appartiene alla famiglia delle Liliacee, è un ortaggio, ed è una pianta di tipo perenne, il suo ciclo vegetativo dura per l'intero anno. E'una pianta erbacea perenne provvista di un rizoma sotterraneo che in orticoltura prende il nome di zampa.
Dalla zampa ogni anno spuntano i germogli chiamati turioni, che sono la parte commestibile.
La raccolta dei turioni va fatta non appena spuntano dal terreno, prima del loro sviluppo aereo altrimenti lignificano e si trasformano in steli con foglie, fiori e frutti.
Si trovano in commercio turioni interamente bianchi oppure verdi nella parte terminale.
I primi sono stati raccolti prima della fuoriuscita dal terreno, i secondi dopo che sono usciti per una lunghezza di 10-15 cm e che hanno preso la luce del sole. La pianta di asparago è dioica, cioè ci sono piante con fiori solo femminili ed altre con fiori solo maschili. A parità di varietà, le piante maschili producono germogli di diametro maggiore. Peraltro, gli asparagi selvatici che sono più sottili, sono più teneri, saporiti e ricchi di elementi nutritivi.
Quella dell'asparago è una coltura poliennale, che richiede alcuni anni di attesa prima di dare i frutti, ma che può durare anche una quindicina d'anni in produzione.

Informazioni generali

Gli asparagi, che sono ortaggi caratteristici della stagione primaverile, sono molto ricchi di fibra alimentare, vitamine e sali minerali, principalmente di calcio e fosforo. Alcune semplici osservazioni consentono di identificare quando il prodotto è fresco: in particolare va osservato che il colore sia vivace, la polpa ben soda e croccante, il turione capace di spezzarsi senza piegarsi, la punta del vegetale è dritta e ben chiusa

Generalmente praticata in pieno campo, la coltivazione di questo ortaggio può anche venire realizzata mediante semi-forzatura in serra. L'asparago infatti non presenta particolari esigenze climatiche, ed è in grado di resistere bene sia alle basse che alle alte temperature.

Negli asparagi sono presenti le vitamine A e C e vitamine del gruppo B. Un etto di asparagi soddisfa la necessità giornaliera di acido folico, elemento alternativo all'importantissima vitamina B12, rende fluido il sangue, combatte l'anemia ed è particolarmente indicato ai diabetici. Gli asparagi sono ricchi di fibre e, garantiscono l'apporto di potassio, ferro, manganese, magnesio e rame, possono essere consumati abitualmente, ad eccezione di chi ha calcoli o problemi ai reni; sono buoni diuretici. Un composto presente in questi ortaggi conferisce, senza altri effetti, un intenso odore alle urine: è un interessante modo per quantificare il tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo e lo smaltimento di alcuni suoi componenti attraverso il nostro apparato drenante: i reni.

La conservazione

Per quanto riguarda la conservazione, una volta acquistati, gli asparagi devono essere mantenuti a basse temperature e consumati nel più breve tempo possibile.

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