La Coca-Cola fa bene alla salute (ops…)

Definireste mai che la Coca Cola Light una bevanda salutare? Probabilmente no, ma sembra che sia la Pepsi che la Coca Cola siano intenzionate a lanciare sul mercato due nuove linee di bevande, Diet Coke Plus e Tava, che oltre alla tradizionale ” e discutibile ” definizione di “dietetiche” avrebbero anche un concentrato di vitamine e sali minerali all'interno, che le renderebbero, appunto, salutari. Ma questa naturalmente è solo l'opinione dei suoi ideatori.

Un bell'articolo sulNew York Times di ieri spiega qual è il motivo che ha spinto le due grandi multinazionali a cercare di catturare questa nuova fascia di mercato. Ormai da tempo infatti, negli Stati Uniti, le bevande a base di soda sono sotto accusa perché causa di obesità, e i consumatori da qualche anno a questa parte stanno orientando maggiormente i loro acquisti su acqua minerale, succhi di frutta e bevande a base di tè verde. Per la prima volta nel 2005 le vendite di bevande a base di soda sono calate e, nonostante il business di settore sia ancora molto fruttuoso (68 miliardi di dollari), si sta notando un certo rallentamento. Questo deve aver provocato una certa frustrazione ai vertici delle due grandi compagnie, tanto da spingerle, forse, a riguadagnarsi questa fetta di mercato perduta. “I marchi 'diet' e 'light' sono attualmente marchi di benessere e salute” ha dichiarato E. Neville Isdell, CEO della Coca Cola.

Ma andiamo a vederci chiaro. Come è possibile definire salutare una bevanda composta  essenzialmente di acqua e da una miscela di sostanze chimiche e caffeina? Secondo i vertici della multinazionale basta introdurre un po' di vitamine e sali minerali per ottenere questo magico risultato. Peccato che i nutrienti isolati dal contesto a cui dovrebbero appartenere, e cioé un'alimentazione sana, non hanno lo stesso effetto sulla salute umana. Comunque soprattutto un composto della Coca Cola è sotto accusa e si chiama aspartame, un dolcificante artificiale che, secondo recenti studi, sarebbe addirittura cancerogeno.

Inoltre viene spontaneo chiedersi com'è possibile che la rigorosa Fda, Food e Drug Administration, permetta l'utilizzo di composti tanto dannosi. Laspiegazioneè semplice: il brevetto dell'aspartame (denominato Nutrasweet) apparteneva nel 1981 a una compagnia chiamata Searle, di cui Donald Rumsfeld (ops…) era direttore esecutivo, non molto tempo dopo essere stato ministro della difesa del presidente Gerald Ford. Per motivi che non riusciamo certamente a comprendere (ops…) nello stesso anno l'allora presidente Ronald Reagan mette un uomo “fidato” a capo dell'Fda. Si chiama Arthur Hull Hayes e, nonostante l'opposizione di una parte dell'agenzia, decide di far approvare l'aspartame per gli usi che tutti conosciamo. Naturalmente Rumsfeld era destinato ad incarichi ben più importanti, ma prima di lasciare decide di ideare la vendita della improvvisamente rivalutata Searle e della divisione Nutrasweet alla Monsanto, la nota multinazionale dell'agrochimica, con vantaggi economici redistribuiti per tutti. Insomma, se vi è piaciuta, prendete qualche appunto, in fondo si tratta di una bella storia da raccontare ai vostri nipotini. Per un approfondimento leggiGrist.

Fonte:www.blogeko.info/index.php/2007/03/08/coca_cola_aspartame_rumsfeld

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